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Subito il decreto!

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l43-mose-venezia-dighe-130712100403_bigVi segnalo la mia intervista rilasciata a Roberta D’Angelo e pubblicata su Avvenire

La vicesegretaria del Pd e presidente del Friuli Venezia Giulia è «sconcertata» dall`arresto di Giorgio Orsoni. Le altre notizie, invece, «già giravano», racconta Debora Serracchiani.

Dopo l’Expo, il Mose. Che fa il governo?
Urge il riordino radicale della normativa sugli appalti, perché si è stratificata nel tempo, è complessa, non rende semplici i controlli e spesso non aiuta nella trasparenza. Se devi fare una grande opera sei costretta a rivolgerti a un commissario.

Ma sull`Expo è stato necessario. Pensa che serva anche per il Mose?
Il commissario interviene sull`onda dell`emergenza ma non è una soluzione. Anche se ci si può ragionare. Però il commissario è il fallimento dell`azione ordinaria.

La soluzione è il decreto?
Il ministero delle Infrastrutture aveva già preso in mano il codice degli appalti. Ora serve una evidente accelerazione determinata dai casi venuti fuori, dall`Expo al Mose. E d`altra parte c`è una scelta molto importante, che è l`aver nominato Raffaele Cantone all`Anticorruzione.

Bisogna estendere i suoi poteri?
Intanto bisogna dargli dei poteri operativi ed estenderli fintanto che non ci sono interventi radicali.

Nel Pd ci sono posizioni diverse su Orsoni.
Resta fermo il principio di fiducia nella magistratura, ma c`è un imperativo di attuare tutte le misure che impediscano che ci siano spazi e vuoti in cui si inserisca il malaffare.

Renzi vuole rilanciare gli investimenti, ma poi l`Italia non dà grandi prove…
Un decreto che riordini il sistema agirebbe anche sulle misure per l`economia. Dovrebbe intercettare la corruzione, semplificare i processi amministrativi, renderli più trasparenti. In questo modo si dà una risposta anche in termini di competitività del sistema economico.

Grillo parla di “manette alle grandi intese”.
Grillo dice che le grandi opere non si devono fare. Io dico che se il treno ritarda non va soppresso. Questo ci distingue fortemente. Noi accettiamo i rischi di governare. Quando uno si colloca all`opposizione a prescindere, non si fa carico delle cose da fare.

Nel Pd c`è chi chiede il cambio della classe dirigente in Veneto.
Io rispetto i territori e credo che la discussione vada affidata alla Regione. Ma penso che dobbiamo ricercare con forza una classe politica che si tolga di dosso i vestiti del malaffare. È un dovere del Pd anche dopo il risultato di domenica.

Con la scuola di cui parla Renzi?
La scuola di formazione politica è importante perché etica e moralità nascono anche con la formazione. Il Pd deve puntare sui giovani.

Anche Grillo ha investito sui giovani…
Ognuno lo fa a modo suo. Il risultato elettorale ci consegna la volontà di investire in una classe dirigente che si assume il rischio del governo. Mi pare che Grillo si sia assunto solo il rischio della rabbia. Con i giovani non ha costruito un rapporto teso al governo della cosa pubblica. Basta guardare al rapporto che ha con i suoi sindaci, che è la fotografia di una incapacità di costruire classi dirigenti.

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