Mafia, un problema non solo italiano.

no_mafia

Il 21 novembre scorso sono stata a Campi Bisenzio (Firenze) dove si è tenuto il 12° Vertice Nazionale “Le nuove frontiere della lotta alla mafia”, promosso dalla Fondazione Antonino Caponnetto. All’incontro erano presenti, tra gli altri, Piero Grasso, Saro Crocetta, Beppe Lumia, Sonia Alfano, e la sala era piena di giovani studenti venuti da varie regioni d’Italia.

 Nel mio intervento ho messo in evidenza che l’Europa non affronta con incisività la lotta alla mafia e ho ricordato che il primo piano contro la criminalità l’ha prodotto nel 1997. Nel 1999 è stato creato l’Europol e nel 2002 l’Eurojust, il primo ha come obiettivo il coordinamento delle unità anticrimine, mentre il secondo organismo si occupa del rafforzamento della lotta alla criminalità organizzata tra i 27 Stati membri dell’Europa. Questi due organismi funzionano poco perché i Paesi europei partono dal presupposto, sbagliato, che la mafia è un problema esclusivamente italiano, e di conseguenza non viene affrontato organicamente a livello europeo. E’ necessaria una normativa che valga per tutti i 27 Paesi ed occorre rendersi conto che la criminalità organizzata è ormai globalizzata come i mercati.

Vent’anni fa la caduta del Muro di Berlino.

berlin_wall_graffitideath_strip

Vent’anni fa la caduta del Muro di Berlino

Facile la retorica, in un’occasione come questa. Ancor più facile sorridere sopra la retorica, magari con aria di superiorità. Invece, dobbiamo sforzarci di non dare tutto per scontato, neanche la caduta di quel Muro a partire dalla quale è iniziata una storia diversa per l’Europa. Una generazione ormai è diventata adulta senza conoscere l’Europa incisa da quella ferita. Da quell’episodio credo possiamo imparare che anche i grandi eventi sono nelle nostre mani e dipendono dalle nostre scelte e dalle nostre azioni. Anche non tornare indietro dipende da noi.

Barroso rieletto con il voto degli euroscettici

barroso

José Manuel Barroso, presidente uscente, ha appena ottenuto la riconferma da parte dell’Europarlamento.
Ora, insieme alla delegazione del PD, attendo Barroso al banco di prova della formazione della Commissione, che è il vero organo di governo europeo.

Barroso è stato rieletto col sostegno di una scarna maggioranza appena superiore al 50%, non mi sembra un risultato di cui un presidente uscente può dichiararsi soddisfatto. Peraltro Barroso dovrà fare presto i conti con quella nutrita pattuglia di deputati euroscettici che oggi gli hanno dato il voto, ma certo non rendono solida la sua maggioranza.

La politica regionale che vorrei: logistica europea

La nostra collocazione geografica di crocevia della nuova Europa, è una straordinaria risorsa non ancora compiutamente sfruttata: su questo punto manca un progetto strategico che leghi le grandi infrastrutture ed il sistema portuale e ci faccia diventare piattaforma logistica di questa parte d’Europa. La giunta Tondo, terza corsia a parte, sta con la sua inerzia marginalizzando il FVG.

Nonostante il Passante, pare essere tornati ai tempi in cui l’Italia si fermava a Mestre. Per questi motivi va reso completamente funzionale il corridoio verticale, e cioè la Pontebbana, e sostenuta la realizzazione di quello orizzontale, Lisbona-Kiev, collegati ad un sistema portuale efficiente che sappia utilizzare sinergicamente le potenzialità presenti sul territorio regionale.

Autotrasporti, intermodalità, magazzini e logistica: in rapporto a queste questioni oggi intendiamo la specialità come opportunità di integrazione con i paesi e le regioni confinanti.

La questione energetica andrà affrontata prima di tutto puntando sulla razionalizzazione, l‘Innovazione e le nuove tecnologie per il risparmio energetico. Poi le energie pulite, il solare soprattutto: abbiamo ettari di tetti di capannoni e centri commerciali che possiamo e dobbiamo usare per il fotovoltaico. Dobbiamo invece dire no alla riduzione del suolo agricolo a favore del fotovoltaico.
Dobbiamo incentivare reti energetiche sostenibili e condivise dai territori.

