Newsletter #8

Carissime e carissimi, bentrovati! 
Vorrei cominciare questa newsletter dall’ultima mia apparizione in televisione, nel programma di Sarah Varetto a SkyTG24.
Spero di essere stata abbastanza chiara riguardo alla possibilità di Governo con il M5S. Non ci sono le condizioni per un governo tra Partito Democratico e MoVimento 5 Stelle. Come possiamo governare con chi ha detto “Sì” alla legittima difesa di Matteo Salvini? O ha un ministro delle infrastrutture a cui chiudono i porti sotto il naso? O a chi ha detto NO alla TAV? 
Qui potete rivedere il video del mio intervento:https://facebook.com/serracchiani/videos/869397446745525/
Il Governo cancella le minoranze
Il Governo del fallimento si appresta a cancellare ogni rappresentanza politica e istituzionale delle minoranze in Parlamento, andando così in totale violazione della nostra Costituzione.Penso in particolare alla minoranza Slovena presente in Friuli-Venezia Giulia, che sarà completamente assente a causa delle decisioni scellerate di Lega – Salvini Premier e MoVimento 5 Stelle. In Aula ho presentato un emendamento proprio per chiedere con urgenza che si modifichi questa decisione perché illegittima costituzionalmente e in completa violazione della legge 38/2001(art. 26). Tali modifiche però non ricadranno soltanto sulle minoranze linguistiche, ma anche sulla rappresentanza stessa dei nostri cittadini. Con questi tagli, ci saranno territori del nostro Paese (penso alle regioni più piccole) dove un solo Senatore rappresenterà oltre 1 milione di abitanti e dunque non ci sarà alcuna rappresentanza territoriale. Capisco che il Movimento 5 stelle sia affezionato alle fallimentari primarie online, ma qui parliamo di politica e non di click.

Qui il mio intervento: https://www.facebook.com/serracchiani/videos/869397446745525/
Riders, le proposte del Partito Democratico
La nostra è una proposta di legge che nasce da lontano e sulla base di iniziative già messe in campo dal Partito Democratico e dal centro sinistra: come la “Carta di Bologna”, frutto del lavoro dell’assessore Marco Lombardo, l’iniziativa dei Giovani Democratici Milano (che per molti mesi hanno intervistato e documentato il lavoro dei tanti ciclo fattorini) e la prima legge regionale approvata in Italia sui riders, quella della Regione Lazio guidata dal Presidente Nicola Zingaretti. In 4 semplici articoli abbiamo previsto l’estensione di alcune tutele fondamentali ai lavoratori impiegati attraverso le piattaforme digitali: l’obbligo di assicurazione per infortuni e malattie professionali; la previsione di un’assicurazione civile in caso di danni a terzi; la normativa sulla sicurezza sul lavoro con adeguata informazione e formazione e con strumenti e manutenzione degli stessi a carico dei datori lavoro; il diritto alla disconnessione ed alla trasparenza ed il diritto alla libertà sindacale. Abbiamo previsto inoltre una retribuzione oraria non inferiore ai minimi tabellari previsti dagli accordi collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali nazionali, per prestazioni equivalenti o equiparabili. Il Governo – e in primis il Ministro Luigi Di Maio – non può più chiudere gli occhi o voltarsi dall’altra parte. Né continuare a promettere che farà qualcosa che, ancora oggi, non ha fatto.

Qui il mio intervento: https://facebook.com/DeputatiPD/videos/361857081342662/
Il terremoto e il ricordo dell’On. Zamberletti
43 anni fa l’Orcolat, così chiamarono il Terremoto in Friuli.  Era il 6 maggio 1976 e il sisma mise in ginocchio intere comunità del Friuli-Venezia Giulia. Fu una terribile pagina per la storia d’Italia. Il “modello Friuli” è ancora oggi sinonimo d’eccellenza e segnò la nascita del moderno Dipartimento Protezione Civile grazie al suo padre fondatore, il compianto Commissario Straordinario on. Zamberletti. Vorrei ricordarlo ancora oggi, proprio perché politici come lui sono stati d’esempio e fautori di un grandissimo progresso in Italia.  Grazie a lui e grazie ovviamente alla tenacia di tutti i friulani, il Friuli ha avuto gli strumenti per rialzarsi da quella terribile tragedia. 
I numeri non mentono: i veri dati del Reddito di Cittadinanza  
Secondo i dati CAF, 130mila persone rinunceranno al reddito di cittadinanza perché gli importi sono troppo bassi e non quelli annunciati in campagna elettorale dal #governodelfallimento. L’ennesima sconfitta di Luigi Di Maio e Matteo Salvini su promesse che non sanno mantenere. Questa non è una semplice sconfitta politica, ma è una sconfitta per il Paese. Per mesi abbiamo detto che non c’erano né ci sono le condizioni economiche e di bilancio per il reddito di cittadinanza, e la realtà è stata più scottante di noi. 

