abbonati: Post | Commenti | Email

L’Unità

0 comments

Pubblico l’intervista che ho rilasciato oggi al quotidiano L’Unità sul Pd e il rapporto con i territori.

Debora Serracchiani, governatore del Friuli Venezia Giulia e vicesegretario del Pd. A Milano il vicesindaco si dimette in conflitto con la sua maggioranza. A Roma il sindaco non trova la quadra con il suo partito. In Sicilia il Pd sfiducia il suo governatore. C’è un corto circuito tra il Nazareno e il territorio?

«No. Ricordiamoci che il Pd governa 17 regioni e gran parte delle amministrazioni locali, il che ci dà una grandissima responsabilità. E voglio ringraziare i tanti amministratori che lavorano spesso in condizioni di difficoltà, in un’ottica di cambiamento. Poi, ci sono delle criticità diverse tra loro e di natura locale. A Milano mi pare che ci sia soprattutto un’incrinatura del rapporto di fiducia tra la vicesindaco e il sindaco che l’ha nominata».

Quanto ha influito sulla situazione la scelta di Pisapia di non ricandidarsi?

«Il lavoro di amministrazione è complicato. Pisapia ha preso una sua decisione, ma grazie alla sua amministrazione la città vive un momento molto positivo».

Mafia capitale: quanto vi preoccupa questa immagine di Roma?

«Sul piano politico, il Pd ha reagito subito commissariando sia il partito che i municipi. Ha preso di petto la situazione con gli strumenti più radicali, facendo un controllo capillare delle tessere e dei circoli. Mi sembra che i segnali siano inequivocabili. Sul piano amministrativo, le parole di Gabrielli e Pignatone hanno segnato una distinzione tra la giunta Alemanno e quella Marino. Ora attendiamo la pronuncia di Alfano consapevoli, il sindaco per primo, della necessità di rafforzare l’azione amministrativa».

Rimpasto e super-giunta non sembrano così facili da attuare. Sono ancora la priorità o è meglio che Marino getti la spugna?

«La prima scelta in campo è rafforzare la giunta per superare le difficoltà della capitale. Giudiziarie ma anche amministrative. Serve una risposta rapida da dare ai romani, a tutti gli italiani e ai tanti che vengono a visitare la città».

Il Pd in Sicilia ha presentato una mozione di sfiducia per il governatore. Sostenete ancora Crocetta?

«Il nostro compito è di ricucire tra Crocetta e buona parte del Pd siciliano nell’interesse di governare al meglio. Ma siamo rispettosi delle decisioni locali. Lì si è aperta una discussione, con un confronto vivace. Spero in una soluzione favorevole ai cittadini e sono convinta che ci si arriverà».

Per scegliere i sindaci l’anno prossimo si faranno le primarie? A Milano ci sono già due potenziali candidati, Fiano e Majorino.

«Rivendico l’importanza e la centralità di questo strumento che ha cambiato il volto del Pd in un tempo straordinariamente breve. Adesso però è tempo di fare un tagliando per aggiustare alcune distorsioni. Ritengo, ad esempio, che sia opportuno un albo degli elettori».

Ma si faranno ancora? In tutti i casi?

«Sono uno strumento di selezione della classe dirigente, ma non possono diventare l’extrema ratio per uscire dall’impasse. Il Pd non può abdicare alle decisioni politiche, deve saper individuare candidature forti per vincere anche le elezioni e non solo le primarie».

Senza le primarie, avreste candidato De Luca in Campania?

«Era candidabile ed eleggibile. Le primarie vanno bene, sono molto importanti. Ma non spaventiamoci all’idea di decidere senza».

Molti commentatori sostengono che il renzismo si è fermato a Palazzo Chigi e non ha raggiunto il resto d’Italia. Il premier stesso, dopo le amministrative, ha detto che quei candidati non li aveva scelti lui. State pensando a un meccanismo più organico e sistematico per selezionare la classe dirigente?

«I candidati li avevano scelti le primarie. Ma io, come governatore e come vicesegretario, incontro sui territori un partito fortemente rinnovato. Sindaci, uomini e donne, che rappresentano il cambiamento. Così come segretari regionali e provinciali. Certo, non sempre l’impresa riesce, non dappertutto. L’impegno è farlo diventare la normalità».

Senza tornare alle Frattocchie, non servirebbero momenti di approfondimento e di formazione all’interno del partito?

«La segreteria nazionale da tempo sta approfondendo i molti temi che il Pd affronta quotidianamente governando gli enti locali e il Paese. Traducendoli in seminari di formazione per gli eletti e non solo».

(Intervista di Federica Fantozzi pubblicata su L’Unità del 16 luglio 2015)

Segnala questo post anche su:

Leave a Reply

Prossimi appuntamenti

Clicca su Agenda per visualizzare il calendario completo