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Crescere insieme

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Oggi a Udine con il convegno “Un Patto con lo Stato per una Regione europea” e la proposta di un nuovo protocollo Stato-Regione abbiamo piantato il secondo paletto del programma dopo il riordino delle autonomie locali.
Nel corso della mia relazione ho sottolineato che la nostra specialità deve essere lo strumento per realizzare in collaborazione con lo Stato un progetto di crescita comune. Una collaborazione che può nascere solo se le regioni e le forze politiche riformiste convinceranno il Governo nazionale a rinunciare agli elementi di neo centralismo che abbiamo visto affiorare negli ultimi mesi e se la nostra Regione dimostrerà di essere, come è nelle sue possibilità, una risorsa per il Paese.
Anziché aprire continue vertenze con lo Stato che ci screditano nei confronti dell’amministrazione centrale senza produrre gli attesi risultati dobbiamo avanzare una proposta praticabile che sia nell’interesse comune. È per questo che, quando vinceremo le elezioni, apriremo una fase dedicata a ridefinire i rapporti del Friuli Venezia Giulia con lo Stato, intesa a definire con precisione i rispettivi ambiti di competenza togliendo alla burocrazia l’onere dell’interpretazione legislativa.
Il tema che stiamo affrontando oggi e che poniamo di fronte alla comunità regionale è estremamente concreto e riguarda le dotazioni finanziarie, le competenze, le compartecipazioni, i beni immobili, fino allo scioglimento del delicato nodo rappresentato dall’attuazione dell’ultimo comma dell’art. 117.
In ogni caso dobbiamo essere consapevoli che nessuno dei più rilevanti problemi del Friuli Venezia Giulia potrà mai essere risolto senza un confronto, serrato e autorevole, con lo Stato italiano. Un confronto che è cominciato oggi.

Scarica la relazione di Debora Serracchiani

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