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Il valore dell’unità

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Riporto di seguito l’intervista rilasciata a Marco Ballico per l’inserto di Udine Economia del Messaggero Veneto di oggi, 30 settembre 2016 dove parliamo del tema dell’unità regionale necessaria per essere competitivi ad ogni livello.

Presidente Serracchiani, ritiene di avere centrato in questa legislatura gli obiettivi di razionalizzazione delle “poltrone” e contenimento della spesa pubblica?

“Sì. Mi sono candidata dicendo chiaramente che era necessario ridurre gli sprechi iniziando dalla politica che, se vuole essere guida della società, deve essere in grado di offrire il buon esempio. Così, appena in carica, abbiamo approvato il dimezzamento del costo dei consiglieri regionali, l’abolizione dei vitalizi e la riduzione del 90% dei fondi a disposizione dei gruppi consiliari. Misure drastiche ma necessarie per restituire credibilità al sistema. Siamo intervenuti anche sulle partecipate, anticipando addirittura le normative nazionali con un piano organico di riduzione non solo delle “poltrone” ma delle società stesse, ad esempio con la messa in liquidazione di Agemont, Ares, Gestione Immobili FVG e Fiera Trieste, analizzando i bisogni e le esigenze attuali della regione”.

C’è ancora qualcosa fare?

“Sono soddisfatta dell’attuale situazione anche se i processi di riorganizzazione non sono completati e il numero delle partecipate scenderà ancora e con esso, conseguentemente, il numero dei componenti i cda”.

Lei sostiene da tempo l’opportunità di unire i porti del Fvg. Lo stesso sui parchi tecnologici. A che punto stanno le cose?

“La riforma delle autorità portuali ha consentito alla Regione, in accordo con gli enti locali interessati, di creare una nuova autorità che mettesse a sistema le potenzialità dei porti di Trieste e Monfalcone, complementari e con grandi previsioni di crescita. Se dobbiamo confrontarci con il mercato cinese e del sud est asiatico è impensabile non riuscire a ragionare in maniera coordinata. Finalmente ci stiamo riuscendo e i risultati in termini di traffici e di collegamenti ferroviari dimostrano che questa è la strada giusta. Questo processo riguarderà anche porto Nogaro ma per arrivare a quel risultato dobbiamo completare il risanamento della zona industriale Aussa Corno, la cui situazione di crisi è nota. Anche i parchi scientifici regionali, che hanno un grado minore di collaborazione, presentano una complementarietà importante. Stiamo lavorando per metterla a frutto”.

Resta aperto anche il futuro delle Camere di commercio. Quali gli aspetti virtuosi della riforma governativa?

“Unire le forze in ambiti che abbiano una massa critica maggiore. Le Camere di Commercio hanno l’occasione di ripensare se stesse in funzione del territorio su cui insistono e della loro vocazione economica. All’interno della Conferenza delle Regioni abbiamo insistito molto per premiare quei territori che vogliono osare proponendo progetti di fusione che riguardino quattro o più Camere di Commercio. Per questi progetti sono previsti incentivi economici importanti che consentono di trattenere rilevanti risorse per le imprese. In una realtà come il FVG dobbiamo raccogliere questa sfida e accompagnare un processo che porti a un unico soggetto.
La Regione ha un progetto di sviluppo unitario e le CCIAA ne sono attori essenziali. Per questo ritengo che un ente camerale unico a servizio di tutte le imprese regionali sia un interlocutore fondamentale per l’istituzione regionale e uno strumento utile a creare sinergie e a scambiare competenze”.

Una sola Camera di commercio Fvg non correrebbe il rischio di rappresentare economie troppo diverse tra loro?

“Bisogna rovesciare una visione che induce alla frammentazione e alla debolezza: il futuro della regione è sempre più nella collaborazione fra territori in un sistema economico integrato. I nostri territori hanno una vocazione logistica indiscussa e una forte tradizione manifatturiera: devono dialogare e interagire fra loro. Sfruttando il connubio tra le funzioni della produzione e della logistica, ben note a chi fa impresa, si può attrarre nuova ricchezza, generare opportunità per la nascita e l’insediamento di nuove imprese. Di fronte a questo scenario perché i servizi alle imprese, tipica missione delle Camere di Commercio, non dovrebbero essere integrabili fra le realtà esistenti?”

Come tutelare l’occupazione camerale?

“Il decreto attuativo approvato dal CdM prevede strumenti che tutelano l’occupazione dei dipendenti garantendo una loro eventuale ricollocazione in altri enti pubblici”.

Anche il sistema Confidi in regione ha messo in moto un’azione di sintesi. Ritiene sia stato più coraggioso il mondo dell’impresa o quello della politica del superamento dei “poltronifici”?

“Non è una gara. L’impresa ha il compito di esprimere il meglio delle sue capacità competitive, mentre la politica deve saper dialogare con tutti i mondi, incluso quello dell’impresa, per vincere la sfida complessiva che è posta dinanzi alla nostra società, guidando il superamento delle resistenze all’innovazione. Sono viscosità che si manifestano ovunque si tratti di modificare equilibri consolidati e rivedere strutture “storiche” per adattarle ai cambiamenti della società. Il cambiamento non si realizza alimentando contrapposizioni ma individuando una missione comune. Assieme abbiamo percorso un tratto di strada importante raccogliendo risultati soddisfacenti come quelli che hanno visto da un lato l’aggregazione dei Confidi e dall’altro una dotazione economica consistente che li ha resi uno strumento importante e accessibile per le imprese. Vogliamo continuare così”.

Su quali altri fronti?

“Dal 1 gennaio 2017 inizierà ad operare il CATT FVG, centro di assistenza tecnica per il terziario, che ha unificato i 7 enti precedenti con lo scopo di fornire migliori servizi alle imprese del terziario. E’ lo stesso modello che già funziona per l’artigianato con il CATA. Per l’amministrazione regionale potersi interfacciare con un interlocutore unico che fornisce servizi alle imprese è importante perché consente una interlocuzione più efficace e quindi minori tempi di adattamento delle politiche pubbliche alle mutate esigenze del settore. In quest’ottica, mentre ci applichiamo al completamento della riforma dei consorzi, seguiamo con attenzione anche l’auspicato processo di unificazione di Confindustria. Più il FVG è unito più sa farsi valere a ogni livello”.

(Intervista del 30 settembre 2016, rilasciata a Marco Ballico per il Messaggero Veneto per l’inserto Udine Economia)

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