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Risorse per la cultura

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Nei giorni scorsi ho sollecitato il Governo a intervenire presso gli organismi della Commissione europea affinché gli stanziamenti destinati a rilanciare gran parte delle economie locali non siano messi fuori gioco da un’interpretazione restrittiva delle norme che impediscono agli Stati membri di concedere investimenti a fondo perduto per le imprese operanti nei propri confini. Il Governo nazionale deve sostenere con ogni mezzo e in tutte le opportune sedi, e avvalendosi di ogni possibile alleanza con gli altri Stati membri, la posizione che le risorse impiegate a sostegno del patrimonio culturale, archeologico e naturale, come pure i finanziamenti di gran parte delle attività che promuovono la cultura, soprattutto a livello locale, non configurano Aiuto di Stato.
Per raggiungere questo obiettivo mi sono rivolta al ministro dei Beni e delle attività culturali, Massimo Bray e al ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi in relazione al cosiddetto processo di “modernizzazione” del quadro normativo degli Aiuti di Stato, avviato dalla Commissione europea.
Destano infatti forte preoccupazione le conseguenze legate all’ipotesi di identificare come Aiuti di Stato i finanziamenti pubblici alle attività finalizzate al sostegno alla cultura. Pur esentati dall’obbligo di notifica preventiva, tali finanziamenti sono pur sempre soggetti a tutti gli altri obblighi procedurali collegati alla natura giuridica di Aiuto di Stato. Si rischia così lo stallo dell’attività amministrativa, sommersa da una burocrazia che anziché servire la cosa pubblica, la soffocherebbe. Anche la Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome a fine luglio aveva manifestato in proposito grande perplessità.
La risposta del ministro Moavero non si è fatta attendere e si è concretizzata nella convocazione a Roma, per martedì 10 settembre, di una riunione che dovrà servire a concordare la posizione italiana da inviare alla Commissione europea. Il ministro ha inoltre assicurato che gli Uffici del Ministero stanno svolgendo l’attività di coordinamento rivolta a contemperare le istanze provenienti dalle diverse Istituzioni italiane, al fine di presentare in sede europea una visione condivisa.
La rapidità con cui il ministro Moavero ha risposto, anche a ridosso di Ferragosto, è un buon segno che rassicura sulla serietà con cui verrà affrontato questo importante nodo.

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