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#iostoconmarco

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Mentre continua l’affanno ripetitivo delle notizie della politica nostrana, dall’ipotesi della lista Monti alla scissione Crosetto-Meloni nel Pdl, c’è una persona che rischia la vita per chiedere il rispetto dei diritti umani in Italia. C’è chi lo considera un istrione e non ha fatto un decimo delle sue battaglie politiche, c’è chi lo ama a prescindere stia di qua o di là, c’è chi semplicemente lo ignora e ritiene così di aver risolto il problema delle domande che pone.
Marco Pannella è in condizioni critiche, per lo sciopero della fame e della sete condotto in nome del diritto dei detenuti a vivere una condizione non disumana, quella che invece è la quotidianità delle carceri italiane. So che a qualcuno questa forma di lotta civile potrà risultare difficile da comprendere, lo è anche per me. Tuttavia in questo estremismo vi è tutta la passione di Pannella per il diritto e una storia di non violenza testimoniata e vissuta. Guardo a lui con rispetto e grande preoccupazione, vorrei dirgli “fermati” e continua la lotta con altri mezzi. Ecco, io il 26 dicembre tornerò nel carcere di Udine, a portare un frammento di quella lotta.
So che non ascolterà né me né altri che la sua coscienza. Per questo #iostoconmarco

La mia intervista a Radio radicale su questo tema

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