Carissime e carissimi,

dopo la pausa estiva, torno a inviarvi riflessioni sull'attualità e aggiornamenti sull'attività alla Camera dei Deputati e nei territori. Confido possano essere utili.

Innanzitutto vi invito a segnarvi in agenda la data del 30 settembre. Stiamo organizzando una manifestazione nazionale straordinaria a Roma, in cui il Pd farà sentire le ragioni e le voci di un Paese azzittito dalla propaganda e dall'arroganza di questo Governo.

La Camera dei Deputati ha ripreso i lavori questa settimana con l’informativa da parte del Governo sul disastro di Genova.

 

Genova, i lupi e gli urlatori

Il crollo avvenuto a metà agosto a Genova non ha giustificazioni: chi ha colpe o responsabilità dovrà rispondere. È quindi fondamentale che la magistratura lavori e faccia rapidamente chiarezza sull’accaduto.

Anche le Amministrazioni locali e la politica nazionale devono fare ciò che spetta loro, cioè permettere immediatamente alla città e ai genovesi di risollevarsi dal colpo. Nessuno dovrebbe tenere in stallo una città e un’intera regione solo per far segnare un punto alla propria fazione. 

Purtroppo è quello che hanno subito fatto Lega e 5Stelle, come sempre: prima ancora di pensare a come risolvere un problema, si getta la colpa addosso a chi c'era prima. Bersaglio prediletto, il Pd. 

Così è stato nel caso “concessioni autostradali”, dove i 5Stelle si sono gettati come lupi sul Pd accusandolo di accordi innominabili “contro il popolo” in combutta con i soliti “poteri forti”. Bugie, dato che nell'unico atto che è stato negoziato dal Governo di centrosinistra con l'Europa i tassi di remunerazione delle concessioni sono stati per la prima volta adeguati a quelli medi europei, e in particolare, la remunerazione della Società Autostrade è stata diminuita e Autostrade per l’Italia ha dovuto impegnarsi sulla Gronda di Genova.

Un urlatore di prima fila è stato Matteo Salvini. Proprio lui, che nel 2008 votò a favore del cosiddetto "Salva Benetton", che diede al gruppo le concessioni molto vantaggiose per Autostrade, mentre il Pd votò in blocco contro questo decreto. Salvini governava con Berlusconi: LINK

Scandaloso il ministro Toninelli, che in Aula ha detto di aver ricevuto “pressioni” per non rendere pubbliche le concessioni autostradali, ha dovuto poi ammettere che quegli interventi indebiti risalivano a gennaio scorso e che erano rivolti al ministro Delrio, il quale non ne tenne alcun conto.

 

Lo scippo del "Bando periferie"

Il Bando Periferie è un progetto voluto e attuato dal Governo di centrosinistra: oltre 2,5 miliardi di euro di fondi pubblici destinati al recupero strutturale delle periferie del nostro Paese, capaci di diventare un moltiplicatore di investimenti da parte dei privati, per un flusso totale di circa 9 miliardi di euro.

La prima tranche di 500 milioni è stata distribuita lo scorso anno, finanziando i primi 24 progetti. I restanti progetti avrebbero dovuto essere finanziati quest’anno ma a fine luglio il Senato ha votato un emendamento della maggioranza, che di fatto ha bloccato questi fondi e quindi tutti e 96 i progetti.

Per tentare di evitare questo scippo ai danni dei Comuni, il gruppo Pd alla Camera ha depositato un emendamento specifico per ogni Comune che aveva ottenuto un finanziamento nell'ambito del 'Bando periferie', oltre a un emendamento di carattere generale contro la sospensione degli effetti del decreto Milleproroghe. Assieme al vicepresidente Ettore Rosato ho firmato gli emendamenti a favore dei Comuni di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone.

In particolare, lo scorso lunedì a Udine c'è stato un incontro dei parlamentari di tutte le forze politiche convocato dal Sindaco Fontanini, durante il quale abbiamo condiviso la necessità di fare gioco di squadra per permettere ai comuni del Friuli Venezia Giulia di conservare quelle risorse.

Qui il video della mia dichiarazione dopo l’incontro: LINK

 

I risparmiatori traditi due volte

Capitolo sempre dolente quello dei risparmiatori travolti dal crack delle banche venete.

Il Governo Gentiloni aveva fissato al 31 marzo il termine per l'emanazione del decreto del Ministero dell'Economia e Finanze che avrebbe dovuto disciplinare concretamente l'accesso al Fondo di ristoro dei risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie, tra cui vi sono molti cittadini del Friuli Venezia Giulia. Dopo le elezioni del 4 marzo il Governo M5S-Lega ha spostato il termine per l'emanazione del decreto al 31 ottobre 2018, e adesso dalla Commissione Bilancio è uscito un testo in cui si parla di un ulteriore rinvio al 31 gennaio 2019. Questi continui rinvii suonano beffa ai risparmiatori che hanno creduto alle promesse dei 5Stelle e che rischiano di essere traditi due volte.

Perciò il Partito Democratico, con un emendamento al Dl Milleproroghe, propone di anticipare al 30 settembre il termine per l'emanazione del decreto del Mef e, a fronte dei 100 milioni stanziati nell'ultima legge di bilancio, si chiede anche di portare la dotazione del fondo a 175 milioni.

 

La foto della settimana 

Con l’avvicinarsi della chiusura della Festa nazionale de l’Unità a Ravenna il nostro primo ringraziamento deve andare alle migliaia di volontari PD che in tutta Italia hanno messo cuore, braccia ed entusiasmo nell’impeccabile organizzazione delle nostre Feste.

Vi ricordo che domenica 9 settembre alle ore 17:00 il nostro Segretario nazionale Martina chiuderà la Festa nazionale di Ravenna.

 

Un abbraccio! 


Debora 

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