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La Pasqua parla a tutti

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12915240_10207423453597479_1012993712_o Dall’inizio di quest’anno i nostri pensieri, le nostre preoccupazioni e il nostro dolore si sono addensati in una serie di lutti che ci hanno colpito profondamente. Desidero dunque raccogliere il messaggio di pace e di speranza che la Pasqua vuole mettere a disposizione di tutti gli uomini, senza alcuna discriminazione o esclusione. Voglio condividere questo messaggio con la comunità regionale.
Il dolore per le vite stroncate a Bruxelles, come a Parigi, ad Ankara o in Tunisia, la ferita bruciante per lo strazio di Giulio Regeni, lo stesso sgomento per la prematura scomparsa di Elisa Valent, non accechino la nostra umanità, non abbattano i nostri cuori e non corrodano i valori di tolleranza e ragionevolezza che custodiamo in noi. Ci sia fermezza nella condanna per i delitti e decisa opposizione a chi calpesta le vite umane, a chi stermina i cristiani, gli ebrei e i musulmani in nome di un maligno, distorto e strumentale uso dell’Islam. Ma non si perda la stella polare che ha guidato la costruzione di un sistema di vita che, a cominciare dall’Europa, mette al centro la persona umana, il cittadino e la sua inviolabilità.
Il nostro dovere è trasformare il dolore e la rabbia in maggiore determinazione, in più forte coraggio di affermare, praticandolo, il diritto della civiltà e della democrazia innanzitutto avverso la barbarie del terrorismo, ma anche di fronte delle opacità di aree grigie o di regimi obliqui.
Il Friuli Venezia Giulia propone un modello di convivenza dalle radici antiche, saldo perché fondato su valori profondamente sentiti e condivisi, austeri forse ma sicuramente autentici. Abbiamo conosciuto guerre e tragedie, ma quei valori non li abbiamo mai persi: rispetto della legge, accoglienza, laboriosità e spirito di sacrificio.
Oggi, ancora una volta torna a noi l’immagine del Cristo torturato a morte e assurge a simbolo universale della sofferenza, che indica la vita e la pace come unica salvezza. Un simbolo che non parla solo ai credenti.
E allora, proprio in quest’anno, in cui s’appresta il 40esimo del terremoto del Friuli che fu morte e resurrezione di una terra, auguro alla nostra comunità, a tutti noi, di riuscire a trovare la volontà buona di lavorare ancora assieme, uniti, essendo noi per primi costruttori di fiducia e di speranza nel futuro.

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