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Sull’immunità evitiamo strumentalizzazioni

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senatoVi segnalo la mia intervista pubblicata su L’Unità

«Eliminare l’immunità dei senatori? Guardi, su questo tema ho un approccio molto laico e credo sia utile evitare ogni strumentalizzazione».

Martedì la commissione Affari costituzionali ha votato per lasciare le attuali guarentigie previste dalla Costituzione.

«Prendo atto che c’è stata un’ampia maggioranza su questo punto e anche un parere favorevole del governo. Dunque il testo che andrà in Aula sarà questo».

E in Aula che accadrà? È opportuno che venga eliminata?

«Deciderà l’Aula».

Ma il Pd che proposta farà?

«Su questo tema noi non abbiamo chiuso la porta. Nella lettera che abbiamo mandato al M5s abbiamo lasciato aperta questa questione, vogliamo sentire anche la loro ragioni. Poi l’Aula del Senato deciderà liberamente».

Lei che soluzione auspica?
«A me interessa che resti l’insindacabilità per le opinioni espresse da un parlamentare nelle sue funzioni. Per il resto credo che sia possibile farne a meno: io come presidente della regione Friuli Venezia Giulia non ho nessuna immunità e non la vorrei».

Dunque per lei non c’è necessità di un filtro per gli arresti e le perquisizioni?

«Credo che questa norma sia figlia del momento storico in cui è stata immaginata».

Come valuta il dialogo con il M5s sulla legge elettorale?

«L’incontro ci sarà certamente. Diciamo che la loro risposta alle nostre dieci osservazioni non è stata particolarmente approfondita. Avremmo preferito che entrassero nel merito delle questioni da noi poste prima di un nuovo incontro».

Voi nella lettera non citate le preferenze che stanno molto a cuore al M5s. È un segnale di apertura su questo punto?

«Lo abbiamo detto anche nell’incontro precedente. A noi le preferenze non fanno certo paura, come dimostra il risultato delle europee. Però c’è un nodo: noi non stiamo partendo da zero nella discussione. C’è un Italicum già approvato dalla Camera che è frutto dell’accordo con altre forze politiche. Il M5s si siede al tavolo solo adesso, buon ultimo, e non può pretendere di cambiare tutto. Sulle preferenze per noi vale l’accordo fatto con Forza Italia, che è contraria».

Dunque nessuno spiraglio?

«Voglio dire che l’accordo fatto con Forza Italia si può modificare solo con un parere favorevole di quel partito. Noi a quell’accordo crediamo e lo vogliamo portare fino in fondo».

Sulle riforme costituzionali è possibile qualche passo avanti con i grillini? Il professor Becchi, ideologo del movimento, sostiene che questo Pa riamento non è legittimato a cambiare la Costituzione.

«Non è molto facile decifrare le posizioni del M5s, L’incontro con loro è stato fatto sulla legge elettorale. Ci è parso di capire, in particolare da quanto dichiarato da Di Maio, che c’è una possibilità di discussione anche sulle riforme istituzionali. Se è cosi siamo pronti a farlo. Ma anche su questo capitolo è chiaro che il lavoro non parte da zero: c’è un testo su cui si sta lavorando in commissione in Senato, che è frutto di un lungo lavoro con la maggioranza e poi con Forza Italia e Lega. Si parte da questo
testo, poi se ci sarà dal M5s la volontà di collaborare siamo pronti all’ascolto».

Lei da tempo sostiene che immunità non sarà mai impunità. Che significa?

«Il Pd non utilizza e non utilizzerà le attuali fonile di immunità per proteggere qualcuno dei suoi dall’azione della magistratura. Lo abbiamo dimostrato con il voto sull’arresto del deputato Genovese e faremo così anche in futuro».

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