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Nuova Grecia nuova Europa

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Posto la mia intervista al Corriere della Sera pubblicata oggi.

«Così Atene si mette fuori dall’euro. Ma adesso la Ue può rafforzarsi»
«Le prime parole di Tsipras sono fuori da ogni schema razionale».

Debora Serracchiani, vice di Renzi e interprete del fronte europeista, legge le dichiarazioni da Atene e quasi non ci crede: «Ma come, Tsipras va a chiedere più soldi a Bruxelles, invece di proporre riforme e un piano di rientro? Poteva risparmiarsi i soldi del referendum».

La Grecia è spaccata a metà.

«È stato un azzardo enorme dire che da una parte c’è la Merkel con l’Europa dell’austerità e dall’altra c’è Tsipras, che la combatte. Non è così e a prescindere da questo referendum, la situazione è già precipitata. Qui parliamo di un Paese che viene portato fuori dall’euro».

Non riaprirebbe le trattative?

«Siamo andati parecchio oltre per pensare che sia indifferente il risultato. Sicuramente non lo è per la Grecia e neppure per l’Europa, che può trarne insegnamenti positivi. Come ha detto Draghi ci aspettano tempi sconosciuti. Ma è anche vero che l’Ue può decidere di rafforzarsi e di non commettere più certi errori di sottovalutazione».

Pensa che la vittoria del no sia un’occasione?

«È un fatto che la Grecia sia entrata in Europa falsificando i bilanci e per un certo periodo hanno vissuto sopra le loro possibilità. L’Europa doveva intervenire prima, certo. Ora Tsipras dovrà riprendere i negoziati, anche se credo che le condizioni pongano ormai la Grecia fuori dal sistema euro».

Non tocca anche all’Europa battere un colpo?

«L’Europa non ha più alibi, deve mettere da parte l’austerità e puntare sulla crescita, come ha iniziato faticosamente a fare».

L’Italia rischia il contagio?

«No, perché siamo più forti. Abbiamo un debito pubblico alto, ma il risparmio privato è tornato a crescere e vorremmo che la Grecia facesse riforme imponenti come le nostre, che ci hanno fatto ritrovare credibilità internazionale. In Grecia invece gli armatori non pagano tasse, le isole sono esentate dall’Iva e i greci vanno in pensione molto prima di noi».

Tsipras un pifferaio magico?

«Ha promesso tantissime cose e quando ha capito che era difficile realizzarle ha scelto di salvare se stesso. Invece di trattare fino in fondo, ha annunciato che non avrebbe restituito i soldi. Per sei mesi in Grecia il Paese si è fermato. Eppure di mezzo c’è il popolo».

Renzi e Merkel hanno perso, come dice Vendola?

«Renzi e l’Italia non hanno perso. Certo non hanno vinto Grillo, Meloni e Vendola».

Merkel e Hollande tornano a incontrarsi.

«Si sono visti tante volte sulla Grecia, speriamo che questa volta serva a qualcosa».

Fassina, D’Attorre e Vendola sono volati ad Atene.

«Scelta legittima, ma io vedo il rischio che dietro al “no” montino populismi e demagogia, di sinistra e di destra. Abbiamo visto d’accordo Salvini e Fassina, la Le Pen e la Meloni. Ma non si può essere indifferenti alle sofferenze del popolo greco, l’Europa deve mettere in campo ogni strumento per non allontanare la Grecia».

Teme una Syriza italiana?

«Quello spazio è ampiamente coperto dal Pd. Mi pare di assistere alla scissione dell’atomo e trovo complicato
che riescano a fare un partito. Ma se lo fanno, sarà un interlocutore».

(Intervista rilasciata a Monica Guerzoni per il Corriere della Sera – Foto eunews.it)

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