Moltissimi rinunceranno al reddito. E adesso cosa inventerà il duo di vicepremier? 
Il ciclo non è un lusso

Il futuro non è un lusso.
Come@Deputatipd aderiamo all’iniziativa OndeRosa, per dire stop alla #tampontax del governo @GiuseppeConteIT e per sostenere mobilitazione del #31maggio. Il @pdnetwork ha presentato un emendamento a @Montecitorio per portare l’IVA sui prodotti igienico-sanitari dal 22% al 4%. Ovviamente bocciato. In nessun altro Paese europeo la cosiddetta tampon tax è così alta e in diversi Paesi è stata azzerata per combattere il fenomeno della period poverty.

Qui potete firmare la petizione: http://bit.ly/stop-tampon-tax


La prossima settimana vi manderò una newsletter con un focus sulle elezioni europee, così da poter avere un vademecum utile per il voto! 
Vi leggo sempre volentieri, grazie per le mail di risposta e le riflessioni che mi mandate!    Un abbraccio,
Debora. 
Qui le mie ultime interrogazioni che ho presentato alla Camera dei Deputati:
TRIESTE RUNNING FESTIVAL
CASERMA CAVARZERANI

Newsletter #7

Carissime e carissimi,
i lavori alla Camera di queste settimane sono stati in larga parte assorbiti dalla maratona imposta dal sedicente decreto “Concretezza” e dal cosiddetto “Decretone”, che contiene i due cavalli di Troia di Lega e M5S: quota 100 e reddito di cittadinanza.
Il punto principale è semplice: è inutile dare bei nomi ai decreti, come ad esempio “dignità, crescita, concretezza”, se per contro aumenti le tasse, azzeri gli investimenti, blocchi i cantieri necessari allo sviluppo del Paese e, in definitiva, non crei più lavoro.
#IVA: aumento SÌ, aumento NO   Si sta allargando di giorno in giorno la preoccupazione per i dati relativi al DEF e all’aumento dell’IVA. Il ministro Tria in Commissione Bilancio, sollecitato dai colleghi deputati PD, si è trovato costretto ad ammettere l’inevitabilità dell’aumento IVA, che arriverà al 25% nel 2020. Era questo il cambiamento tanto atteso? No, questa che si apre è una pagina oscura per tutti gli italiani, un attacco ai consumatori e alla crescita delle nostre aziende.https://www.facebook.com/serracchiani/posts/10156294360290886?sfnsw=cl

Immancabili, sono arrivate le smentite del duo Di Maio–Salvini, che hanno costruito la loro fortuna elettorale sulle bugie e certo non possono cominciare a dire la verità a un mese dalle elezioni europee. Chi non mente mai, sono i numeri.
Il grande bluff del reddito di cittadinanza
Forse prima di quanto si aspettassero Di Maio & Co. il Reddito di cittadinanza sta mostrando gravi limiti nei numeri degli aventi diritto e nelle somme erogabili, e i cittadini se ne stanno accorgendo.
Sia chiaro: la lotta contro la povertà è prioritaria per il Partito Democratico e non va bene se chi ha bisogno non riceve un aiuto adeguato. Ma questo sistema voluto dai 5Stelle non funziona, e noi l’abbiamo denunciato.
Il Reddito d’inclusione istituito dal governo a guida PD funzionava: si poteva estenderlo, rafforzarlo, e invece hanno voluto buttare via un’esperienza che stava dando risultati. Abbiamo provato a dirlo in tutte le sedi, ma non hanno voluto ascoltarci.
I fatti parlano da soli e i cittadini si rendono conto di essere stati ingannati dal Governo, perché i 780 euro sbandierati non esistono e, al netto di altri sostegni e sussidi, la cifra che i cittadini andranno a percepire oscillerà tra i 40 e i 300 euro.Reddito di cittadinanza, bufera social: “Da adesso campagna contro i Cinque Stelle”
Conti in rosso: paga PantaloneL’ultima versione del DEF già ci dice che ci saranno 133 miliardi di spese in più. Abbiamo i conti in rosso, ma i rappresentanti di questo #governodelfallimento fingono di non saperlo: il premier Conte si nasconde dietro parole come “tax expenditures” per non dire in italiano che pagheremo più tasse.
Come sempre, la stangata più dura sarà sui cittadini più fragili: perché sono a rischio strumenti istituiti dai governi a guida PD come la cancellazione IMU sulla prima casa, il bonus di 80 euro per i redditi sotto i 1500 euro e tanto altro.
#RevengePorn: una vittoria di tutte le donne   Il voto all’unanimità sull’emendamento al ddl sul codice rosso che istituisce il reato di #revengeporn di oggi indica la direzione giusta per la politica quando sono in gioco la difesa delle donne e dei loro diritti.
Bisogna giudicare in libertà e togliersi di dosso le casacche dei partiti, ma troppo spesso in questa legislatura abbiamo invece assistito a votazioni che somigliavano a uno scambio-merce. Doversi spartire le leggi un tanto a partito per poi rivendicarle è purtroppo uno dei mali insanabili di questo Governo: questa volta le opposizioni hanno rotto un fronte e vinto una battaglia. La lotta continua.
Infinitamente precari nella PA   Per la quarta volta, noi deputati del gruppo Pd alla Camera abbiamo presentato un emendamento che permettesse di stabilizzare i tanti precari che lavorano nella Pubblica amministrazione da almeno 3 anni. Ancora una volta il Governo gialloverde lo ha bocciato. Matteo Salvini e Luigi Di Maio voltano le spalle ai lavoratori della Pubblica amministrazione e continuano a prendere in giro gli italiani ripetendo che loro vogliono che i lavoratori abbiano un’occupazione stabile.
Noi non ci arrendiamo. Continueremo a presentare questo emendamento, come ci chiedono i tanti precari della PA.
https://www.facebook.com/serracchiani/posts/10156281802115886?sfnsw=cl

