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Ryanair e i contributi

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Ryanair è indagata dalla procura di Bergamo, che ha iscritto Michael O’Leary – amministratore delegato della compagnia irlandese e il dirigente Juliusz Komorek, braccio destro di O’Leary per gli affari legali nel registro degli indagati.
Risulta che la compagnia aerea low cost ha omesso il versamento dei contributi in Italia per aver assunto a Dublino 220 dipendenti assoggettandoli la tassazione irlandese ma che di fatto però lavoravano presso l’aeroporto Orio al Serio. E’ noto infatti che in Irlanda la tassazione sugli stipendi è mediamente intorno al 12% mentre in Italia è al 37%.
Inoltre, i dipendenti Ryanair, pur essendo lavoratori di diritto irlandese, vivendo e lavorando in Italia, usufruiscono anche delle prestazioni sanitarie per loro e per le loro famiglie. Inoltre dispongono anche della certificazione del diritto all’assistenza sanitaria ottenendo assistenza sanitaria in tutti i Paesi dell’UE a spese dell’Italia che ha emesso la certificazione assicurativa.
Ho ritenuto di rivolgere un’interrogazione alla Commissione europea per sapere se è a conoscenza di quanto sopra e se ritiene che sia stato violato il trattamento al diritto all’impiego cosi come stabilito dal Regolamento (CEE) n. 1612/68 del 15 ottobre 1968, modificato dai regolamenti (CEE) n. 312/76 e (CEE) n. 2434/92, e direttiva 2004/38/CE.

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