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Adriatico-Ionica

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La strategia adriatico-ionica interessa anche il Friuli Venezia Giulia ed è uno degli strumenti più importanti per l’integrazione dei Balcani in Europa e per rafforzare una collaborazione fra le Regioni italiane interessate. In questo articolo di Euractiv i passi avanti compiuti in queste settimane dal Governo italiano.

La strategia europea per la macroregione adriatico-ionica sarà operativa dal 2014, in coincidenza con le presidenze di turno di due paesi interessati dall’iniziativa, Grecia e Italia. A commentare la decisione del Consiglio europeo, ora al vaglio dell’Europarlamento, è il ministro degli Esteri Giulio Terzi, secondo cui “la strategia garantirà un forte impulso al percorso europeo dei Paesi dei Balcani ed alla creazione di nuove opportunità nei settori delle infrastrutture, dell’ambiente, dell’energia, e del turismo, con ricadute molto positive per le nostre imprese”.
“Notizia decisiva”, per il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca.
E’ la naturale prosecuzione dell’Iniziativa Adriatico-Ionica creata oltre dieci anni fa, su impulso dell’Italia, dai paesi dell’area. Ma anche il primo passo verso il riconoscimento di una macroregione mediterranea, che comprenda Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia.
“I capi di stato e di governo dei 27 – spiega infatti Spacca – hanno incaricato la Commissione europea di sviluppare, insieme alle Regioni, un piano di crescita per la Macroregione Adriatico Ionica nel corso del 2013 e di presentare il relativo piano d’azione”. In questo modo, nel 2014, sarà possibile passare alla fase operativa, definendo i progetti da realizzare e il loro finanziamento a valere sulle prospettive finanziarie 2014-2020, sul modello di quanto realizzato per le macroregioni del Baltico e del Danubio.
I settori chiave della cooperazione sono l’energia, le infrastrutture, il turismo e la protezione dell’ambiente marino. Comparti in cui, secondo Terzi, la strategia incentiverà anche un “migliore utilizzo dei fondi comunitari e nazionali”. Tra gli emendamenti al testo di compromesso trasmesso al Parlamento europeo – che dovrebbe votarlo in plenaria in gennaio -, anche il riferimento al prolungamento del corridoio Baltico-Adriatico fino ad Ancona, con la possibilità di inserire il progetto della strada europea Fano-Grosseto nell’ambito delle Ten-T, le reti di trasporto transeuropee.

(Pubblicato su Euractiv.it)

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