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Nessuna paura dei numeri, le riforme si faranno

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renzi-serracchiani-640Vi segnalo la mia intervista rilasciata a Veronica Passeri e pubblicata su Qn Quotidiano

Nessuna paura dei numeri in Aula quando si voterà il ddl costituzionale e la convinzione che, nonostante i suoi nuovi guai giudiziari, il patto con Berlusconi reggerà. Debora Serracchiani, vicesegretario del Pd e governatore del Friuli Venezia Giulia, non vede ostacoli reali sul percorso delle riforme. Né su quello dei dem guidati da «un leader carismatico che sa ascoltare e decidere».

Presidente, sulle riforme non temete imboscate in Aula? Anche nel Pd c’è il fronte dei dissidenti…
«Sono convinta che in aula il Pd sarà coeso e terrà: non sto sottostimando le perplessità di alcuni, so però che si è giunti a questo punto con un percorso trasparente e partecipato, con passaggi votati da una larga maggioranza».

C’è chi sostiene che la riforma del Titolo V peggiori le cose. Per l’ex ministro Corrado Passera è un «pasticcio della partitocrazia».
«Da governatore mi permetto di dire che gli effetti della riforma sono l’esatto contrario di quello che sostiene Passera. La non compiutezza della precedente riforma ci ha consegnato un meccanismo contorto nell’attribuzione delle competenze tra Stato ed enti locali che viene spesso risolto da una sentenza. Il nuovo Titolo V chiarisce chi fa cosa. C’è, insomma, una chiarezza di ruoli, non si può pensare che la politica abdichi e deleghi queste decisioni alla magistratura».

Reggerà il patto sulle riforme con Berlusconi? Una parte del Pd non l’ha mai digerito e i nuovi guai giudiziari dell’ex premier non aiutano…
«Tengo separate le due vicende, quella giudiziaria e il patto che ci dà la responsabilità di fare le riforme e che ha tenuto. Dalla commissione è venuto fuori un testo equilibrato, con una distinzione chiara sull’operatività delle Camere». 

E Berlusconi? 
«Auspico che le vicende personali non incidano sul percorso delle riforme che non servono a Renzi o al Pd, ma al Paese. Spero che Berlusconi rispetti l’impegno che si è preso anche con i suoi elettori».

I tempi del ddl Boschi sono ancora più brevi di quelli della riforma del centrodestra nel 2004: si poteva riflettere di più?
«Sono 30 anni che discutiamo del bicameralismo perfetto. Che potesse creare un percorso tortuoso lo si sostiene perfino nelle relazioni accompagnatorie all’assemblea costituente…».

Torniamo al Pd: dopo le dimissioni di Vasco Errani ci saranno le primarie in Emilia Romagna?
«Sono certa che il Pd dell’Emilia prenderà la decisione migliore».

L’Economist si chiede se Renzi «salverà l’Italia o sarà inefficace come gli altri». Lei che dice?
«Credo che gli italiani siano molto più maturi della lettura che si dà dell’Italia dall’estero. Il Paese ha capito la lezione dell’immobilismo e ora ha un leader carismatico con una velocità incredibile nel fare le cose. Abbiamo affrontato temi caldissimi come il decreto Poletti sui contratti a termine e la riforma della Pa, è già una realtà il tetto agli stipendi dei manager pubblici. L’Italia sta ritrovando speranza e sobrietà».

Chi lo critica rimprovera a Renzi di ascoltare poco…
«Il segretario ascolta tutti e con molta attenzione, ma ha una caratteristica: sa prendere le decisioni e in questo momento per chi amministra è una necessità».

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