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Il premier e il Fvg ora sono più forti

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++ Tutti in piedi applaudono Mattarella, no M5S e Lega ++L’intervista rilasciata ad Anna Buttazzoni pubblicata su Messaggero Veneto

Quando Debora Serracchiani, tra molti lustri, deciderà di raccontare la sua vera storia politica le ultime giornate saranno centrali. Ha contribuito al “capolavoro” – come lo chiamano i dem – dell’elezione di Sergio Mattarella a Capo dello Stato. La fotografia scattata ieri a Serracchiani, numero due del Pd nazionale e presidente Fvg, è sorridente, mentre applaude, da e riceve abbracci da Lorenzo Guerini, Matteo Orfini, Roberto Speranza, dal ministro Maria Elena Boschi.

Nell’Aula di Montecitorio con i pugni chiusi Serracchiani alza le braccia in segno di vittoria. Ha avuto un ruolo centrale nelle trattative.
Sente che il suo valore nazionale è cresciuto? «Sento di aver dato una mano. Abbiamo lavorato in squadra con il presidente Matte? Renzi a guidare la squadra. È stato un lavoro corale, collettivo. Esserne stata parte è davvero un grande onore».

È cresciuto il “peso” del Fvg nello scacchiere nazionale?

«Non posso nascondere un certo orgoglio nel rappresentare la Regione in questa fase così delicata e importante. Mi auguro che aiuterà la Regione ad assumere una centralità ancora più marcata».

Qual è stato il suo ruolo e quello del deputato Pd Ettore Rosato nell’attrarre voti del M5s?

«La nostra capacità di aprire un dialogo unita alla voglia dei “dissidenti” d’essere ascoltati. Ne ho lette e sentite tante e voglio chiarire che non ci sono stati scambi o richieste di posti, c’è solo la voglia di partecipare, lavorare sui testi di legge, poter dare il loro contributo ed essere ascoltati su temi come i diritti civili, le partite Iva, la delega fiscale».

Patto del Nazareno o “pacco” del Nazareno?
«Come ho detto più volte il patto del Nazareno è poggiato sulle riforme istituzionali e sulla nuova legge elettorale, regole del gioco da costruire insieme a tutte le forze politiche. L’elezione di Mattarella era un’altra cosa. Il Pd si è assunto l’onore della proposta e siamo molto soddisfatti che sia stata largamente condivisa. Restano le riforme e la determinazione di portarle a compimento. Siamo sicuri che sarà un percorso che vedrà coinvolte le forze di maggioranza e di opposizione. Il Pd il patto del Na2areno non lo ha mai violato».

Come sono cambiati rapporti con Ncd?

«È stato un confronto chiaro e trasparente che ha portato Ned a scegliere Mattarella, convergendo sul nome di una persona rispetto alla cui elezione era difficile dire di no. Il Governo ne esce rafforzato sia per la compattezza del Pd sia per il risultato ampio dell’elezione».

Con Forza Italia?

«Fi è sempre stata all’opposizione salvo sulla partita delle riforme. Credo che da parte di Fi ci sia la consapevolezza di quanto il percorso debba essere portato avanti e non possa interrompersi per il bene del Paese».

E con il M5s?

«Ho personalmente una grande stima e considerazione di Ferdinando Imposimato, ma è triste dire che possa cambiare un approccio che non c’è».

Come siete arrivati alla scelta di Mattarella?

«Con un metodo aperto e trasparente che ci ha portato al confronto con le delegazioni di maggioranza e opposizione in Parlamento. E raccogliendo il contributo di tutti oriéntate a una figura politica che fosse già capace di rispondere positivamente agli stress test cui la politica a volte ti costringe, una persona autorevole, autonoma, di alta levatura, in sintonia con il sentimento degli italiani. Devo dire che le prime, poche parole del presidente sono proprio la conferma di questa sensibilità».

Il Pd è di nuovo compatto. Resisterà?

«Avremmo dovuto cadere milioni di volte, sbandare e ogni curva. Abbiamo dimostrato di saper arrivare pronti ai grandi appuntamenti e di riuscire a superare le difficoltà quotidiane che si legano ai grandi cambiamenti che stiamo affrontando con determinazione. Siamo di fronte a un partito più maturo e consapevole delle proprie possibilità di riuscita».

Cosa le ha detto Renzi?

«Ha seguito lo spoglio a Montecitorio e poi ci ha ringraziati uno a uno. Nel pomeriggio siamo stati a palazzo Chigi e ci siamo subito rimessi al lavoro sull’agenda delle prossime settimane, dalle riforme all’incontro che il premier avrà con Alexis Tsipras. Ci aspettano mesi molto impegnativi».

Qual è stato il momento più complicato?

«Venerdì, la giornata più tesa e complessa, nella quale ciascuno di noi ha messo a disposizione se stesso, dando il proprio contributo per tenere insieme ogni pezzo, dentro il Pd e fuori. Il risultato è stato molto positivo».

Qual è stato il più bello?

«L’emozione dell’elezione, gli applausi in Aula, il mio saluto a Giorgio Napolitano, che è stato importante nel gioco di squadra. Ma soprattutto il grande orgoglio di ricevere centinaia di messaggi dal Fvg e da tutta Italia, dai circoli del partito o da simpatizzanti, di persone orgogliosa del Pd e del lavoro che abbiamo fatto. È stato un momento speciale».

Con Mattarella Capo dello Stato le Autonomie speciali sono al sicuro?

«È molto attento alle Autonomie, è siciliano, conosce le autonomie per virtù e, mi permetto di dire, per vizi. Ritengo che nel percorso della riforma del Titolo V della Costituzione saprà essere un interlocutore saggio e attento con cui confrontarsi».

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