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Auguri Borut!

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Domenica scorsa la Slovenia ha eletto il suo nuovo Presidente della Repubblica, Borut Pahor, storico leader socialdemocratico, già primo ministro sloveno. La sua è stata una vittoria netta: con il 67,3% dei voti ha sconfitto al ballottaggio il presidente uscente Danilo Turk.
Al di là degli auguri che intendo sin da ora rivolgere al neopresidente di una Repubblica giovane e da qualche anno membro dell’Unione europea, non posso però che guardare con preoccupazione a quanto sta accadendo in questo Paese che, dopo anni di crescita, ora è colpito da una pesante e drammatica crisi economica. Sarà per le dimensioni del Paese, oppure perché è uno Stato giovane, di fatto l’opinione pubblica internazionale non sembra essere del tutto al corrente delle turbolenze finanziarie che stanno attanagliando la Slovenia, al pari di Paesi da tempo sotto i riflettori, come la Grecia, il Portogallo e la Spagna.
La vittoria di Pahor si inserisce in un quadro complesso, delicato, in cui la crisi economica sta mettendo a dura prova la tenuta occupazionale e sociale del Paese, alimentando tensioni fortissime. Davanti a una situazione così difficile, accompagnata da un diffuso clima di sfiducia dei cittadini nei confronti della politica e delle istituzioni, a Pahor va il compito di tenere unito il suo Paese mettendo in campo politiche inclusive, attente all’oggi e al domani.
La Slovenia è un Paese chiave per un’area delicata dell’Europa, con cui l’Italia, in particolare il Friuli Venezia Giulia, coltiva da tempo importanti relazioni istituzionali, commerciali e culturali. Un sistema di rapporti consolidato, che non può rischiare di indebolirsi sotto i colpi della crisi e che, anzi, andrebbe rafforzato in vista dei comuni obiettivi di crescita e sviluppo.

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