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Un colpo doloroso

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La scoperta di un giro di corruzione connesso alla realizzazione del Mose è un colpo doloroso, soprattutto per il tessuto sano della politica e dell’amministrazione, che inevitabilmente subisce il riflesso di questi atti indegni.

In casi come questi, affidarci con fiducia alla magistratura è doveroso ma altrettanto imperativo è attuare tutte le misure, anche legislative, necessarie a impedire che si creino spazi in cui il malaffare possa ancora infilarsi e prosperare.

Bene ha fatto il presidente del Consiglio a chiamare Raffaele Cantone alla guida dell’authority anticorruzione, esprimendo una chiara volontà di andare nella direzione di una legislazione snella ed efficace, che disponga l’attuazione di controlli preventivi e trasparenza.

Per uscire dalla crisi, la vecchia politica deve strapparsi di dosso i suoi sporchi costumi non solo perché il crimine è sempre inaccettabile ma anche perché la corruzione rappresenta una spaventosa tassa aggiuntiva che pesa sull’economia e sui cittadini.

Non serve demonizzare le grandi opere di cui il Paese ha bisogno, ma affinché generino vera crescita occorre che alle loro fondamenta ci sia la legalità. In particolare, il nostro nordest ha capacità enormi di creare ricchezza, e certo non merita di essere soffocato e umiliato da scandali come questo.

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