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I Burattinai

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Screenshot_20170926-180924_01 I vertici del M5S hanno escluso che il partito intenda dotarsi di altri organi di guida e indirizzo all’infuori del “capo della forza politica”, cioè Di Maio.

In sostanza, i grandi burattinai a cinque stelle hanno ufficializzato a loro modo, con una velina, l’espulsione della democrazia dal partito. C’è un capo che possiede il verbo e tutti gli altri si devono allineare senza discutere.
E’ questo il modello politico che propongono all’Italia?

La questione della democrazia interna al partito M5S non è “affare loro” ma riguarda tutti gli italiani. Non si può esercitare l’assolutismo a casa propria, ricevere l’investitura a candidato da un guru e dalla sua società di comunicazione, e poi pretendere di governare un Paese democratico. Qui il rischio di “uno che vale per tutti” si rafforza ogni giorno.

E poi, un partito che rinnega la democrazia, che non tollera i dissidenti e fa dell’ambiguità ideologica il proprio metodo non può spacciarsi come argine agli estremismi.

Sono gli stessi che qualche tempo fa gridavano alla deriva antidemocratica, che sul Sacro Blog chiedevano di fermare l’uomo solo al comando…

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