Perché bisogna votare PD

Lo so, molti elettori sono esasperati, hanno vissuto male questo nuovo partito, lo hanno amato, in alcuni casi, senza essere ricambiati (dal PD e dalla sua politica). Molti entusiasti della prima ora sono rimasti delusi, molti delusi in partenza sono rimasti entusiasti di essere delusi. Però, facendo questa campagna elettorale, una campagna elettorale difficile soprattutto dalle mie parti (in partibus infidelium), mi rendo conto che da questo Paese sta scomparendo la politica.
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“Al Nord si può vincere: il voto a Trento”

Quest’articolo è apparso sull’Unità martedì 5 maggio 2009.

Il vecchio Berlusconi non è invincibile e il Partito Democratico ha idee e proposte per batterlo. Questa è la prima lezione che ci arriva dalla vittoria a Trento, dove sono stata il 24 aprile. Una città che ha premiato la buona amministrazione e la serietà di Alessandro Andreatta. Le dimensioni del suo successo confermano che il Nord non è una riserva di caccia della destra, ma può e sa premiare il centro sinistra quando lavora bene sul territorio, lasciando da parte le polemiche e i dubbi e mettendo in primo piano i contenuti.

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Etica e politica

Ieri ero a Trento per un incontro sul tema “ETICA E POLITICA”.
Di seguito cerco di sintetizzare il mio intervento e le mie brevi riflessioni.

Su questo difficile tema nei sistemi democratici si discute praticamente da sempre. Pensando all’incontro, mi sono ricordata delle parole di un uomo politico.
Questi dichiarava: “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze ed i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciasuna con un boss e con dei sotto boss”.
Questa intervista dura, ma a tratti molto attuale, è stata rilasciata nel 1981.

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Le genti d’Abruzzo

Sono assolutamente arrabbiata!!! Ieri mi sono concessa un paio d’ore di tranquillità ed ho deciso di annientarmi davanti alla televisione. Ma come si fa? Come si può pensare che con il terremoto quelle persone abbiano perso anche la propria dignità?

Ma come si può passare il tempo a fargli delle domande senza risposta solo attendendo che si mettano a piangere? Ma come si può mandare a reti unificate la solita frase, il solito abbraccio, la solita lacrima, la solita promessa e, non ultimo, il solito anatema sul “faccio tutto io, per cui signori ministri non veniate in Abruzzo a fare la passerella mediatica”? LORO??? E LUI??

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