#risparmiatori doppiamente beffati

Il 18 aprile c’è stata la manifestazione dei risparmiatori a Roma, che prima sono stati accolti da Conte ed ora sono nuovamente in attesa. Sono andata ad ascoltare le loro istanze ed esprimere la mia vicinanza.

#spazzacorrotti: gravi rischi per mondo del terzo settore
Abrogare la norma dello Spazzacorrotti che ingiustamente equipara a partiti politici, le associazioni e le fondazioni in cui sieda anche una sola persona che abbia avuto una esperienza politica, a qualsiasi livello, nei 10 anni precedenti. E’ una necessità urgente, espressa da strati larghi della società, perché tratta di una norma profondamente sbagliata, un vero e proprio daspo per i politici che sta bloccando e rendendo impossibile l’attività di moltissime associazioni impegnate nel Terzo settore.
Insieme ai colleghi del Partito Democratico ho presentato una proposta di legge per chiedere al ministro Bonafede di correggere immediatamente quella norma e recepire nel primo provvedimento utile il contenuto della nostra proposta di legge abrogativa.
Lo hanno chiamato “Spazzacorrotti”, ma c’è il serio rischio che questo provvedimento faccia letteralmente piazza pulita del mondo dell’associazionismo italiano. E sicuramente non serve a introdurre maggiore trasparenza per la politica.
“Ripartiamo dal PD”
https://www.facebook.com/serracchiani/posts/10156230295940886?sfnsw=cl

Nel corso della prima Assemblea nazionale del Partito Democratico stata nominata vicepresidente dell’Assemblea del Partito Democratico, assieme alla collega parlamentare Anna Ascani. Ringrazio per la fiducia il segretario Nicola Zingaretti e il presidente Paolo Gentiloni, che mi hanno indicata per questa carica, e i membri dell’Assemblea che hanno dato fiducia.
Non stanchiamoci di ripeterlo: il Partito Democratico è aperto e l’unità, che è stata la grande bandiera di queste primarie, non deve restare una parola. È stato l’inizio e il presupposto di ogni cosa. E io lotterò con questo ideale davanti.
“Riders: i lavoratori invisibili per Di Maio”
https://twitter.com/serracchiani/status/1102615032465100800

Dopo 9 mesi Luigi Di Maio finalmente si ricorda dell’esistenza dei Riders. Già a giugno 2018, abbiamo presentato proposte alla Camera per normare le loro condizioni lavorative e le abbiamo inserite nella Pdl che ho depositato a Montecitorio. Qualora il Ministro volesse prendere ispirazione, la consultazione è libera…
Qui il link alla pdl sui “Riders” a mia prima firma:http://documenti.camera.it/leg18/pdl/html/leg.18.pdl.camera.1497.18PDL0043550.html
Mi sono dilungata un po’, ma volevo aggiornarvi sul nostro lavoro alla Camera dei Deputati. A differenza di qualche grillino fantasioso, io credo fermamente nella democrazia rappresentativa, e quindi mi sento in dovere di render conto ai cittadini che rappresento, spero sempre con onore.
Voglio augurarvi Buona Pasqua, spero la possiate passare con le persone che amiamo.

Un abbraccio, 

Debora.

Sulla mia pagina della Camera dei Deputati potete visionare tutta la mia attività. Qui di seguito vi segnalo gli ultimi atti presentati:
INTERPELLANZA 2/00334 SUL MINERALE COLTAN
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02585 SU AZIENDA SIRTI SPA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02380 SU PROCEDURA ACQUIS
IZIONE E REVOCA CITTADINANZA ITALIANA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA  4/02360 SU CRITICITÀ FINANZIARIA COMUNE CIVIDALE DEL FRIULI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATIODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L.  9/01433-A/027ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/01637-AR/092

