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Puntare sul lavoro

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Sono stata intervistata da Clandestinoweb in merito al ballottaggio di oggi. Ecco il contenuto dell’intervista:

Manca veramente poco al ballottaggio, tra poco sapremo chi sarà il leader del centrosinistra. Le primarie sono state importanti, non possiamo negarlo. Ha scaldato gli animi di tutti i cittadini, renziani e bersaniani, ma anche chi non è del centrosinistra. Per qualche mese in Italia, favorevoli o contrari, siamo tornati a parlare di politica.
Clandestinoweb ha intervistato l’On Debora Serracchiani, che ha commentato gli ultimi istanti del Partito Democratico prima del voto decisivo.

Le primarie del PD sono state molto positive, che cosa rappresenta questo successo? al ballottaggio ci sarà la stessa affluenza ai seggi?

Inutile fare previsioni su quello che succederà domenica. Io penso che non ci discosteremo molto dal 25 novembre. L’elettorato di domenica scorsa, folto e composito in un modo incoraggiante, ha detto che vuole contare ed esprimere la sua opinione: credo che non si farà sfuggire l’occasione di pronunciare l’ultima parola al ballottaggio.

Ci sarà il patto Bersani-Vendola di cui tanto si parla?

In gran parte d’Italia l’epoca della politica che sposta pacchetti di voti con uno schiocco di dita è fortunatamente finita. Mi pare dimostrato che questo vale anche per le primarie. Chi al primo turno non ha votato Bersani o Renzi adesso sceglierà liberamente il suo candidato premier in base alle proprie convinzioni e ai programmi dei candidati, non certo agli “ordini” di un capo, né tantomeno a seguito di accordi dal sapore spartitorio.

Se Bersani dovesse vincere le elezioni, e poi diventasse premier, secondo lei quali sarebbero le sue prime mosse o i suoi primi cambiamenti?

Io dico quello che vorrei che facesse qualunque futuro premier di centrosinistra. La priorità deve essere il lavoro da creare con una politica industriale mancata in questi anni e con la capacità di rendere il sistema Italia un sistema accogliente per le imprese e per gli investimenti dall’estero. Vorrei un’aggressione feroce alla burocrazia e all’evasione fiscale, e un aiuto vero al tessuto delle piccole e piccolissime imprese che oggi stanno chiudendo nel silenzio. Tutto questo per tornare a creare ricchezza con cui sostenere il welfare, e ridare futuro ai giovani oggi senza speranza.

Tra il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e un posto da ministro lei cosa sceglierebbe?

Ho fatto la mia scelta quando mi sono candidata alla presidenza della regione Friuli Venezia Giulia.

A livello nazionale Bersani ha escluso un’alleanza con Di Pietro, ma lo stesso ex pm ha espresso sostegno alla corsa alla regione, c’è la possibilità di un’intesa?

A livello regionale abbiamo presentato le nostre proposte programmatiche sia a Sel che all’Idv e faremo la stessa cosa con tutte le forze civiche e politiche che vogliano discutere con noi del futuro della Regione. Su queste basi si potranno costruire delle intese. Credo che a livello nazionale il discorso sia reso molto più complesso da alcune comportamenti dell’Idv, tra cui gli attacchi al Presidente della Repubblica o gli ammiccamenti a Grillo, che rendono difficile un accordo.

(intervista di Vincenza Foceri per Clandestinoweb)

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