abbonati: Post | Commenti | Email

Riconciliazione

0 comments

IMG-20170205-WA0024

Questa mattina a Faedis ho partecipato alla cerimonia di commemorazione dell’eccidio di Porzûs dove persero la vita diciassette partigiani della Brigata Osoppo ad opera di esponenti della resistenza di matrice gappista. Di seguito pubblico il mio indirizzo di saluto

Signor Sindaco,
Signor presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo,
signor Sottosegretario di Stato, Autorità e cittadini,

a voi porto il saluto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, cui desidero unire il mio ringraziamento personale, per l’onore che in questo momento mi è dato di rappresentare la comunità regionale che qui intera si stringe intorno ai suoi partigiani. A quelli che, ancora tra noi, testimoniano in prima persona gli alti valori della Resistenza; e a quelli che non ci sono più, la cui vita è diventata spesso memoria da conservare ed esempio da emulare. Tra questi, rendiamo omaggio a Michele Bertolini, scomparso da pochi giorni, dopo aver incarnato per molti decenni un modello di cittadino pacifico e laborioso, ma pronto a lottare e a essere ferito per la libertà.

Commemoriamo oggi il 72° anniversario dell’eccidio delle Malghe di Porzûs, un evento che ha segnato in modo indelebile questi luoghi, imprimendo una duratura e sofferente traccia in quella che vorrei chiamare la coscienza del Movimento di Liberazione.

Questo fatto di sangue è uno dei più grandi e tragici simboli della complessità delle vicende storiche che si sono consumate sul confine orientale. Qui moventi ideologici, nazionali, etnici, religiosi e talvolta anche personali si sono sovrapposti e intrecciati, creando aree grige in cui il criterio che distingueva tra l’amico e il nemico, tra l’alleato e l’avversario ha seguito logiche disallineate da quelle nazionali.

Anche la cognizione chiara di cosa significasse “difendere la Patria” è stata in alcuni casi smarrita.

Le divisioni tra le diverse e talvolta divergenti anime della nostra Resistenza hanno avuto tragiche epifanie. E in particolare Porzûs ha scavato un solco durato decenni tra le associazioni partigiane italiane e tra la stessa popolazione del Friuli. Come tutti ricordiamo, fu soltanto nel 2001 che i protagonisti di allora si ritrovarono alle malghe per un gesto di riconciliazione.

A partire da quel gesto, prima di tutto umano ma che ebbe molti riflessi, sono stati compiuti tanti passi avanti. Finché siamo giunti a oggi: l’invito che l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha accettato da parte dell’Associazione Partigiani Osoppo-Friuli è la conferma che in nome di una più alta umanità è possibile vincere anche il dolore delle ferite più profonde, e trasfigurare gli eventi più bui in giornate memorabili di pacificazione.

Ecco dunque che l’eccidio di Porzûs, commemorato in loco senza soluzione di continuità dal 1946, è assurto al rango di evento nazionale, così come l’area è stata finalmente riconosciuta monumento nazionale.

L’ Associazione Partigiani “Osoppo-Friuli”, sempre attiva nel tempo, ha mantenuto un forte legame ideale con i luoghi in cui ci troviamo ed è stata custode della loro memoria storica. Un legame fatto di atti concreti, come la posa di lapidi commemorative, o l’acquisto da parte di esponenti rappresentativi dell’APO dei fabbricati dove si svolse l’eccidio e di alcuni terreni circostanti. Sin dai primi anni Ottanta del ‘900 l’Associazione ha provveduto a realizzare necessarie opere di manutenzione e sistemazione, compresa la sistemazione della viabilità di accesso. L’APO si è anche mantenuta costantemente in contatto con le istituzioni coinvolte – Regione, Provincia e numerosi Comuni fra i quali in primis quelli di Faedis e di Attimis – al fine di coordinare proficuamente gli interventi e le azioni di valorizzazione culturale del compendio delle malghe di Porzûs.

E’ con spirito rispettoso di quanto realizzato finora e con l’intento di migliorare la tutela, allargare e approfondire la conoscenza di questo monumento che la Regione, con delibera del 20 gennaio 2017, ha dichiarato le malghe “bene di interesse storico-culturale” ai sensi del “Codice dei Beni Culturali e del paesaggio” con la motivazione che “proprio perché detto compendio, fin dall’immediato dopoguerra, è stato considerato uno dei luoghi più significativi per la memoria delle dolorose vicende che hanno coinvolto il Confine Orientale nel corso degli anni 1943-45 e ciò soprattutto in considerazione dei fatti che vi si svolsero nel febbraio 1945, conosciuti come “l’Eccidio delle Malghe di Porzûs”.

Oggi le malghe sono oggetto di un significativo e costante afflusso di persone, gruppi e scolaresche, che si recano sul posto con l’intento sia di rendere omaggio ai caduti, sia di rendersi conto del particolare contesto in cui si svolse Lotta di Liberazione sul Confine Orientale dell’Italia. L’episodio di Porzûs suscita un grande interesse, come si rileva anche dal numero delle pubblicazioni, conferenze e dibattiti pubblici, nonché trasmissioni radio-televisive ad esso dedicate. E voglio ricordare il rinnovato interesse che in anni recenti (2012) è stato suscitato dalla visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Faedis, in occasione dell’inaugurazione di una lapide in onore dei caduti.

Meritoria dunque l’attività dell’APO, che nei suoi programmi associativi prevede la prosecuzione delle attività di ricerca e di approfondimento culturale di valenza nazionale avvalendosi della collaborazione di un Comitato Scientifico composto di docenti di varie Università italiane, pure in relazione alle tematiche legate all’eccidio delle Malghe di Porzûs.

Voglio quindi ringraziare l’APO, per l’impegno profuso nel diffondere non solo la conoscenza del fatto in sé, ma anche i valori di utilità e solidarietà sociale connessi all’attività di valorizzazione. Un lavoro svolto unitamente agli Enti locali, alla Provincia di Udine e alle Comunità locali, in particolare con i Comuni di Faedis e di Attimis le cui popolazioni hanno vissuto con intensità il particolare contesto storico e sociale conseguente all’eccidio. Anche questi soggetti negli anni si sono attivamente impegnati nel concorrere a favorire la valorizzazione.

Proprio in virtù di questa fattiva collaborazione fra l’APO e le Comunità locali, intesa a favorire e sostenere la valorizzazione del bene storico in tutte le sue componenti materiali ed immateriali, la Regione ha ritenuto opportuno sottoscrivere un Protocollo di intesa che disciplini gli impegni di ciascuna delle parti coinvolte (Regione, Provincia di Udine, Associazione Partigiani Osoppo e Comune di Faedis) nell’attività di tutela e valorizzazione del compendio delle Malghe di Porzûs, che sono attualmente di proprietà della Regione.

Oggi saranno presentati i pannelli storico-illustrativi preparati dall’APO con il finanziamento della Provincia di Udine e della Presidenza del Consiglio dei Ministri che recano un testo storico illustrativo agli eventi. In questo testo, spero che a breve potrà essere inserita anche questa memorabile giornata, che ho condiviso con voi e della quale vi ringrazio ancora, perché mi avete resa partecipe dell’inizio di un nuovo cammino delle associazioni partigiane, all’insegna del dialogo e della comprensione. Tutta la comunità regionale ha bisogno di esempi come il vostro.

Segnala questo post anche su:

Leave a Reply

Prossimi appuntamenti

Clicca su Agenda per visualizzare il calendario completo