Newsletter #6

Carissime e carissimi,
ben ritrovati con la consueta newsletter, che vuole fare il punto sulla situazione politica nazionale e sui lavori in Parlamento.
Lo spettro recessione e le tensioni internazionali   Non vi nascondo una certa preoccupazione per la situazione economico-politica del nostro Paese. Dopo il nuovo “Boom economico” previsto da Di Maio e l’annuncio di un “Anno Bellissimo” del Premier Conte, hanno fatto seguito in ordine: i dati divulgati da Istat che collocano l’Italia in una situazione di recessione tecnica; le stime fatte dall’agenzia di rating Fitch ha tagliato drasticamente le stime di crescita dell’Eurozona: con una stima di crescita dello 0,3 % (invece di 1,1%) l’Italia è il Paese che frena di più.
A ciò si aggiungono le tensioni internazionali cui il Governo giallo verde sta esponendo l’Italia. Situazioni molto delicate, che minano i rapporti diplomatici con alcuni altri Paesi europei e in genere la credibilità del Paese:   le tensioni scatenate da Di Maio & company con la Francia, culminate nel richiamo dell’ambasciatore francese a Parigi, che hanno richiesto l’intervento del presidente Mattarella: “Bisogna difendere e preservare l’amicizia con la Francia” ha detto. Parole da sottoscrivere, con un grazie per la lezione di equilibrio e buon senso; il fronte aperto con Slovenia e Croazia: le espressioni usate dagli esponenti di destra a Basovizza in occasione del “Giorno del Ricordo” hanno provocato quello che rischia di diventare un nuovo incidente diplomatico per l’Italia, questa volta con la Slovenia. Serve più responsabilità da parte di certi politici; La spaccatura verticale che ha attraversato il Governo riguardo l’atteggiamento da tenere sul Venezuela di Maduro, con l’Italia che per la prima volta nella storia impedisce all’Europa di esprimere una posizione unitaria.  
#SiTav / #NoTav
Il grillismo travasato in un Governo che sembra Giano bifronte ci ha abituati a sentirci dire tutto e il contrario di tutto. Il dato preoccupante, però, è la serena incoscienza con cui Toninelli e Di Maio sottovalutano le ripercussioni che avranno le loro decisioni. L’accozzaglia di pregiudizi e slogan identitari che il M5S spaccia per politica tocca  l’apice sulla questione della Torino-Lione. Non si può liquidare un’opera strategica con una stima “costi – benefici” per di più assai poco convincente. Le conseguenze economiche del blocco di sarebbero pesantissime: non solo nell’immediato – con le penali che il nostro Paese dovrà pagare e la restituzione dei fondi UE già stanziati – ma soprattutto nel medio termine. Infatti per 5 anni non potremo accedere a tutti i programmi di finanziamento europei, risorse che le regioni utilizzano, ad esempio, per i programmi di sviluppo agricolo, per il sostegno all’istruzione o per le politiche mirate sulla formazione e sostegno all’occupazione. Non ci riprovi il presidente Fedriga a fare paragoni strumentali con la Trieste-Venezia, perché sa benissimo che la velocizzazione della tratta è l’unica soluzione praticabile per motivi economici, di tracciato e ambientali. Si dia da fare per far procedere i lavori.
Risparmiatori traditi atto terzoDi Maio e Salvini hanno truffato moralmente i risparmiatori, li hanno ingannati e illusi promettendo risarcimenti impossibili. L’hanno fatto in piena consapevolezza e quindi con maggior colpa e causando maggior dolore. Per salvare Carige hanno usato le stesse norme per le quali ci avevano coperto d’insulti.  Erano in malafede allora, pronti ad azzannare Governo e Pd, e sono in contraddizione con loro stessi oggi.  Sono sempre quegli sconsiderati che parlavano di mettere le mani su Bankitalia e magari sull’oro che c’è dentro.
“FREE ESTE”: volano per sviluppo economico FVG e modello per Italia   Con l’apertura di “FreeEste” il regime di Porto Franco internazionale è stato esteso a un’area retroportuale dove sta sorgendo un polo in grado di offrire opportunità logistiche e fiscali per le imprese, in particolare per quanto riguarda i regimi doganali e l’Iva. L’inaugurazione ufficiale della prima Free zone retroportuale del porto di Trieste è un evento storico in sé, ma è soprattutto l’apertura di una grande chance per il futuro economico di Trieste e di tutte le aree cui potrà mettersi a servizio. Sono orgogliosa di aver lavorato per questo obiettivo con altre istituzioni e soggetti privati animati da buona volontà e visione strategica. Mentre il comparto industriale di Trieste appare in sofferenza e bisognoso di interventi strutturali, voglio credere che l’avvio di FreeEste possa rappresentare un forte segnale in controtendenza, attraendo capitali e investitori qualificati. Un deciso passo è stato compiuto, ora si tratta di non perdere il ritmo.
Il Governo boccia la stabilizzazione precari   Se da un lato la ministra Grillo va dicendo che “la battaglia sul personale è il prossimo obiettivo”, dall’altro il Governo boccia l’emendamento da me proposto al Dl Semplificazione che stabilizzava i lavoratori precari della sanità. Così, il Governo ha voltato le spalle a una norma che avrebbe contribuito in modo determinante a dare una risposta immediata alle carenze di personale negli enti della Sanità pubblica.   La modifica proposta alla Legge Madia contro la precarizzazione nella Pubblica amministrazione, infatti, avrebbe permesso di stabilizzare le molte migliaia di professionisti sanitari (infermieri, fisioterapisti, tecnici) che invece, a causa dello stop alle assunzioni deciso da questo Governo, saranno espulsi dal sistema. Si tratta di professionisti resi esperti anche grazie alla formazione sul campo effettuata dalle aziende: risorse preziose anche per le Regioni che hanno competenza primaria sulla sanità, come il Friuli Venezia Giulia.   Con l’introduzione di quota 100, l’accelerazione delle uscite per pensionamento rispetto a quelle già previste farà emergere ancora più drammaticamente l’insufficienza di risorse umane nella sanità.
Zoccano chiarisce: Lega e M5S sono uguali   Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia e Disabilità, Vincenzo Zoccano, voluto da Di Maio, si è schierato per il non luogo a procedere contro il vicepremier Matteo Salvini precisando che il contratto “rende uguali” M5S e Lega. Bene, ci voleva un po’ di chiarezza. Ma Zoccano non si accontenta: smentisce il metodo del plebiscito on line, giudica incompetente la platea dei votanti e soprattutto si dichiara garantista, parola che per i grillini equivaleva a un insulto. La mutazione genetica del M5S di ex-lotta e di Governo è decisamente a uno stadio avanzato.
La foto del mese: #DALLAPARTEDELLEDONNE
Desidero concludere questa newsletter con la foto di una bella e intensa giornata dedicata al confronto e alle proposte sulle politiche di genere, organizzata nell’ambito della mozione #fiancoafianco per Maurizio Martina Segretario del PD.   La qualità degli interventi e la puntualità delle proposte hanno confermato l’importanza del confronto continuo su questi temi, che diventeranno patrimonio della proposta congressuale di Maurizio e, auspico, un impegno di tutti nel PD.

