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Corridoio 5

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A Budapest si sta svolgendo in questi giorni un convegno, organizzato dalla Camera di Commercio italiana per l’Ungheria, sul tema “I corridoi intermodali paneuropei quale opportunità di sviluppo regionale in un’ottica anticrisi. Focus sul V Corridoio”. Un evento importante perchè ha fatto emergere, per la prima volta in maniera così chiara, la richiesta delle regioni del centro Est Europa di passare alla fase attuativa delle opere. Il Corridoio 5, così come lo abbiamo inteso finora, è dunque a una svolta.
Occorre quindi cominciare a guardare con occhi diversi e maggiore realismo al senso strategico di quest’opera, alla luce dei problemi finanziari soprattutto della Slovenia e dell’Ungheria, e alla luce degli interventi che l’Austria sta facendo sul Semmering. Bisogna ad esempio considerare che l’ingresso pieno della Croazia nella Ue il prossimo anno produrrà l’apertura di un vero mercato e nuove opportunità trasportistiche, nella direzione dell’Ungheria e del Danubio, della Serbia e della Russia, e tenere conto di ciò nel tracciare i nuovi collegamenti, come ad esempio quello passante da Fiume, Zagabria e Budapest.
Il governo italiano avrebbe dovuto cogliere l’opportunità di questo incontro a Budapest per indirizzare e rimarcare le nostre priorità nazionali, che in questo caso coincidono con quelle del Friuli Venezia Giulia.

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