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Tutelare i nostri porti

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D3538476-A557-4462-9E26-6A5ACA6911CBÈ necessario che il Governo si attivi immediatamente nei confronti della DG Competition della Commissione Europea con una interpretazione autentica della legge di riforma dei porti, al fine di tutelare gli interessi nazionali da una possibile procedura di infrazione contro i porti italiani accusati di concorrenza sleale nei confronti delle altre banchine europee.
Per tutelare la competitività del nostro sistema portuale bisogna superare l’ambigua considerazione comunitaria sul ruolo delle Autorità di sistema portuale: si può fare appunto con un atto del Governo che dia una interpretazione autentica della legge di riforma dei porti, a supporto della task force operativa al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
E questo è proprio quanto ho chiesto attraverso una interrogazione indirizzata alla Presidenza del Consiglio, a firma congiunta mia e della collega Raffaella Paita. E’ del tutto evidente che qualora passasse questa linea a Bruxelles, le Autorità di sistema portuale dovrebbero applicare canoni concessori e autorizzativi più alti, a discapito delle imprese che lavorano nei porti, mettendo così in seria difficoltà tutti gli scali italiani. Si tratterebbe insomma di una vera e propria stangata fiscale tale da provocare non solo una perdita di competitività dei nostri scali ma capace di mettere in ginocchio l’intero sistema portuale italiano: perciò, oltre agli organismi tecnici che sono già al lavoro in queste ore, è necessario che si esprima una larga volontà politica a difesa dei legittimi interessi nazionali.
Risulta quanto mai curioso, infatti, che tale richiesta di chiarimenti sia giunta in un momento particolare della situazione politica italiana e cioè all’indomani di elezioni, in presenza di un Governo dimissionario e nel corso di consultazioni per la formazione del nuovo Governo, e che l’Italia avrebbe solo un mese di tempo per fornire gli opportuni chiarimenti.
E al contempo, al di là del discutibile merito tecnico, il colpo verrebbe assestato proprio mentre si stanno dispiegando gli effetti della legge di riforma, che ha oggettivamente rilanciato il sistema portuale italiano e ha messo gli scali più dinamici del nostro Paese in diretta concorrenza con i porti del Nord Europa.

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