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L’arroganza di Jindal

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Nel vertice prefettizio di ieri la proprietà dello stabilimento ex Sertubi ha rifiutato tutte le soluzioni avanzate da enti locali e sindacati, e ha annunciato di voler procedere con il drastico piano di ridimensionamento dell’impianto triestino, che prevede il licenziamento di 148 dei 208 operai. La totale chiusura al dialogo dei vertici della Jindal è un atto di inaccettabile arroganza.
Davanti a una compagine territoriale compatta che ha visto il sindaco Cosolini esposto in prima persona e davanti alle estreme forme di protesta messe in atto dai lavoratori, il rifiuto della ricerca di qualunque compromesso da parte della Jindal è assolutamente deprecabile. Rimane in capo al Governo di intervenire con ogni mezzo affinché agli operai siano date almeno le minime garanzie della proroga della cassa integrazione, come stanno chiedendo in queste ore i parlamentari del Pd. La situazione è drammatica e l’azienda dovrebbe avere la responsabilità di fare il possibile per evitare di alimentare tensioni sociali.

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