Le infrastrutture digitali non sono un corollario. I dati, le informazioni, sono la merce del ventunesimo secolo. Non solo dobbiamo avere un’infrastruttura adeguata, ma dobbiamo spingerci all’avanguardia. Il governo regionale, smantellando Mercurio FVG e rallentando fin quasi a fermare i suoi investimenti ha danneggiato fortemente la nostra regione.

Oggi in Commissione Trasporti

Oggi in Commissione Trasporti abbiamo votato 2 rapporti che erano stati già discussi nella precedente legislatura, ovvero l’accordo tra UE e Mongolia su alcuni aspetti che riguardano i servizi aerei e il voto sul trasporto marittimo tra la UE e la Cina.

Abbiamo anche discusso il budget per il 2010 e sugli ITS, ovvero i sistemi intelligenti di trasporto.
Infine, abbiamo avuto un’interessante discussione con il Segretario Generale della DG Trasporti che ha parlato dei 3 elementi che iniziano per C e che identificano i punti salienti della politica di trasporto: cittadini, climate change e competizione.

Grazie: continuiamo insieme a far fiorire la Primavera Democratica!

Cari amici, da oggi pomeriggio – sabato – ricomincio a viaggiare per essere presente alle iniziative a sostegno dei candidati Presidenti di Provincia e Sindaci che vanno al ballottaggio domenica 21 giugno. Mi pare prioritario, in questo momento, fare tutto il possibile per sostenere gli amministratori del Partito Democratico che stanno combattendo sul territorio.

Prima di questo nuovo viaggio voglio però scrivere un pensiero a voi che mi avete sostenuta con tanta forza in questa campagna elettorale e che mi state dimostrando tanto affetto in questi giorni. Continue reading “Grazie: continuiamo insieme a far fiorire la Primavera Democratica!”

Idee per l’ambiente

Terza priorità, l’ambiente: servono lo sviluppo delle energie rinnovabili e provvedimenti più incisivi per la tutela del clima, fondamentale per la salute e la qualità dell’aria. Occorre preservare e valorizzare il nostro patrimonio naturale montano e paesaggistico, risorsa preziosa per il turismo.

Lo sviluppo deve essere sostenibile: non dobbiamo essere costretti a scegliere tra difesa dell’occupazione e delle condizioni ambientali di vita. La Comunità europea (CEE) era nata per l’energia; quella spinta iniziale va rinnovata. Per l’Italia si tratta di recuperare un ritardo accumulato negli anni di governo del centro-destra. La sfida dell’ambiente si incrocia in particolare con quelle dell’innovazione e della qualità, fondamentali per la competitività della nostra economia, e vede nella vitalità delle nostre imprese un importante strumento.

L’ambiente da proteggere deve essere anche quello delle fabbriche, dei cantieri. Troppi sono i lavoratori che perdono la vita sul posto di lavoro. Chi va a lavorare deve andarci senza preoccupazioni per la propria incolumità. Occorrono, quindi, misure efficaci di prevenzione del rischio, controlli più affidabili, e leggi più severe per chi non rispetta le norme di sicurezza.

Idee per il territorio

Il territorio è la seconda priorità. Per rilanciare la competitività delle imprese è necessaria una politica industriale come politica dei territori. Non si tratta solo dei distretti industriali, ma dell’interazione profonda, in ogni territorio, fra le risorse materiali e immateriali disponibili e la produzione delle imprese locali.

Sono necessarie le grandi infrastrutture e lo sviluppo delle reti di telecomunicazione per rendere il Nord Est cuore economico e culturale dell’Europa. Serve un sistema portuale efficiente nel Nord Adriatico per farne il crocevia di tutti gli scambi commerciali che partono dal sud del Mediterraneo. Ma gli scambi non sono solo commerciali: sono anche culturali e possono aprire nuove occasioni per quest’area.In questo contesto si inserisce l’euroregione.

Oggi è possibile andare oltre la cooperazione transfrontaliera instaurando rapporti più stabili e strutturati con le regioni confinanti. Nel 2006 è nata l’Euroregione adriatica, ma essa attende ancora di essere veramente attuata, in quanto manca il regolamento applicativo. Occorre quindi incalzare il Governo affinché esso sia emanato: è evidente, infatti, che il futuro del Nord Est dipenderà molto dalle nuove occasioni che verranno offerte dalla cooperazione territoriale. Devo dire che sono rimasta molto sorpresa nel vedere che nei programmi dei miei competitori non ci sia alcun accenno a questo tema così importante.