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Il PD cambierà l’Italia

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314581-995x747Articolo di Domenico Pecile pubblicato su Il Messaggero Veneto del 25 novembre 2014

Forza Italia e il Movimento di Grillo saranno anche stati asfaltati, come aveva commentato a caldo il premier Renzi. Ma il 49 per cento del 37 dei votanti non può far fare salti di gioia. Lo scollamento tra cittadini e partiti e il futuro e la sopravvivenza dei medesimi è il vero tema di questa consultazione. E si trasforma in un vero e proprio allarme che palesa la gravità del distacco tra paese politico e paese reale, tra istituzioni e cittadini. Ed è un rischio che va scongiurato per tempo, pena la crescita di una democrazia matura.

Lo sa bene anche la presidente della Giunta regionale, Debora Seracchiani. Che commenta: «II Pd ha già iniziato, con la segretaria Renzi, un percorso di analisi sul senso della forma partito in Italia oggi, coinvolgendo tutti gli organi. Sappiamo bene che il rapporto tra cittadini e politica è cambiato radicalmente con la fine delle ideologie». Dunque, «il nostro sforzo – argomenta ancora – è quello di immaginare un nuovo modo di essere partito, forme nuove per coinvolgere i cittadini nel governo della cosa pubblica. Dopo anni in cui si è consumata una frattura tra la politica e i cittadini, oggi solo i risultati delle azioni di governo possono convincere che votare, scegliere, partecipare, ha un senso. E i giovani si convincono a partecipare con altri mezzi».

Sarà, ma il dubbio che le larghe intese abbiano ingenerato qualche perplessità nell’eltorato rimane. La Serracchiani la vede così: «Le larghe intese servono per scrivere le regole del gioco, e auspico che Berlusconi sappia mantenere l’impegno che si è preso. Invece, la crisi di  Forza Italia ha origini più profonde, che hanno aperto la porta a un travaso verso l’astensione e verso la Lega di Salvini. Il Paese ha bisogno di un’opposizione in grado di proporsi come alternativa, non di una goffa imitazione di Le Pen».

Poi, tornando alle elezioni regionali sostiene che «continuiamo a impegnarci come abbiamo fatto. Le risposte sono venute anche in queste elezioni regionali e quindi guardiamo con fiducia al futuro», perché, come detto, «quando arriveranno anche le prime risposte nei numeri economici, tornerà la fiducia nel voto».

Il risultato delle elezioni secondo la presidente della Regione è allora «importante per il Partito Democratico che conferma la
propria presenza a livello regionale». Il Pd «in poco più di nove mesi ha strappato quattro regioni alla Destra», inoltre, ha precisato Serracchiani, «ci siamo confermati in Emilia Romagna. Il nostro primo compito è augurare un buon lavoro a Oliverio e Bonaccini».

«Probabilmente – sottolinea ancora – è mancata la rabbia, che è stata fatta propria dalla Lega Nord». Per Serracchiani, «forse non c’è più la convinzione da parte di chi urla soltanto ma poi proposte concrete in questo periodo in Parlamento non ne ha fatte». E quindi a conti fatti, «il posizionamento della Lega non è un problema per il Partito democratico, quanto per Berlusconi e per Grillo».

Casomai il Carroccio «ha ridato il consenso che, come accennato, viene in particolare dalla rabbia e dalla disaffezione e il Pd non guarda alla rabbia che appartiene alla Lega, la quale in genere fa bene il suo mestiere all’opposizione, ma molto meno quando è al governo».

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