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Relazioni internazionali

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DSC_8164 Ieri, 23 marzo, presso la sede della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia a Roma, ho incontrato l’ambasciatore del Marocco in Italia, Hassan Abou Ayoub. E’ stata un’importante opportunità di dialogo per rafforzare le relazioni e porre le condizioni per proficui rapporti economici. Pubblico un articolo de Il Sole 24 Ore, che entra più nel dettaglio rispetto l’incontro di ieri.

Portualità e logistica, cultura, agroalimentare e ricerca. Sono i temi al centro dell’incontro che la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha avuto a Roma, nella sede di piazza Colonna, con l’ambasciatore del Marocco in Italia, Hassan Abou Ayoub. Nelle stesse ore, a Treviso, un workshop presentava tutte le opportunità del Paese africano.

E’ la reciproca posizione strategica nel Mediterraneo – ha detto l’ambasciatore – a rappresentare una concreta opportunità di collaborazione: porta verso l’Europa centrale il Friuli Venezia Giulia, e sponda naturale per il nord Africa il Marocco. In questo quadro Serracchiani ha gettato le basi per un dialogo più approfondito, che guarda alla sottoscrizione di una serie di accordi, sulla base anche dell’interesse che alcuni imprenditori della regione hanno manifestato nei confronti del Paese che sta attraversando un momento storico di significativa espansione economica con una crescita del Pil nel 2015 del 4,8 per cento.
«Un’altra condizione di favore per interagire con il Marocco – ha sottolineato la presidente Serracchiani – è quella relativa al suo nuovo assetto istituzionale. Il governo di Rabat, infatti, ha recentemente avviato una riforma di tipo regionalistico, che attribuisce un regime di autonomia ai territori. In questo nuovo assetto la possibilità di avere dei rapporti di collaborazione diretti con delle specifiche realtà locali marocchine rappresenta un elemento strategico di oggettivo vantaggio». E poi c’è lo sviluppo del porto di Tangeri, che in pochi anni ha decuplicato il volume dei traffici; sul fronte dei trasporti si è riscontrato un interesse comune su eventuali rotte per un collegamento fra quella parte economicamente dinamica del continente africano e l’Est Europa.

Il Marocco è una monarchia costituzionale, democratica, parlamentare, ed è riconosciuto come il Paese più stabile della regione, Dal 2001 il Pil cresce al ritmo del 4,5% , l’inflazione è contenuta e si aprono nuovi settori per l’esportazione. E’ questo il quadro presentato a una cinquantina di aziende trevigiane in rappresentanza di diversi settori (per lo più metalmeccanica, agroindustriale e legno/arredo) nel workshop “Un ponte verso i mercati globali: le opportunità in Nord Africa. Focus Marocco” organizzato da FriulAdria Crédit Agricole e Unindustria Treviso. Il Paese ha un piano di accelerazione industriale su sei aree – automobile, aeronautica, tessile, cuoio, chimica e trucks – e un regime di zona franca (per chi realizza con l’export il 70% del fatturato) che prevede esenzione totale dei dazi doganali, procedure doganali semplificate, imposta sugli utili societari pari a zero per i primi 5 anni (8,75% per i successivi 20 anni) e un regime Iva di esenzione totale per i prodotti e i servizi erogati. Incentivi su misura, che vanno dalle infrastrutture alla copertura del 20% dei costi di formazione professionale, sono previsti per i progetti di grandi dimensioni.

(articolo pubblicato il 23 marzo 2016 su Il Sole 24 Ore)

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