Mi raccomando, l’appuntamento con le primarie del Partito Democratico si sta avvicinando ed è fondamentale stare sui territori, discutere le proposte congressuali e convincere le persone a venire ai gazebi il prossimo 3 marzo.

Come sapete, faccio parte della squadra che sta al fianco di Maurizio Martina e sto girando tanti circoli PD d’Italia per raccontare il PD che vorremmo.

Prendevi qualche minuto del vostro tempo e riascoltate l’intervento che Maurizio ha fatto in Convenzione nazionale https://www.facebook.com/partitodemocratico/videos/298830197442539/

Per seguire gli appuntamenti e gli eventi potete scrivere un messaggio al numero 3397884114 e sarete inseriti in un gruppo whatsapp che vi aggiorna sulle novità.

Intanto vi aspettiamo nelle 100 piazze d’Italia per #MartinaSegretario.

qui le ultime interrogazioni che ho presentato alla Camera dei Deputati:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA SULLA FIGURA DEI NAVIGATOR

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE NOMINA PROF. PARISI PRESIDENTE ANPAL

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA SU MENSA DIPENDENTI CASA CIRCONDARIALE TRIESTE

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA ACCESSO DATABASE PREVIDENZIALE CALCOLO PER STUDIO O.RSA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE SU DECRETO DIGNITÀ E GIOVANI LAVORATORI UNDER 35

Newsletter #5

Carissime e carissimi,
vorrei iniziare dedicando un pensiero alle vittime della tragica notte alla discoteca Lanterna Azzurrra, ai morti e ai feriti colpiti dal piombo islamista a Strasburgo, alla famiglia del giornalista italiano Antonio Megalizzi, che sta vivendo delle ore d’angoscia.
Prevenire, non minacciare

Ancora una volta si deve parlare di morti, di giovani vite stroncate durante un momento di festa, del sangue di persone comuni sparso mentre passeggiano tra le bancarelle di Natale. Non diventiamo insensibili a questo dolore, non smettiamo di ribellarci a ciò che non è inevitabile.
Un sottile filo rosso collega questi episodi, e si chiama prevenzione. La prevenzione che va sotto l’aspetto del rispetto delle normative di sicurezza che regolano l’accesso ai luoghi pubblici, come le discoteche. E la prevenzione che deve essere esercitata dalle forze di intelligence e di polizia, a fronte della presenza accertata di terroristi islamici in Europa: non serve a niente minacciare i profughi e poi lasciar circolare i criminali.
Manovra 2019: un viaggio verso il buio

