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Natalità

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avvenire Propongo un articolo pubblicato sul quotidiano Avvenire, una mia riflessione sugli strumenti che la politica dovrebbe mettere in campo a sostegno della natalità e della famiglia.

Stabilità e fiducia sono le fondamenta su cui i nostri giovani possono tornare a costruire una famiglia. Dobbiamo partire da questa considerazione per impostare una politica di crescita della natalità che, per sua natura, è trasversale e non riducibile a un unico strumento, bonus o incentivo.

Gli interventi di riduzione delle diseguaglianze e di sostegno alle fasce più povere del Paese sono state un passo necessario e prioritario, perché tutti i cittadini devono sapere che possono contare sulla comunità in cui vivono per superare momenti di particolare disagio. In questa legislatura alcune cose sono state fatte per migliorare i diritti dei genitori: da quest’anno, ad esempio, il congedo di paternità sale a cinque giorni dai due dell’anno scorso. Anche i servizi garantiti dagli enti locali possono contribuire efficacemente: in Friuli Venezia Giulia abbiamo già attuato, tra l’altro, l’anticipazione dei contributi per abbattere le rette degli asili nido, ma il passo successivo sarà l’introduzione di una misura specifica per la natalità, un supporto economico per i genitori di circa 200 euro al mese entro i primi 3 anni di età dei figli, da sommare agli altri servizi come la Carta famiglia o il sostegno al reddito.

E’ evidente che la politica deve ancora affrontare il problema della natalità, senza pregiudiziali ideologiche, molto pragmaticamente e con determinazione.

È necessario un intervento strutturale a livello nazionale, che istituisca un sostegno pubblico stabile, duraturo e di facile accessibilità per accompagnare non solo la nascita ma soprattutto la crescita di uno o più figli. Uno strumento che si rivolga a una platea vasta di aventi diritto coinvolgendo pienamente il ceto medio che, ad oggi, vede nella nascita di un figlio un evento che mette potenzialmente a rischio la stabilità economica della coppia. Se le politiche attive del lavoro devono diventare sempre più lo strumento per aumentare la stabilità della vita di ognuno, un assegno che riassuma in sé, potenziandole, le attuali misure di sostegno alla famiglia è la strada per ridare fiducia nel futuro ed aiutare i nostri giovani ad avere più coraggio. Si tratta senza dubbio di una misura onerosa per le finanze pubbliche, che immagino richiederà una graduazione attenta, ma rimane una priorità non eludibile perché un Paese che crea solitudine e non famiglie e comunità è un Paese che si condanna al declino.

(articolo pubblicato il 6 gennaio 2018 sul quotidiano Avvenire)

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