Debora Serracchiani

  • Sicurezza sul lavoro

    Dobbiamo porre tra le priorità del nostro Paese un Piano strategico nazionale per la sicurezza sul lavoro, che impegni lavoratori, aziende, parti sociali, governo nazionale  e istituzioni locali, tutta la politica, nel quale confluiscano misure puntuali, buone pratiche e proposte innovative. La sicurezza sul lavoro e la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali deve essere garantita a tutti i prestatori d’opera, qualunque sia il contratto di lavoro applicato, intervenire per aggiornare al nuovo quadro lavorativo la disciplina dettata dal Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (DPR 1124/1965), prevedendone l’estensione a tutte le tipologie contrattuali esistenti, a cominciare dalle collaborazioni occasionali. Deve essere data piena attuazione al Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e occorre agire sulle diverse leve previste dal nuovo Codice degli appalti, a cominciare da quelle premiali che già stanno caratterizzando...

  • Una morte, un monito

    Oggi La Stampa, Repubblica e i quotidiani locali del gruppo Gedi non escono per sciopero. È  una decisione senza precedenti, giusta e dettata da un motivo terribile, che ha unito le testate con tutti i lavoratori e che spero farà ragionare la proprietà su cosa significa coniugare le idee con la responsabilità sociale d'impresa. Il suicidio sul posto di lavoro di un addetto altamente specializzato del Centro Stampa di Gorizia mi ha lasciato sgomenta. Solo l'anno scorso, da presidente di Regione, avevo incontrato le rappresentanze dei lavoratori preoccupati dal rischio di chiusura. Oggi devo mandare sincere ma impotenti condoglianze alla famiglia di chi, alla chiusura del suo posto di lavoro, non ha visto altra scelta che la morte. L'industria, l'impresa, l'economia, non sono scienze astratte, ma continue decisioni prese da uomini su altri uomini. Chi ha responsabilità non deve dimenticarlo e questa morte sia monito costante per tutti.

  • Casaleggio il gran suggeritore, di Sebastiano Messina (la...

    Si capisce che Davide Casaleggio sia di pessimo umore. Uno passa mesi e mesi a sostenere la coraggiosissima tesi che lui è «solo Un volontario» dell'Associazione Rousseau pur essendone il fondatore, il presidente, il tesoriere e l'amministratore unico e poi si fa beccare a cena proprio con Luca Lanzalone, e giusto la sera prima che il potente avvocato messo dal Movimento alla guida dell'Atea venga arrestato per il pasticciaccio brutto del nuovo stadio di Tor di Valle. Non solo, ma gli tocca sentire la sindaca Raggi, alla quale la Casaleggio Associati ha procurato non uno ma tre assessori Colomban,  Meloni e Lemmetti che cade dal pero e fa lo scaricabarile dicendo che Lanzalone non l'aveva scelto lei, ma era stato catapultato dall'alto sul Campidoglio. Una rivelazione imbarazzante per la regia milanese, scuola di eminenze grigie abituate all'ombra e al silenzio. Col risultato che il buon Pietro Dettori, il social media manager...

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