In queste ore siamo arrivati allo show-down. Vediamo finalmente i numeri che la maggioranza M5S-Lega porta nella manovra, e scopriamo innanzitutto due cose.
L’immagine di Di Maio che balla sul balcone di palazzo Chigi rimarrà come una delle pagine più squallide della cronaca italiana: nella più schietta tradizione della sceneggiata napoletana, hanno fatto la faccia feroce, hanno gonfiato il petto davanti alla Commissione europea e poi, quando la partita è diventata seria, sono andati a cuccia e hanno mandato Conte a ingoiarsi il taglio del deficit.
E poi, in mezzo a minacce e trionfalismi di cartone, si fa strada la verità: le promesse che hanno fatto la differenza in campagna elettorale, il reddito di cittadinanza e la flat tax, nella manovra non ci sono. Perché non ci sono i soldi per finanziarle. Salvini e Di Maio (chi più, chi meno) ne sono consapevoli e si affannano ad alzar polvere con altre operazioni di facciata come lo “spazzacorrotti” o il “decreto sicurezza”. Purtroppo, governa ora la malafede, ora l’incompetenza.
Il Parlamento imbavagliato Molti emendamenti, spesso proposti per dare risposte concrete ai cittadini, sono stati bocciati per puro spirito di contraddizione e volontà punitiva verso le opposizioni. Ci sono bocciature che hanno del clamoroso. Ma il dato più eclatante è che ci hanno fatto discutere su un testo “fantasma”, destinato a essere stravolto al Senato, dove peraltro stanno aspettando di sapere su quali saldi può contare la manovra, visto che è ancora in corso la trattativa con Bruxelles per evitare la procedura d’infrazione: stiamo parlando, ma non si può decidere nulla. Prima c’erano i “numerini”, la “letterina”, adesso c’è la paura del baratro.
Un muro contro esodati e vittime d’amianto
Così si alzato il muro contro due temi delicatissimi come quello degli esodati e delle vittime dell’amianto: su questo M5S e Lega dovranno rispondere agli italiani, a quelli che per Salvini dovrebbero venire “prima” e che invece arrivano “dopo” i loro interessi di bottega del partito.
In commissione Bilancio hanno respinto gli emendamenti del Pd che rispondevano alle necessità di persone in serie difficoltà economiche perché rimasti ancora senza copertura pensionistica a causa della riforma Fornero: ce la gettano in faccia continuamente e quando proviamo a correggerla ci sbarrano la strada.
A Di Maio che aveva aperto uno spiraglio e poi lo ha chiuso, chiediamo: perché dire “no” all’intervento di salvaguardia per seimila lavoratori rimasti senza tutele? Il Governo di centrosinistra aveva pur fatto altre otto salvaguardie nella scorsa legislatura.
C’erano emendamenti che si rivolgevano a coloro che si sono ammalati di un mesotelioma di origine non professionale: anche a questi Di Maio e Salvini hanno detto di arrangiarsi. E ancora: hanno deciso di non riaprire i termini per la presentazione delle domande per il riconoscimento delle prestazioni pensionistiche per quei lavoratori vittime dell’amianto che devono ricostruire la propria carriera lavorativa. Con quale faccia?
Non c’è risposta a queste domande, né a tante altre. Servono almeno a conoscere meglio chi ha in mano l’Italia.
Passa APE sociale: gialloverdi distratti?
Dal momento che la loro propaganda elettorale si accompagna sempre al nulla legislativo, sembra dovuta a una svista o a un errore l’intenzione manifestata dai gialloverdi di confermare alcuni provvedimenti già avviati nella legislatura a guida Pd.
E’ il caso dell’APE sociale, ovvero la misura di uscita anticipata dal lavoro che consente il pensionamento a partire dai 63 anni di età e dai 30-36 anni di contribuzione a seconda del peculiare disagio del lavoratore.
Allarme Servizio civile
Sta suonando un campanello d’allarme per il Servizio civile nazionale, che rischia di vedersi dimezzati i fondi. Anche in questo caso, abbiamo tentato di correre ai ripari e il gruppo del Pd ha presentato un emendamento per evitare il dimezzamento delle risorse. Risultato: il nostro emendamento è stato bocciato mentre il M5S, che ne aveva presentato uno, lo ha ritirato con ammirevole tempismo.
Global Compact: il Conte dimezzato e l’Italia umiliataIl Global Compact per l’immigrazione promosso dalle Nazioni Unite, recentemente approvato da 164 Governi, non è un “porte aperte” gridato alle masse pronte a mettersi in marcia verso la speranza. E’ invece il primo documento dedicato a migliorare la cooperazione globale sulla migrazione e, tra l’altro, offre agli Stati una serie di misure per lavorare insieme nel garantire la protezione dei bambini migranti vulnerabili. L’obiettivo è favorire una migrazione sicura, ordinata e regolare, facendo una netta distinzione tra migranti e rifugiati. Il Global Compact non è nemmeno vincolante in quanto non è un trattato internazionale. In compenso include molte delle istanze di cui l’Italia si fa da sempre promotrice in ambito europeo: meccanismi di ricerca, soccorso e sbarco; contrasto all’immigrazione irregolare e alla tratta; condivisione delle responsabilità tra tutti i Paesi coinvolti.
Qui il Governo italiano ha dato il suo peggio: prima Conte è andato all’Onu ad annunciare il “sì” dell’Italia ma poi, su ordine di Salvini, Conte non va a Marrakech e l’Italia resta fuori, in compagnia di Orban e Trump. La prova definitiva che Conte è un burattino e che la credibilità dell’Italia sul piano internazionale vale quanto la parola del nostro premier.
Una squadra per il PD, assieme a Maurizio Martina e Matteo Richetti
In questa campagna per #CongressoPD ho deciso di prendere una posizione molto netta: ho scelto di stare dalla parte del “NOI” e della squadra, di contribuire a fare somma, non divisione. Il nostro percorso per il Congresso PD è partito da #Bologna insieme a tanti amici che credono nell’impegno in politica per un Partito Democratico plurale e che lavora #fiancoafianco, #diversamente per un’Italia migliore.
Contiamo su ognuno di voi, le porte sono e saranno sempre aperte.
Come di consueto, di seguito vi lascio alcuni link con le mie interrogazioni: 
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/01833&ramo=CAMERA&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/01653&ramo=CAMERA&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/01033&ramo=CAMERA&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/00943&ramo=CAMERA&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/00969&ramo=CAMERA&leg=18


