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Bilancio Ue

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In queste ore sto seguendo con grande attenzione, l’intensa discussione in corso sul bilancio europeo 2014-2020. L’accordo annunciato oggi dal presidente del Consiglio europeo Van Rompuy, frutto di un compromesso al ribasso, e per tale motivo respinto da tutti e quattro i maggiori gruppi del Parlamento europeo, non potrà che avere effetti pesantissimi: penalizzerà fortemente la crescita europea, mettendo a rischio lo sviluppo dell’Unione nei prossimi anni. Penso in particolare al drastico taglio ai fondi alle reti energetiche, di trasporto e di telecomunicazioni, le aree nevralgiche dello sviluppo europeo: si tratta di un vero e proprio attentato alla coesione e al futuro sviluppo dell’Unione. Si pensi che nel solo capitolo “Connecting Europe”, per la realizzazione di infrastrutture nel settore dei trasporti, delle reti e dell’energia, andranno persi oltre 11 miliardi di euro. Pur nella consapevolezza che aggiustamenti al bilancio Ue e serrate trattative tra Stati membri siano inevitabili, credo che perdere la visione di una prospettiva davvero europea e imporre il maggior sacrificio proprio alle voci di bilancio relative alle azioni per la crescita, come le spese per infrastrutture, ricerca e innovazioneuna, sia una scelta poco lungimirante, da nani politici. Anche l’Italia rischia di patirne pesantemente le conseguenze. Più in generale mi sento di sottolineare che il disinteresse fin qui dimostrato dal Consiglio europeo nei confronti dell’Europarlamento è molto grave e segnala ancora una volta i pesanti limiti dell’attuale struttura del governo europeo. Le ragioni di metodo e di merito che stanno suggerendo al presidente del Parlamento europeo Schultz e al presidente del gruppo S&D Swoboda di ritenere impossibile l’approvazione del bilancio sono quindi del tutto condivisibili.

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