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“Sono fibrillazioni pre-elettorali. Governare con il Cav? Già detto no”

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imagesVi segnalo la mia intervista rilasciata a  Claudio Marincola e pubblicata oggi su  Il Messaggero

Governatrice in Friuli Venezia Giulia e vice segretaria del Pd, Debora Serracchiani in questi giorni ha il suo da fare per difendersi dalle schermaglie. Interne ed esterne. La Cgil che attacca e minaccia di mobilitarsi per contrastare le misure del governo sul tema del lavoro. Silvio Berlusconi che apre a una possibile alleanza extralarge dicendosi disposto a parlarne subito dopo le elezioni Europee.

Se è vero che due indizi non fanno una prova, lo è altrettanto che certi particolari trasmettono qualche certezza. Indietro non si torna, i tempi sono cambiati.

Presidente Serracchiani, le avances dell`ex Cavaliere la imbarazzano?

«Mah, mi pare che già da tempo sia stato chiarito: non ci sono le condizioni per un alleanza di governo Renzi-Berlusconi. É sin troppo evidente che questa proposta del presidente di Forza Italia sia frutto delle preoccupazioni per i sondaggi che lui, come ben sappiamo, segue sempre con grande attenzione».

A dire il vero sembrerebbe anche un autogol, un assist a Beppe Grillo che vi mette tutti sullo stesso piano.

«Ma no. Mi pare chiaro che sì tratti solo di una mossa elettorale. Gli accordi fatti per avviare le riforme istituzionali sono una cosa, il governo un`altra. Già in passato vi fu un tentativo del genere e la risposta di Renzi fu che le condizioni non c`erano. Vorrei aggiungere che certe aperture dell`ex cavaliere che si atteggia a padre della Patria mi sembrane del tutto inconciliabili e in fortissima contraddizione con gli attacchi continui al capo dello Stato».

Sulle riforme si rischia lo stallo prolungato.

«Diciamo pure che molte dichiarazioni di questi giorni riflettono il tempo della campagna elettorale. E la campagna elettorale, diciamolo, non agevola certamente le riforme. Detto questo, c`è un testo base e un`apertura a rivederlo confrontandosi su alcuni punti concreti. Ad esempio i 21 senatori nominati direttamente dal capo dello Stato».

Il capogruppo di FI in Senato Paolo Romani chiede che non siano più di 5.

«Romani arriva buon ultimo, prima di lui su questo punto si erano già espressi i rappresentanti delle Regioni e anche lo stesso ministro Boschi ha chiarito che si poteva fare una riflessione. Ci sono sul tavolo parecchie proposte. L`unico nodo vero che rimane è il tema della ineleggibilità dei senatori, ma anche in questo caso si può mediare e trovare un ragionevole punto di equilibrio».

Si aspettava un attacco così duro da parte della Camusso?

«Mi sembra che la segretaria della Cgil chieda un grande cambiamento. E il cambiamento ora c`è e anche nel metodo c`è una forte accelerazione».

Che va nella direzione opposta della Cgil; ma Renzi se la sentirà di governare contro i sindacati?

«Ognuno esercita il suo ruolo: al governo compete l`onere delle proposte e il compito di fare le riforme, al sindacato quello di fare la sua parte. Credo però che la a volontà di confronto ci sia. E sarà un confronto aspro ma sempre dentro una normale dialettica. Su alcuni punti che anche oggi (ieri per chi legge ndr,) la Camusso ha toccato non sono d`accordo: non credo, ad esempio, che il D1 Poletti apra la porta ai contratti a tempo determinato. Al contrario penso che si fotografi una situazione reale. Dentro quel decreto legge c`è la voglia di superare il sommerso e spingere le nostre imprese verso la ripresa, creando nuovi posti di lavoro. All`ex ministro Fornero non si rimproveravano forse proprio quei “paletti” che ora non ci sono più?».

Sugli F35 voi democrat siete molto divisi. Tanto per cambiare.

«Non nego che su questo punto vi sia un forte dibattito interno. Tuttavia, sentendo il ministro della Difesa Pinotti e il sottosegretario Lotti mi pare di capire che si vada verso un buon punto di mediazione: mantenere, almeno ìn parte, l`investimento sugli aerei F35 e al tempo stesso assumere un impegno importante, un impegno che molti stanno sottovalutando: la sostituzione della nostra flotta navale, un investimento tanto più importante perché coinvolge concretamente il settore della cantieristica navale italiana».

Fonte: Il Messaggero

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