Le vergognose risposte negative del Governo agli emendamenti del PD: 
https://www.facebook.com/serracchiani/videos/2220705831540323/
Referendum abrogativo per il #decretoinsicurezza: https://www.facebook.com/serracchiani/videos/1581985515234828/

Newsletter #3

Carissime e carissimi,

l’ondata di maltempo che ha colpito da nord a sud il nostro Paese nelle ultime settimane è stata devastante e purtroppo ha provocato diverse vittime e feriti, oltre ai danni ambientali.
Interi territori distrutti, paesi rimasti isolati e senza corrente elettrica. Solidarietà va a chi è stato colpito, al dolore di chi ha perso i cari e al coraggio di chi si è messo subito all’opera. Un ringraziamento va ai soccorritori, dai Vigili del Fuoco, ai gruppi locali e ai volontari della Protezione civile, che hanno tratto in salvo molte persone e messo in sicurezza territori, ai tecnici che anche in queste ore lavorano al ripristino delle infrastrutture viarie.

prima di tutto, voglio dire un “grazie” alle oltre 70.000 persone che sono scese in piazza del Popolo a Roma: per l’emozione che ci siamo regalati, di stare insieme e di sentirci ancora una comunità orgogliosa e decisa a non mollare.
Abbiamo risposto testimoniando a chi ogni giorno scommette sulla fine del nostro Partito, a chi lavora subdolamente alimentando le paure degli italiani con l’unico scopo di aizzare il rancore. C’è una grandissima fetta di cittadini che non ha paura, che sente quanto male faccia al nostro Paese avere come guide Salvini e Di Maio. In tanti credono che nel Partito Democratico ci sia la forza ideale per invertire una marcia verso la povertà e l’autoritarismo. Sono in Parlamento anche per non deludere questa fiducia.Vorrei affrontare con voi qualche tema: il DEF, le pensioni (quota 100), la situazione dei lavoratori esposti all’amianto, la riforma Di Maio, il caso Lodi e le elezioni in Baviera. 
DEF: il sorriso del truffatore

Ci vuole una faccia di bronzo e cuore di pietra per vendere con il sorriso questa vera e propria truffa ai danni degli italiani. Avremo meno investimenti, meno lavoro, più tagli e più debiti, e questi sciagurati fanno festa sui balconi di Palazzo Chigi. Salvini e Di Maio possono anche raccontare che se ne fregano dello spread e dei mercati brutti e cattivi, ma l’aumento del costo del denaro sarà una tassa che peserà in modo indiscriminato su famiglie, aziende ed Enti locali. Peserà ancora di più proprio su quei ceti deboli che i 5Stelle dicono di voler aiutare: gli effetti dello spread annulleranno quel poco di reddito di cittadinanza che si può spartire con 10 miliardi. Tutto questo si aggiunge all’aumento delle tariffe dell’elettricità e del gas, al taglio delle agevolazioni fiscali esistenti, e soprattutto alla mannaia dei 5 miliardi di tagli previsti a sanità e scuola. È angosciante sapere che hanno previsto tutto, fino alla rottura con l’Europa.

Nelle ultime ore, il Consiglio dei ministri ha dato l’ok al decreto fiscale e alla manovra, ma ancora non ne conosciamo più di quanto dica il comunicato stampa. Sapremo davvero cosa contiene quando potremo leggere il testo completo. 


Di Maio e l’amianto invisibile

In Commissione lavoro alla Camera ho presentato, ancora nel mese di luglio, una risoluzione che chiede al Governo di “incrementare le risorse necessarie per la riapertura dei termini per la presentazione delle domande volte al riconoscimento dei benefici previdenziali in favore dei lavoratori esposti a amianto, ai sensi della legge n. 257 del 1992 non più esigibili dal 15 giugno 2005”.

Nei giorni scorsi si è tenuta la discussione ed è stata un’amara sorpresa apprendere che i sindacati hanno già scritto per ben 3 volte a Di Maio senza mai ottenere una risposta. È inspiegabile e sconcertante il disinteresse del ministro del Lavoro Luigi Di Maio nei confronti dei lavoratori esposti all’amianto.

A chi sta ripetendo di voler stare dalla parte dei più deboli, chiediamo di cominciare a farlo gettando uno sguardo alle migliaia di malati per esposizione all’amianto che attendono di ottenere i giusti benefici: Di Maio dia disposizione ai suoi uffici di rispondere e fissare un incontro.Leggi il tweet


Le pensioni sulle spalle dei giovani e delle donne

Gli esperti lanciano un allarme relativo ai costi del sistema pensionistico: con la quota 100, come è stata fin qui raccontata, graveremo di oltre 100 miliardi il debito pensionistico sulle nuove generazioni. Ancora una volta peserà sui giovani e soprattutto peserà sulle donne: 9 persone su 10 di coloro che andranno in pensione con quota 100 saranno uomini, con uno stipendio medio alto, mentre le donne continueranno a subire tagli pensionistici e a rimanere in svantaggio. Dov’è il cambiamento?Guarda il video


Assassini a chi?

