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Made in Italy

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Oggi a Strasburgo ho partecipato ad un incontro dedicato al dossier sul “made in”, il regolamento europeo che obbliga a tracciare le merci di provenienza extra-Ue, che ieri è stato stralciato dalla Commissione europea, dopo l’avvenuta approvazione nella plenaria del Parlamento europeo di ottobre 2010. La battaglia per il regolamento sul “made in” deve ricominciare, presto e con più determinazione.
Nel corso dell’incontro, cui hanno partecipato europarlamentari italiani tra i quali Cristiana Muscardini, vicepresidente della Commissione Commercio Internazionale e relatrice per il regolamento del “made in” e Gianluca Susta, componente del Commissione parlamentare Commercio Internazionale e co-relatore del provvedimento, ho sostenuto la necessità di non lasciare nulla di intentato per mantenere aperta una prospettiva futura al “made in”, attivando un nuovo e più stretto coordinamento con il Governo, il commissario Tajani e gli stakeholders. L’export è la chiave della ripresa dell’Italia e non possiamo più permettere sgambetti da parte di altri Paesi che evidentemente sono più abili di noi a fare lobby in Europa.
Per questi motivi ho sottoscritto con altri colleghi un appello sul “made in” al presidente del Consiglio Mario Monti. Ha ragione chi, come il presidente di Federlegno Arredo Roberto Snaidero, giudica pessimo questo risultato, che si traduce in un danno secco per i Paesi come l’Italia che puntano sui prodotti di qualità e che giustamente vogliono essere tutelati dalla concorrenza sleale di merci a basso costo e di bassa qualità. Per un pezzo di manifatturiero del nordest è un duro colpo sotto la cintura.

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