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Ogni vittoria dà ancora più slancio alla squadra di governo

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imagesLa mia intervista rilasciata Marco Ballico e pubblicata su Il Piccolo del 25 novembre 2014

Non dimentica il flop dell’affluenza: «Un dato da non sottovalutare». Ma condivide la sintesi del «2-0 netto» cinguettata da Matteo Renzi su Twitter un attimo dopo la certezza dei numeri: «È innegabile che il Pd governa m quasi tutte le regioni d’Italia».
Debora Serracchiani, il giorno dopo il bis in Emilia Romagna e Calabria, pesa le vittorie ma, soprattutto, pensa al dopo: «Continuiamo a impegnarci come abbiamo fatto. Le risposte sono venute anche in queste elezioni regionali e quindi guardiamo con fiducia al futuro».

A poterlo consentire sono stati i due candidati Stefano Bonaccini e Mario Oliverio. La presidente del Friuli Venezia Giulia, nel suo ruolo di vicesegretaria del Pd, li ringrazia assieme al secondo vice di Matteo Renzi, Lorenzo Guerini: «Rivolgiamo a Bonaccini e Oliverio i complimenti per successi che sono stati indiscutibili, la risposta migliore alle aspettative dei cittadini. Il Pd, ancora una volta, vince in maniera netta, si attesta ben oltre il 40% e si conferma largamente il primo partito del Paese».

Renzi scrive «2-0 netto» su Twitter. È la sintesi più corretta?

È innegabile che da oggi il Pd governa in quasi tutte le regioni d’Italia: questo è un dato oggettivo del quale siamo molto soddisfatti e che Matteo ha riassunto nel suo tweet. In questo momento il Pd si conferma perno essenziale per la tenuta democratica e sociale dell’Italia.

Gli sconfitti ribattono che l’affluenza non è un bei segnale nemmeno per chi ha vinto.

Abbiano detto da subito che l’astensione è un dato da non sottovalutare, e che riguarda sia chi ha vinto sia chi ha perso. Alla disaffezione verso la politica, fenomeno che conosciamo da anni, in alcuni casi si sono sommate questioni locali che si sono indubbiamente fatte sentire. Ma quando arriveranno anche le prime risposte nei numeri economici, tornerà la fiducia nel voto.

La Lega sostiene che in Emilia Romagna storici elettori della sinistra si sono astenuti e, domani, potrebbero
votare Carroccio. Che ne pensa?

C’è stata un’astensione che ha coinvolto tutti, dunque anche l’elettorato storico della sinistra, che non credo possa essere attratto dalle parole d’ordine di Salvini. Tuttavia il perimetro dell’opposizione è rimasto invariato, tra Lega, Grillo e Forza Italia c’è solo un travaso di voti.

Movimento 5 Stelle e Grillo sono in declino irreversibile? Che cosa gli è mancato in questi mesi per consolidare il consenso di un anno fa?

Grillo ha tradito le speranze di cambiamento dei tanti che hanno votato per lui. Rifiutando ogni responsabilità, ha dimostrato di non voler cambiare il Paese e gli elettori lo hanno percepito chiaramente.

Come giudica il momento dell’ex Pdl?

Colpisce che il partito di Berlusconi in Emilia Romagna abbia appena un consigliere più di Meloni. Il centrodestra sta attraversando un periodo di profondo travaglio, e il rischio che corre è quello di cedere alla tentazione degli estremismi.

È una doppia vittoria di Renzi e dei renziani o del Pd?

Renzi è il segretario del Pd ed evidentemente la linea che ha dato al partito ha successo. Dal dicembre scorso abbiamo vinto cinque regioni su cinque, oltre a moltissime amministrazioni comunali. Assieme a Renzi c’è una comunità di amministratori e cittadini che hanno a cuore il bene comune.

Che cosa ribatte a chi dice che u vostro non è un 40% ma il 40% dei pochi che vanno a votare?

La democrazia offre anche il diritto di astenersi, ma non per questo l’investitura è meno forte, anzi lo è di più. Spetta infatti a chi governa il compito di usare il consenso ottenuto per dare risposte anche a chi ha scelto di non votare, per ricucire il rapporto di fiducia con una più larga parte dei cittadini.

Questo voto consolida il governo?

Sappiamo che le elezioni regionali rispondono soprattutto a logiche territoriali. D’altra parte è evidente che ogni vittoria dà ancora più slancio alla squadra di governo. Non penso che sia esercizio utile continuare a scrutare la solidità di un esecutivo che era stabile già prima delle elezioni.

Renzi dovrebbe farsi legitti mare ora dal voto popolare? O arrivare al 2018?

Abbiamo un governo che sta lavorando con gran ritmo. Occorre andare avanti così, non rallentare. Le elezioni anticipate sono una soluzione estrema di cui al momento nessuno sente il bisogno. Fatte le elezioni, lasciamo perdere i toni da propaganda, che non appassionano gli italiani, e continuiamo a lavorare con chi ci sta per risolvere i problemi concreti.

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