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In Parlamento il dramma degli insegnanti diplomati

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Ho scritto al nostro capogruppo alla Camera dei Deputati Graziano Delrio chiedendogli di farsi carIco della situazione degli insegnanti diplomati alle magistrali prima del 2001-2002, che secondo il Consiglio di Stato non hanno più diritto all’abilitazione e rischiano il posto: un dramma di cui ho precisa cognizione per quanto sta accadendo a Trieste e in Friuli Venezia Giulia, dove sono toccate 300 persone. In Italia sono oltre 40mila.

Gli ho chiesto che dal gruppo del Pd parta un impulso al Parlamento, affinchè sia avviato nei tempi più brevi un iter prioritario volto a individuare soluzioni durature capaci di contemperare le aspettative di chi è coinvolto nei ricorsi, i diritti di coloro che si sono laureati in scienze della formazione primaria, e non ultimi i bimbi e i loro genitori, che hanno il diritto di trovare in classe gli insegnanti.

La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, a cui mi sono immediatamente rivolta per trasferire le istanze dei lavoratori, ci ha invitato a rivolgersi ai capigruppo dei partiti presenti in Parlamento ed ai rappresentanti che sono nella Commissione speciale di Camera e Senato, cui, nelle more della costituzione delle Commissioni permanenti, è demandato affrontare temi urgenti e non rinviabili.

Sono convinta che il destino di migliaia di famiglie, persone che temono di perdere il lavoro e di dover rinunciare ai tanti anni di esperienza spesso già maturati nel settore, debba essere sentito come un affare urgentissimo dal Parlamento.

La ministra Fedeli ha assicurato che darà ai gruppi parlamentari e agli altri soggetti interlocutori tutto il supporto tecnico utile alla soluzione del problema dei diplomati magistrali, ma ha anche precisato che, questa vicenda va risolta in Parlamento, perché è solo il Parlamento che può modificare norme precedenti. Questa circostanza può rappresentare un banco di prova per la capacità del nostro Partito di riannodare un dialogo costruttivo con il mondo della scuola.
Ho inoltre chiesto al nostro capogruppo di valutare l’opportunità di un’iniziativa politica nei confronti degli altri gruppi alla Camera. Lo stallo nella formazione del Governo non può trasformarsi in penalizzazione per i lavoratori, a tacere del blocco di tutto il resto.

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