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NO al Rigassificatore

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Il 19 aprile del 2013, rispondendo a un’intervista, avevo detto che l’impianto di Gnl non è compatibile con la nostra idea di sviluppo per Trieste. In questi anni l’ho ribadito più volte al Governo in particolare ai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, che siamo contrari alla realizzazione del rigassificatore di Zaule e al metanodotto. Questa la posizione che abbiamo riaffermato di recente e con decisione in merito al progetto del metanodotto Trieste-Grado-Villesse, per il quale il ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare ha stabilito con un decreto la compatibilità ambientale.
Con questo ultimo decreto, che verrà impugnato, si apre la strada alla Conferenza dei servizi, dove confermeremo le motivazioni della nostra contrarietà, che sono anche di natura tecnica. Il porto di Trieste sta vivendo una fase di sviluppo, con un aumento dei traffici, e grazie alla presenza della Società per l’Oleodotto Transalpino (Siot) è anche il maggior scalo europeo per gli idrocarburi, con l’ovvia presenza di numerose petroliere. Le navi gasiere sarebbero quindi ostative al traffico navale all’interno del golfo, dove sono per altro già presenti importanti insediamenti industriali.
Oltre alle motivazioni tecniche, vogliamo ascoltare la voce del territorio, perché i cittadini sono contrari a questo progetto e anche Slovenia e Croazia si sono già espresse in questo senso. E poi, nel panorama nazionale quest’opera non serve, visto che ci sono già rigassificatori che risultano sottoutilizzati rispetto alle loro potenzialità. Infine, è già in corso di realizzazione un impianto di rigassificazione in Alto Adriatico, sull’isola di Veglia, in Croazia.

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