E’ vivo!

Pochi giorni fa la Commissione per le Libertà Civili, con il suo voto, ha fatto valere per la prima volta il diritto di veto riconosciuto al Parlamento dal Trattato di Lisbona. Giovedì 11 febbraio c’è stato il voto definitivo in aula, e lo ritengo una grande vittoria della democrazia.
Dopo l’11 settembre 2001 è partita la grande offensiva contro il terrorismo internazionale, e tra le misure adottate c’è stato anche il controllo sui trasferimenti bancari. Nel 2006 si è scoperto che la Swift , una compagnia privata che gestisce l’80% delle operazioni bancarie di duecento Paesi nel mondo, passava i dati dei cittadini europei alle istituzioni americane senza il consenso delle autorità europee. La Commissione europea ha proposto allora agli Stati Uniti un accordo ad interim di nove mesi, a partire da febbraio 2010, per consentire il controllo dei dati, anche se unicamente ai fini della lotta al terrorismo. Al Parlamento europeo ci siamo opposti: riteniamo che un accordo del genere non tuteli abbastanza la privacy di milioni di nostri concittadini.
Cause anche nobili come la lotta al terrorismo ed il mantenimento della democrazia vanno sempre condotte entro i limiti che la democrazia impone: in democrazia i fini non giustificano i mezzi, ma i mezzi, le procedure, sono strutture portanti al punto che, entro certi limiti, determinano i fini.
Il Parlamento europeo ha oggi dimostrato che l’Europa è un soggetto vivo e autonomo.

Libertà on line.

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Dopo aver annunciato ”misure più adeguate” contro la violenza alle manifestazioni pubbliche e sul web, il ministro dell’Interno Roberto Maroni sembra averci pensato un po’ su e rinuncia al decreto legge rendendosi disponibile al confronto parlamentare.

Io penso che, comunque, si deve usare estrema attenzione nel metter mano alla libertà d’espressione, che oggi viaggia in larga parte on line.

Inoltre, ritengo che le leggi che incidono su diritti fondamentali dei cittadini non dovrebbero mai essere fatte di corsa, anzi impongono una maggiore riflessione.

Già nel provvedimento di legge sulla sicurezza si è tentato di far tacere i blog assimilando i siti internet ai giornali e in questa direzione va anche il pdl Pecorella depositato lo scorso settembre alla Camera.

E’ necessario che la politica faccia un salto culturale nella contemporaneità e la smetta di temere quello che conosce per sentito dire.

Vedremo se una circostanza sciagurata riesce a favorire questo processo, ma intanto vigiliamo.

Un impegno per non soffocare la nostra aspirazione democratica

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Il grido d’allarme sullo stato dell’informazione nel nostro Paese tocca la coscienza democratica e le responsabilità politiche. Siamo preoccupati per i provvedimenti legislativi presi o in gestazione, e per le azioni giudiziarie che dal capo del governo in giù vengono lanciate come armi da offesa contro testate e giornalisti. Ma ciò che ormai davvero inquieta è il clima di intolleranza che sta pervadendo il Paese, come una nube tossica che avvelena i rapporti politici e incrina il bilanciamento tra i poteri previsto dalla Costituzione.

Di fronte a questa ferita inferta alla libertà di informazione, la nostra mobilitazione non è un atto formale o simbolico. Né vogliamo così dimenticare errori o omissioni che hanno purtroppo segnato la politica del centrosinistra negli anni passati.

E’ una presa d’impegno che prendiamo con il Paese e con la nostra comunità. L’arroganza del Presidente del Consiglio e della sua armata di mercenari non deve soffocare l’aspirazione democratica che ha animato i nostri padri e che ancora fa scendere in piazza i giovani.

Oggi si svolgono manifestazioni anche a Trieste e a Udine, e io vorrei esprimere una forte preoccupazione per lo stato attuale e per il futuro dell’informazione nel Friuli Venezia Giulia. I pesanti tagli di giornalisti cui sta andando incontro l’editoria, lo strangolamento delle collaborazioni, la dislocazione fuori regione delle tipografie dei due maggiori quotidiani del territorio, e in prospettiva il rischio concreto di un accorpamento, oltre ad essere un problema occupazionale, incide sul pluralismo dell’informazione nella nostra regione.

Di fronte al rischio d’inaridimento del flusso delle notizie e di un‘oggettiva riduzione degli spazi e delle voci, chiediamo con forza un intervento delle istituzioni regionali, l’impegno della politica e di tutti i cittadini.

Il dominio di uno e l’esercito dei vassalli

Condivido con voi il mio articolo uscito oggi sull’Unità.

Avrei voluto cominciare dicendo “ora basta”, ma ho capito che non potevo. E non tanto perché l’hanno già detto un po’ tutti, da Gianfranco Fini al Manifesto, ma perché mi sono convinta che sarebbe stato come fare la faccia feroce. Una smorfia che non serve a niente.
Il fatto è che non abbiamo idea di quanto sia lungo il buio tunnel della democrazia in cui ci stiamo muovendo, né di quali degenerazioni dello scontro politico ancora ci attendano. In realtà, credo siamo ben oltre i limiti della politica e delle sue contrapposizioni: penso sia più corretto parlare dell’arroccamento temibile di un sistema di potere, che non esita ad adoperare tutti gli strumenti, e verrebbe da dire proprio tutti, per sgombrare il campo da ogni eventuale ostacolo o resistenza.

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Prossimi impegni al Parlamento Europeo

Carissimi,
Martedì 1, mercoledì 2 e giovedì 3 ci saranno le prime riunioni (dopo le vacanze estive) delle commissioni Parlamentari di cui faccio parte. Seguirò infatti la commissione Trasporti e Turismo e la commissione Libertà Giustizia ed Affari Interni.

Tra i tanti temi che tratteremo, voglio mettervi subito al corrente di quali sono quelli che ritengo più delicati: per quanto riguarda la commissione Trasporti e Turismo è da sottolineare l’intervento in programma di Asa Torstesson, Ministro svedese dell’Impresa, dell’Energia e delle Comunicazioni. Sarà un intervento importante perché è proprio la Svezia alla guida della Presidenza dell’unione Europea in questo semestre, quindi sapremo quali saranno le linee guida in questa materia.

Per quanto riguarda la commissione Libertà, Giustizia ed Affari Interni seguirò con attenzione, anche qui, l’intervento in programma del Ministro svedese della Migrazione Tobias Billstrom che illustrerà quali sono le priorità e il programma di lavoro della Presidenza svedese in materia di migrazione e asilo politico.
Seguirò attentamente anche la presentazione da parte della Presidenza svedese e della Commissione Europea sul tema della tratta degli esseri umani e della protezione delle vittime.

Ci sarà anche la presentazione da parte di Gilles de Kerchove, coordinatore antiterrorismo UE, delle relazioni destinate al Consiglio sulla strategia antiterrorismo dell’UE, relazione che seguirò con attenzione.

Vi aggiornerò costantemente sulll’esito delle riunioni perché penso sia giusto tenervi il più possibile informati sulla mia attività parlamentare.