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Contro la violenza

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Sono stati assicurati alla giustizia tre migranti, rei di aver ripetutamente violentato una ragazzina a Trieste nei mesi di maggio e giugno. Episodi come questo contribuiscono a indebolire quel legame di fiducia necessario per realizzare l’accoglienza diffusa, l’unica modalità realistica per gestire i flussi migratori di lungo periodo che stanno interessando il nostro Paese. Per questo mi sono sentita in obbligo di scrivere una nuova lettera al ministro Minniti chiedendo di attuare rapidamente i positivi interventi previsti nelle scorse settimane e che contribuiranno a migliorare la sicurezza e la gestione dei richiedenti asilo. Di seguito potete leggere il testo integrale della lettera.

Signor Ministro,
la mia responsabilità di presidente del Friuli Venezia Giulia mi obbliga a scriverTi e a renderTi partecipe di quella che è anche un’angoscia personale, di fronte a un atto di brutale violenza commesso da tre migranti nei confronti di una ragazzina di meno di 14 anni.
Ho già ritenuto di intervenire più volte, sia seguendo le vie istituzionali sia attraverso i mezzi d’informazione, per segnalare la pressione cui è sottoposta la comunità del Friuli Venezia Giulia, in ragione della presenza sul territorio di migliaia di individui, in larghissima maggioranza giovani maschi e per lo più portatori di usi e costumi tradizionali che potenzialmente confliggono con la cultura di un territorio moderno e tollerante. Questo è un problema la cui soluzione non può essere relegata a un futuro indefinito, e che richiede la messa in atto contemporanea e contestuale di strumenti di prevenzione e di repressione, oltre alla predisposizione urgente di un piano di integrazione socioculturale.
L’orrore che suscita la violenza avvenuta a Trieste, che si aggiunge ad altri atti di diversa criminalità commessi da analoghi soggetti, mi impone di appellarmi al Ministro dell’Interno, cui riconosco di aver affrontato con energia il fenomeno delle migrazioni e di aver lavorato per porvi un argine. Ti chiedo di compiere uno sforzo ulteriore, di accelerare tutti i provvedimenti atti a discernere e respingere chi non ha diritto alla protezione internazionale, mantenendo al contempo sotto stretto controllo gruppi e individui soggiornanti.
Come ho avuto modo di dire, suscitando polemiche di cui ancora adesso non mi capacito, simili atti di violenza mettono gravemente in crisi l’attitudine all’accoglienza delle nostre comunità, nelle quali si insinua un legittimo timore e da cui sorge un sempre più impellente bisogno di sicurezza e rassicurazione. Non si può e non è giusto mettere troppo a lungo alla prova la pazienza dei nostri cittadini.
Sono sicura che Ti sarà d’immediata evidenza la necessità di agire, con gli strumenti legislativi che sono stati recentemente approvati e, se occorresse, apprestandone altri ancora più mirati. Ed è per questo che, animata da spirito di collaborazione istituzionale ed alla luce di quanto disposto dalla Legge n. 46 del 2017, propongo di affrontare questi problemi nel corso della Tua visita in Friuli Venezia Giulia, attesa per questo settembre.
Permettimi di chiudere questa mia rivolgendo un pensiero alla giovanissima vittima della violenza, che ha patito un oltraggio supremo e che mi auguro potrà superare questo trauma. Rimane però come monito per noi tutti, perché sta alle Istituzioni difendere chi come lei è indifeso.
Con i miei più cordiali saluti

Debora Serracchiani

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