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Patto di stabilità

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La Regione Friuli Venezia Giulia ha chiesto ufficialmente al Governo l’apertura di un Tavolo bilaterale sul Patto di stabilità. E’ quanto ho annunciato oggi intervenendo a Udine al convegno “Patto di stabilità e Decreto del Fare. Regione ed Enti locali a confronto”, al quale hanno preso parte gli assessori alle Finanze Francesco Peroni, alle Autonomie locali Paolo Panontin e ai Lavori pubblici e Infrastrutture Mariagrazia Santoro.
Quello del Patto di stabilità è il tema dei temi, il più delicato da trattare con Roma. Il nostro obiettivo è affrontarlo in modo diretto, al di là del tavolo con le Regioni speciali, per la specificità dei nostri problemi, puntando anche ad una revisione del Patto Tondo-Tremonti. Durante il convegno abbiamo anche affrontato il tema del contesto europeo e nazionale in cui questo Tavolo bilaterale si inserisce. La Conferenza Stato-Regioni sta definendo una serie di modifiche del Patto di stabilità interno, proponendo di porre al di fuori dei vincoli di spesa gli investimenti nell’edilizia scolastica e nel riassetto idrogeologico, oltre ai cofinanziamenti dei programmi dell’Unione europea. Un’altra ipotesi riguarda il Trasporto Pubblico Locale (TPL). Anche il Decreto del Fare rappresenta un’opportunità per il Friuli Venezia Giulia per cercare risorse da destinare ad investimenti in grandi opere e infrastrutture anche se i nuovi spazi aperti dalla chiusura della procedura di infrazione tra l’Unione europea e l’Italia cominceranno ad agire appena a partire dal 2014. In chiusura ho ribadito che la recente sentenza della Corte costituzionale sulla non applicabilità alle Regioni speciali delle sanzioni per le violazioni al Patto di stabilità non significa che le Regioni speciali non sono tenute a pagare, ma solo che le sanzioni debbono essere definite attraverso accordi specifici.

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