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Credito regionale

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In tempi straordinari e di dura crisi non ci si può accontentare di quel che si ha e limitarsi ad amministrarlo: occorre pensare a soluzioni diverse e adattare gli strumenti a disposizione del credito regionale alle necessità nuove. Possiamo razionalizzarli, meglio indirizzarli o prospettare per alcuni nuove funzioni. Vi sono certo delle implicazioni tecniche un po’ complesse, ma l’argomento del credito alle imprese è decisamente tra i più importanti e urgenti e non può essere trascurato per nessuna ragione. Ne abbiamo parlato in una conferenza stampa.
Nella campagna d’ascolto che stiamo facendo con le categorie economiche e le parti sociali, è chiaramente emerso che esiste un problema legato al credito regionale. Non occorre proporre nuovi strumenti. Il Friuli Venezia Giulia ha infatti la fortuna di avere straordinari strumenti finanziari e deve tornare speciale anche nel loro utilizzo: vanno messi a punto e utilizzati meglio, facendo leva anche sulle professionalità che ci sono all’interno, ma soprattutto dando loro un compito preciso. In primo luogo, cioè, la nostra Regione deve darsi una politica industriale, e questo è sicuramente assai difficile aspettarselo da parte di una giunta in cui si susseguono i rimpasti.
Per Mediocredito si può immaginare una riconversione dell’istituto, in modo da farne uno strumento creditizio a supporto degli enti locali, una sorta di Cassa depositi e prestiti regionale, sull’esempio di quanto fatto in Trentino. In questo contesto, la sua missione sarebbe sostenere la finanza locale, di comuni, province, Ater ecc, attraverso un servizio efficiente delle risorse finanziarie della regione.
La holding Friulia è un ottimo strumento per il coinvolgimento di soggetti terzi in grandi operazioni di sviluppo della regione: quindi si presta a essere non solo cassaforte ma anche veicolo di coinvolgimento del privato e possibile strumento per attrarre capitali esteri. Il tavolo con i soci privati può essere uno strumento straordinario per la programmazione strategica, economica e finanziaria, della regione. Tutto il sistema di Friulia deve essere il motore della politica industriale regionale, e in questo quadro assumono particolare importanza le linee dedicate alla crescita dimensionale delle aziende, ai passaggi generazionali e soprattutto alla nascita e crescita delle imprese giovani e delle start-up.
Il Frie muove una importante massa di risorse, che devono essere utilizzate per imprimere una direzione allo sviluppo della regione: non sentiamo la necessità di finanziare nuovi capannoni ma piuttosto quella di incentivare il loro riutilizzo e soprattutto di aiutare le aziende nelle più moderne tecnologie.
Finest deve poter intervenire a fianco delle aziende del nordest per favorire la loro penetrazione sui mercati esteri, le alleanze commerciali o quelle produttive. E’ finito il tempo di finanziare la delocalizzazione delle imprese della nostra regione; gli investimenti immobiliari possono essere ammissibili solo a fronte di un progetto di internazionalizzazione e aumento del sistema.

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