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Ryanair

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Il commissario europeo per l’occupazione e gli affari sociali, László Andor, ha risposto a una mia recente interrogazione su alcune presunte irregolarità nell’assunzione di 220 dipendenti della compagnia aerea irlandese Ryanair, di servizio all’aeroporto Orio al Serio di Bergamo. Risulta infatti che la società ha omesso il versamento dei contributi in Italia per questi dipendenti, assunti a Dublino e perciò soggetti al regime fiscale irlandese (ben più “leggero” del nostro), ma di fatto operanti in Italia. Va aggiunto, tra l’altro, che i dipendenti Ryanair, pur essendo lavoratori di diritto irlandese, lavorando in Italia, dove vivono, usufruiscono anche delle prestazioni sanitarie per sé e per le loro famiglie. Per tali motivi ho chiesto alla Commissione se non ritenesse che fossero state violate le norme in
materia di diritto al lavoro previste dai regolamenti Ue.
Il commissario Andor ha risposto, precisando che esiste un’unica legislazione sulla sicurezza sociale applicabile al personale di volo, che stabilisce il nesso tra tale legislazione e la “base di servizio” della persona in questione, ovvero l’aeroporto in cui il membro
d’equipaggio lavora. Tale legislazione, però, ha effetto dal 28 giugno 2012. È quindi possibile che la normativa sulla sicurezza sociale applicabile al personale di volo assunto prima di tale data coincida con la legislazione dello Stato membro in cui l’operatore ha la sede sociale. Ciò significa che, quando una persona è soggetta alla legislazione sulla sicurezza sociale di uno Stato membro diverso da quello di residenza, l’assistenza sanitaria è erogata alle stesse condizioni previste per le persone assicurate residenti in tale Stato
membro. Tuttavia, le spese effettivamente sostenute per tale assistenza vanno integralmente rimborsate alle istituzioni italiane dallo Stato membro competente, che in questo caso è l’Irlanda. Il commissario ha poi precisato che, se per il personale della Ryanair in servizio presso l’aeroporto di Orio al Serio l’Italia è lo Stato competente, ma la Ryanair non versa i contributi per detto personale, spetta alle autorità italiane competenti recuperare i contributi o le imposte dovute a titolo della legislazione italiana.

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