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Tagli alla conoscenza

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In questi giorni ho ricevuto segnalazioni da parte del mondo dell’università e della ricerca, in allarme per il drastico taglio di risorse previsto dalla Finanziaria regionale 2013.
E’ giunta infatti notizia del taglio totale delle risorse agli atenei e ai conservatori, con lo svuotamento della legge sul sistema universitario regionale, di cui peraltro manca ancora il regolamento. Quindi la distribuzione, ammesso che ci sia qualcosa ancora da distribuire, sarà ancora a discrezione dell’assessore.
Nel prossimo triennio la Regione inoltre ridurrà di due terzi i contributi verso le istituzioni scientifiche della ricerca e all’OGS una decina tra ricercatori e tecnici del laboratorio di biologia sono stati avvertiti che il loro rapporto di lavoro potrebbe essere interrotto per mancanza di risorse regionali a dicembre 2012, con quasi un anno di anticipo sulla scadenza prevista.
Una falcidie brutale dei finanziamenti, che rischia di mettere a rischio non solo la qualità, ma la sopravvivenza stessa di un comparto decisivo in Friuli Venezia Giulia. Le risorse che la Regione mette nel settore non sono certo enormi, ma sono comunque importanti, perché servono alla didattica per l’alta formazione, alla ricerca, al trasferimento tecnologico. E’ abbastanza evidente l’impatto devastante che ciò potrebbe avere sul fronte occupazionale e sociale, per un settore già caratterizzato da una diffusa precarietà.
Di recente l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Molinaro, ha dichiarato che la sforbiciata sarà pesantissima: 27,8 milioni di euro in meno rispetto al 2012, ovvero il 32 per cento. Stando alle sue parole non resta che rassegnarsi e sperare che arrivi qualche fondo comunitario a tamponare i buchi di bilancio, o che il Governo stanzi nuove risorse per il Friuli Venezia Giulia. A questo punto resta da chiedersi se e quando il centrodestra regionale capirà che la scuola, la formazione e la ricerca sono i pilastri su cui si fonda la nostra società e si costruisce il futuro, e che rappresentano una speranza di crescita e sviluppo economico per il nostro Paese e per questa Regione, che tra l’altro ha fatto della ricerca scientifica una punta di eccellenza a livello internazionale. Invece di attendere improbabili aiuti dall’alto, la giunta Tondo dovrebbe ripensare le priorità e calibrare meglio risparmi e investimenti su un settore cruciale per il nostro domani.

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