La politica regionale che vorrei: welfare, lavoro, formazione

formazione L’attuale governo regionale ha smantellato il precedente sistema del welfare. Ora migliaia di persone e famiglie in difficoltà vengono abbandonate unicamente alle cure del mondo della solidarietà e degli enti locali, questi ultimi ulteriormente messi in difficoltà dalla riduzione di trasferimenti di risorse da parte della regione.

Sul piano dell’assistenza sanitaria, che assorbe larga parte delle risorse del bilancio, la Regione deve continuare a garantire l’attuale standard dei livelli essenziali delle prestazioni, senza arretrare e disegnare il welfare e la sanità sulla base delle esigenze di chi ne usufruisce. Occorre implementare il coinvolgimento dei Comuni in conformità al principio di sussidiarietà nella programmazione delle politiche socio-assistenziali ai fini dell’appropriatezza delle prestazioni.

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La politica regionale che vorrei: logistica europea

La nostra collocazione geografica di crocevia della nuova Europa, è una straordinaria risorsa non ancora compiutamente sfruttata: su questo punto manca un progetto strategico che leghi le grandi infrastrutture ed il sistema portuale e ci faccia diventare piattaforma logistica di questa parte d’Europa. La giunta Tondo, terza corsia a parte, sta con la sua inerzia marginalizzando il FVG.

Nonostante il Passante, pare essere tornati ai tempi in cui l’Italia si fermava a Mestre. Per questi motivi va reso completamente funzionale il corridoio verticale, e cioè la Pontebbana, e sostenuta la realizzazione di quello orizzontale, Lisbona-Kiev, collegati ad un sistema portuale efficiente che sappia utilizzare sinergicamente le potenzialità presenti sul territorio regionale.

Autotrasporti, intermodalità, magazzini e logistica: in rapporto a queste questioni oggi intendiamo la specialità come opportunità di integrazione con i paesi e le regioni confinanti.

La questione energetica andrà affrontata prima di tutto puntando sulla razionalizzazione, l‘Innovazione e le nuove tecnologie per il risparmio energetico. Poi le energie pulite, il solare soprattutto: abbiamo ettari di tetti di capannoni e centri commerciali che possiamo e dobbiamo usare per il fotovoltaico. Dobbiamo invece dire no alla riduzione del suolo agricolo a favore del fotovoltaico.
Dobbiamo incentivare reti energetiche sostenibili e condivise dai territori.

Le infrastrutture digitali non sono un corollario. I dati, le informazioni, sono la merce del ventunesimo secolo. Non solo dobbiamo avere un’infrastruttura adeguata, ma dobbiamo spingerci all’avanguardia. Il governo regionale, smantellando Mercurio FVG e rallentando fin quasi a fermare i suoi investimenti ha danneggiato fortemente la nostra regione.

Le mie linee politico-programmatiche

I circoli del FVG mi hanno chiesto di candidarmi alle elezioni europee dello scorso giugno. Il successo elettorale non è stato solo mio, ma è stato il risultato del lavoro svolto sul territorio dal Partito Democratico, dai cittadini, ma soprattutto dalla volontà di cambiamento degli elettori.

Questo successo mi attribuisce una grande responsabilità. Voglio, con l’impegno quotidiano, rispondere alla domanda di cambiamento che mi è stata affidata e per farlo intendo rimettermi nuovamente al giudizio dei cittadini, chiedendo loro di darmi e dare fiducia al Partito Democratico. Il centrosinistra nel 2003 ha vinto le elezioni regionali perché ha avuto il coraggio di cambiare, scegliendo di governare la nostra regione attraverso amministrazioni legittimate direttamente dai cittadini con l’elezione diretta del presidente della regione e della sua maggioranza.

Dobbiamo riconoscere le ragioni della sconfitta del 2008 e ritrovare le motivazioni di un’opposizione autorevole ed efficace per i 4 anni di lavoro che abbiamo davanti. Se non lo facciamo, non possiamo credibilmente costruire e proporre un progetto che miri alla vittoria nel 2013.

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Grillo segretario

Caro Beppe,

tu sai che lo statuto del Partito Democratico non ti permette di candidarti. Io mi permetto solo di dirti che quando si entra in un partito, “prendere la tessera” significa condividere ideologie, valori, storie, emozioni di quel partito, amarne il simbolo, la bandiera e il progetto. Tu sei pronto a farlo?
Allo stesso tempo, la tua richiesta di adesione al partito mette in luce una differenza fondamentale tra il Partito Democratico e gli altri: il nostro è un partito in cui il leader viene eletto. Noi tutti possiamo scegliere il segretario del Partito Democratico, la sua linea politica e il futuro candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (art. 3 comma 1 dello statuto). Una differenza abissale rispetto al PDL, per esempio, costruito intorno al capo, ma anche rispetto a tutti gli altri partiti.

Ma tu Beppe, insieme alla tua candidatura, chiedi di occuparci di temi importanti e su questi sono felice di collaborare con te. Continue reading “Grillo segretario”

Idee per l’ambiente

Terza priorità, l’ambiente: servono lo sviluppo delle energie rinnovabili e provvedimenti più incisivi per la tutela del clima, fondamentale per la salute e la qualità dell’aria. Occorre preservare e valorizzare il nostro patrimonio naturale montano e paesaggistico, risorsa preziosa per il turismo.

Lo sviluppo deve essere sostenibile: non dobbiamo essere costretti a scegliere tra difesa dell’occupazione e delle condizioni ambientali di vita. La Comunità europea (CEE) era nata per l’energia; quella spinta iniziale va rinnovata. Per l’Italia si tratta di recuperare un ritardo accumulato negli anni di governo del centro-destra. La sfida dell’ambiente si incrocia in particolare con quelle dell’innovazione e della qualità, fondamentali per la competitività della nostra economia, e vede nella vitalità delle nostre imprese un importante strumento.

L’ambiente da proteggere deve essere anche quello delle fabbriche, dei cantieri. Troppi sono i lavoratori che perdono la vita sul posto di lavoro. Chi va a lavorare deve andarci senza preoccupazioni per la propria incolumità. Occorrono, quindi, misure efficaci di prevenzione del rischio, controlli più affidabili, e leggi più severe per chi non rispetta le norme di sicurezza.

Idee per il lavoro

Il lavoro, cioè la crescita dell’occupazione, specialmente quella giovanile, è la priorità. Occorre investire sulla formazione e sull’innovazione; è necessario sconfiggere il precariato: i giovani devono poter guardare con fiducia al loro futuro. Per raggiungere questi obiettivi, è fondamentale sostenere le piccole e le medie imprese, che rappresentano un cardine dell’economia continentale.

Nell’Unione europea esistono circa 23 milioni di PMI, che offrono 75 milioni di posti di lavoro e rappresentano il 99% del totale delle imprese. Le aziende italiane vanno rilanciate allineandoci ad altri sistemi fiscali europei e snellendo i tempi della burocrazia. La rete della piccole e medie imprese ha bisogno di essere aiutata sostenendo la ricerca e l’innovazione tecnologica, e sviluppando la rete dei servizi e delle infrastrutture.