abbonati: Post | Commenti | Email

Per vincere la paura

0 comments

Pubblico l’intervista che ho rilasciato a “La Stampa” sull’attualità politica. Stiamo facendo riforme epocali assumendocene le responsabilità, i sondaggi non ci preoccupano.

Debora Serracchiani, vice segretario  Pd, il premier elenca i  successi 2015, malgrado ciò i  sondaggi non premiano il partito. Perché?

«In realtà stiamo facendo riforme davvero epocali assumendocene la responsabilità, al di là dell’immobilismo che c’è stato per troppi anni. Il Pd sta supportando appieno un’attività del governo impegnativa e se guardo a come eravamo due o tre anni fa mi pare che non solo tenga il Pd, ma anche l’esecutivo».

Se si votasse oggi però vincerebbero i grillini, segno che sono stati più bravi loro nel comunicare?

«I sondaggi lontani da elezioni lasciano il tempo che trovano. Non me ne preoccupo, noto invece che c’è un pezzo di Paese con paure, rabbie e sacche di malessere, e che loro si presentano
come bacino di raccolta dell’insofferenza. Ma da qui a fare una proposta seria di governo ne passa. Noi certo dobbiamo impegnarci di più nella comunicazione, ma stiamo cambiando il volto del Paese. Chiaro che è molto più semplice continuare a parlare dei problemi piuttosto che spiegare le soluzioni, ed è quello che il M5S sta facendo».

Tra due settimane c’è la Direzione Pd sulle amministrative e su Roma e Napoli è buio fitto. Sul nome di Giachetti lei si è sbilanciata o Renzi ha già deciso?

«No, alla domanda su cosa ne penso di lui ho detto che lo stimo tantissimo e che sarebbe un ottimo candidato, dopodiché abbiamo ancora un percorso da fare. Abbiamo individuato la data delle primarie, il 6 marzo e in realtà stiamo andando avanti speditamente in varie città, Bologna, Torino, Milano…»

La rottura con la sinistra a Torino e Bologna è indice di un serio problema politico che rischia di farvi perdere le comunali?

«Trovo la decisione della sinistra di Sel irragionevole. Dopo aver governato insieme cinque anni ci siamo sentiti sbattere la porta in faccia in modo incomprensibile. Dove governiamo insieme nei territori lo continuiamo a fare. Ad esempio in Friuli Venezia Giulia, dove io governo con Sel dal 2013, e stiamo facendo insieme riforme importanti. I vertici nazionali di Sel ritengono di doversi contare rispetto al Pd mettendo a rischio una vittoria del centrosinistra. Non so se lo capiranno i loro elettori. Si assumono delle responsabilità pesanti».

Pure lo scandalo delle banche rischia di penalizzarvi. Temete contraccolpi nelle urne?

«Penso che contino i fatti: dentro le regole Ue abbiamo salvaguardato i correntisti, un milione; e i posti di lavoro, sette mila. L’alternativa era la liquidazione delle banche, che avrebbe avuto conseguenze ben peggiori: crediamo di aver fatto il nostro meglio alle condizioni date. E se ci sono responsabilità devono essere accertate».

E vero che si sta pensando a una commissione d’indagine con meno poteri di una commissione d’inchiesta per evitare contraccolpi sul sistema?

«La commissione dovrà appurare se ci sono state sottovalutazioni o responsabilità. Il Paese ha capito che bisogna intervenire con determinazione istituzionale per mettere in sicurezza il sistema delle banche e per tornare a dare fiducia ai cittadini e quindi credo sia utile una commissione d’inchiesta».

Sarà rinnovata la struttura del partito per una gestione condivisa. Nella segreteria entrerà la minoranza di Bersani?

«Renzi ha dimostrato di essere il primo a voler superare correnti e di volere un partito contaminato da tutte le sensibilità e che lavori unito e coeso. Credo anche che laddove ha forzato
nelle decisioni è perché ha voluto dimostrare che c’è bisogno di un partito in grado di decidere. La segreteria non ha bisogno di esser rifatta sulla base delle correnti. Noi vogliamo che
tutto il partito operi, a prescindere dalle casacche e dalle provenienze e dai capibastone».

(Intervista a Carlo Bertini, La Stampa, 28 dicembre 2015)

Segnala questo post anche su:

Leave a Reply

Prossimi appuntamenti

Clicca su Agenda per visualizzare il calendario completo