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Voto ed Erasmus

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In questi giorni anch’io ho ricevuto, sia via Facebook sia via mail, diverse segnalazioni sul caso degli studenti che, essendo all’estero per partecipare al programma di studio Erasmus, si vedono limitati nel loro diritto di voto. Infatti per la prima volta non solo non è prevista per loro la possibilità di votare all’estero ma non sono nemmeno disposti rimborsi parziali per le spese di viaggio che questi cittadini devono sobbarcarsi per rientrare in Italia ed esercitare il loro diritto. Oggi il Pd ha preso posizione su questo problema con un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno e degli Esteri. In questo articolo tratto dal nostro sito nazionale maggiori dettagli.

Il Pd ha presentato questa mattina un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno e degli Esteri, Annamaria Cancellieri e Giulio Terzi per “garantire il diritto di voto dei circa 20 mila studenti italiani che stanno partecipando al programma di studio Erasmus”.
Lo hanno reso noto Sesa Amici e Maria Coscia, candidate nel Pd del Lazio che hanno sottolineato come “non consentire il voto sarebbe penalizzante e discriminatorio nei confronti dei nostri giovani concittadini che, allo stato attuale delle cose, risultano essere ostacolati nell’esercizio di un loro diritto costituzionale.
I ministri Terzi e Cancellieri si attivino rapidamente per consentire agli studenti Erasmus di esercitare il loro legittimo diritto di voto attraverso un voto per corrispondenza, come avviene nel resto d’Europa”.
Anche il senatore del PD, Raffaele Ranucci ha sottolineato la legittimità della “richiesta dei nostri 20 mila giovani temporaneamente all’estero per motivi di formazione o di lavoro di poter esprimere il loro voto alle prossime elezioni politiche che deve essere accolta al più presto dalle istituzioni.
Un Paese democratico che vuol veramente guardare al futuro e investire sulle generazioni che verranno non può restare sordo a una richiesta simile. E’ una richiesta che, tra l’altro, esprime la sana intenzione di partecipare alla vita politica italiana per rendere migliore il nostro Paese affinché possa offrire ai propri giovani le opportunità che, fino ad oggi, hanno trovato purtroppo solo all’estero.
Chiediamo al governo un decreto legge ad hoc. Sono certo che verrebbe approvato velocemente dalle Camere per consentire ai nostri 20 mila giovani attualmente all’estero di poter essere legittimi protagonisti delle scelte per la ripresa e lo sviluppo del Paese che riguardano soprattutto loro”, ha concluso Ranucci.

Link all’articolo su Partitodemocratico.it

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