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Intervista sul congresso rilasciata a Il Mattino

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Matteo Renzi e Enrico Letta Firenze 08/06/2013Vi segnalo la mia intervista rilasciata ad Adolfo Pappalardo e pubblicata su Il Mattino.

«Per me è scontato che Enrico Letta si candidi alle primarie per il candidato premier», dice la renziana Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia, domani a Napoli .

Prodi non voterà.

«Umanamente capisco il suo malessere, anche io sono rimasta molto amareggiata dalla vicenda dei 101 franchi tiratori. Ma…»

Ma?

«In momenti importanti per il partito, uno come lui, il fondatore e l`anima dell`Ulivo, dovrebbe mettere da parte certi risentimenti. E andare a votare. Anche non schierandosi».

Serpeggia il timore di una scarsa affluenza: la sua astensione rischia di innescare una fuga del suo elettorato.

«Guardi il timore che potrebbe non esserci una grande affluenza c`è. Ma non tanto per la sortita dell`ex premier quanto per quello che sta accadendo. Troppe polemiche, spesso inutili. Come se ci fosse un tentativo di delegittimare uno strumento così importante».

E se Prodi l`avesse fatto per danneggiare voi?

«Non ci crederò mai. E comunque spero che ci ripensi: è una parte importante della storia del Pd».

Una scarsa affluenza danneggerebbe proprio voi renziani: potrebbe essere una vittoria a metà.

«C`è una stanchezza generale sempre più palpabile nel nostro mondo e il governo delle larghe intese non aiuta il riavvicinamento. Ma ogni volta siamo stati stupiti dal numero degli elettori e, comunque, credo che se anche ci fosse scarsa affluenza non ci sarà alcun contraccolpo per Renzi. Sarà lui il segretario del partito, cambierà il Pd: solo lui mi dà questa prospettiva».

Epperò parla poco di Pd.

«In questo momento serve più che altro parlare di Paese. Io stessa, da amministratore, vorrei sapere dell`agenda Paese. A cominciare dalla revisione del Patto di stabilità».

Epifani avverte: anche Letta scenderà in campo per le primarie del candidato premier.

«Lo davo per scontato perché queste sono le primarie da segretario. D`altronde non si è voluto modificare lo statuto che avrebbe reso automatico il passaggio da segretario a candidato premier».

Ma ce la farà a fare il sindaco e segretario?

«Smettiamola con questa strumentalizzazione: solo a lui viene chiesto di dimettersi da sindaco. Non ne facciamo una questione di tempo: si può fare e, anzi, nel doppio ruolo eviterà di trovarsi, come spesso accade a noi amministratori, in trincea con le pistole ad acqua. Serve invece, e subito, muoversi sulla revisione del Patto di stabilità, semplificazione amministrativa, detassazione e sgravi perle imprese che chiudono. E il Pd, attraverso il segretario è chiamato a fare queste cose. Servono riforme coraggiose».

C`è però un governo che dovrebbe farle.

«Questo esecutivo manca di coraggio. Non è colpa di Enrico Letta però costretto da un Pdl che si sta disfacendo. Anche se resta l`unico governo possibile ora».

E Renzi che scalpita per votare?

«Il maggior partito di centrosinistra può essere solo un positivo pungolo: Matteo s`impegnerà per dare una mano a Letta».

Fioroni è pronto per la scissione sul caso Pse.

«Una polemica anacronistica basati su vecchi schemi: alla Ue il Pd siede già nell`alleanza dei Democratici e socialisti».

(intervista di Adolfo Pappalardo pubblicata su Il Mattino del 12/11/2013)

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