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Dialogo costruttivo

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Nella sede dell’Unione Generale del Lavoro ho incontrato, nell’ambito della campagna di ascolto delle categorie sociali ed economiche, il Segretario Generale UGL FVG Matteo Cernigoi e i rappresentanti delle sua segreteria. L’UGL FVG ha illustrato, attraverso l’intervento dei propri esponenti sindacali, le necessità dei lavoratori nel grave periodo di crisi che si sta vivendo. Parola d’ordine: Concertazione.
Secondo Cernigoi il futuro prossimo dovrà essere fatto di dialogo fra Sindacati e Istituzioni, mettendo in cima alla lista delle priorità, il lavoro. La missione del Sindacato, ma anche della politica, è di ridare speranza alla gente che in questo momento sta vivendo situazioni veramente difficili e si sente scoraggiata.
Nel corso dell’incontro, il Sindacato ha voluto parlare dei temi caldi che riguardano la Regione Friuli Venezia Giulia, come il Pubblico impiego, le infrastrutture, l’industria, il commercio, energia, ambiente, sanità, precariato e giovani, oltre alla necessità per una reale sburocratizzazione della macchina amministrativa ed internazionalità. “Serve uno scatto d’orgoglio di tutta la nostra gente” – ha sottolineato Cernigoi: “fondamentale sarà un Friuli Venezia Giulia al centro dell’attenzione, sia del nostro Paese sia dell’Europa”.
Intervenendo durante l’incontro ho sottolineato la necessitá di dare una vocazione al territorio altrimenti quando verrà la ripresa non saremo in grado di agganciarla. E’ un lavoro che si deve fare tutti assieme, con intelligenza, pragmatismo e buona volontà. Per questo il dialogo dell’amministrazione regionale con le parti sociali e le categorie non può essere episodico, dettato magari da situazioni di emergenza o elettorali: gettiamo invece le basi per tavoli economici permanenti con più soggetti. Limitarsi a gestire la crisi giorno per giorno forse tampona qualche falla, ma non costruisce il futuro. Invece, in tempi di risorse scarse è fondamentale individuare le priorità, a cominciare dalla scelte delle infrastrutture strategiche su cui investire. Si deve tornare con più determinazione e credibilità ai tavoli dove si decidono le partite per la nostra Regione: ad esempio non possiamo continuare a restare esclusi da tutte le programmazioni del Cipe, e non dobbiamo più essere tagliati fuori dalle relazioni nazionali e internazionali che contano. Lo stesso vale per il lavoro: è il risultato di un sistema-regione che agisce, funziona, programma e attrae investimenti.

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