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Il volto del dolore

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Foiba di BasovizzaAl monumento nazionale della Foiba di Basovizza ho partecipato alla cerimonia solenne del Giorno del Ricordo.

Bisogna guardare gli occhi di chi visse quei drammi saper leggere nella commozione dei nostri esuli, per intuire l’abisso di dolore che hanno varcato. Qui c’è il vero Giorno del Ricordo, nelle vite strappate dalla loro terra e disperse per il mondo, nei nomi degli scomparsi, nelle tombe rimaste abbandonate.

E’ giusto dare volti al dolore, sapere che ci furono persecutori e vittime, conoscere i nomi di chi subì gli oltraggi peggiori, come accadde alla giovane Norma Cossetto, stuprata e uccisa dai titini in un miscuglio di odio ideologico e bestiale violenza. Né bisogna nascondersi che, come accadde altre volte nella storia, la barbarie ebbe i suoi complici e chi ne trasse profitto.

Le foibe e il disperato esodo che spopolò a più riprese l’Istria, Fiume e la Dalmazia, sono atti di una tragedia che deve ancora entrare nella coscienza popolare della Nazione. Per questo le Istituzioni devono adoperarsi con più impegno, continuità e coerenza, svolgendo opera di custodia e divulgazione e, ove necessario, condannando tentazioni negazioniste o indebite strumentalizzazioni.

Non basta venire a Basovizza una volta l’anno per mettersi in pari con la propria coscienza, con i doveri istituzionali e soprattutto con gli insulti della storia.

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