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Utoya e Suruc

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Quattro anni fa l’isola di Utoya ospitava un campus giovanile del Partito Laburista norvegese. Un folle simpatizzante dell’estrema destra, sbarcato sull’isola, uccise 69 ragazzi ferendone 110 in quello che è il più grave fatto di sangue della storia norvegese nel dopoguerra.

Due giorni a Suruc in Turchia un gruppo di giovani socialisti locali si preparava a partire per Kobane dove si poneva l’obiettivo di aiutare la ricostruzione della città distrutta dalla battaglia fra i curdi e l’Isis con un progetto di cooperazione. Una giovane kamikaze, facendosi saltare per aria, ha spezzato 32 giovani vite.

Sono due tragedie legate dal filo della passione giovanile per una politica europea e internazionale di pace e cooperazione. Una passione martoriata da forze estremiste di diversa natura ma uguale ferocia.

Ricordarle è anche il modo per mettere in evidenza la capacità delle giovani generazioni di immaginare un futuro che va oltre i confini e che si occupa dei problemi del mondo rifiutando le chiusure egoistiche dei populismi e dei conservatorismi. Sono energie che abbiamo il compito di difendere e valorizzare, ancora di più nel momento in cui le forze socialiste europee dimostrano la loro sostanziale debolezza.

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