Durante il question time del 26 settembre ho stigmatizzato le parole del Ministro Di Maio che ha definito “assassini politici” coloro che con la riforma del mercato del lavoro hanno creato più occupazione mentre il suo decreto dignità sta producendo solo danni e gli ho fornito anche i numeri.

Guarda il video


I discriminati di Lodi

C’è un’Italia che non si rassegna e che resiste: a Lodi in meno di 48 ore sono stati raccolti oltre 90mila euro per garantire la mensa e lo scuolabus ai bambini stranieri discriminati dalla giunta comunale leghista. Quanto sta accadendo nelle scuole di Lodi da diverse settimane è semplicemente sconcertante e deve far riflettere tutti quanti, perché se si fanno pagare ai bambini le scellerate tattiche politiche di un partito significa che non ci sono freni. Attenzione, il clima politico che favorì le leggi razziali del ’38 era molto simile a questo. Si faccia un passo indietro.


Elezioni in Germania: lezioni di (vero) cambiamento

Domenica si sono svolte le elezioni in Baviera e il partito dei Verdi è diventato il secondo più votato, raddoppiando il consenso acquisito nel 2013. L’Unione Cristiano-Sociale (CSU), il partito conservatore bavarese ha vinto, ma senza ottenere la maggioranza assoluta dei seggi nel parlamento locale. La destra estrema cresce, ma meno delle attese e i socialisti sono duramente puniti.

Cosa imparare? I Verdi si sono presentati agli elettori con un programma di governo, non hanno assecondato la destra sull’immigrazione, hanno fatto opposizione “sostanziale” e senza propendere verso posizioni estreme e si sono occupati di temi, quello ambientale tra tutti, verso cui in Germania sembra crescere la consapevolezza. Certo, hanno il vantaggio di non aver governato e di avere quindi leader molto “spendibili”, ma il metodo ci potrebbe insegnare qualcosa sull’utilità di schiettezza, franchezza e unità d’intenti nella comunicazione. 
P.S:

Questa domenica si è svolta la cinquantesima edizione della Barcolana. Una grande festa dello sport e del mare. Un evento sempre più proiettato nella dimensione internazionale. Guardate che colpo d’occhio, il Golfo di Trieste!
 
P.P.S:A questo link potete inoltre consultare gli atti da me redatti o sottoscritti alla Camera: 
Atti alla cameraQui invece le ultime interrogazioni che ho presentato in Aula e in Commissione:
4/012584/011214/010145/006775/006375/00454
 
Come sempre, quando rispondete vi leggo volentieri!

a presto,

Debora

Newsletter #4

Carissime e carissimi,

l’ondata di maltempo che ha colpito da nord a sud il nostro Paese nelle ultime settimane è stata devastante e purtroppo ha provocato diverse vittime e feriti, oltre ai danni ambientali.
Interi territori distrutti, paesi rimasti isolati e senza corrente elettrica. Solidarietà va a chi è stato colpito, al dolore di chi ha perso i cari e al coraggio di chi si è messo subito all’opera. Un ringraziamento va ai soccorritori, dai Vigili del Fuoco, ai gruppi locali e ai volontari della Protezione civile, che hanno tratto in salvo molte persone e messo in sicurezza territori, ai tecnici che anche in queste ore lavorano al ripristino delle infrastrutture viarie.

Ambiente: l’assurda chiusura di CasaItalia
Disastri ambientali come quelli accaduti in questi giorni sono sempre meno “straordinari”: da un lato sono collegati al cambiamento climatico in corso, ma molto va addebitato a un uso selvaggio del nostro suolo e alla mancata manutenzione di corsi d’acqua e zone montane. Ecco perché il precedente Governo aveva istituito il Dipartimento “Casa Italia”, una struttura preposta al monitoraggio e promozione della sicurezza del Paese in casi di rischio ambientale, alla cura e alla valorizzazione del territorio, delle aree urbane e del patrimonio abitativo. Erano già stati individuati ben 9760 interventi per un valore totale di 27 miliardi di euro, con le risorse già destinate.

Ma il primo atto di questo #governodelcambiamentoinnegativo è stato proprio la chiusura di questa unità di missione, con una furia distruttrice che è arrivata al punto di rifiutare i finanziamenti europei.
Il condono invisibile
Ben nascosto in un articolo del DL per Genova i furbi Vicepresidenti del Consiglio dei Ministri Salvini e Di Maio hanno inserito il più grande condono edilizio della storia del nostro Paese. L’ha fatto la Lega di Salvini, il partito che nel 2003 diceva che “il condono è immorale’.
Tra l’altro, temendo problemi in aula, il duo Salvini – Di Maio si è cautelato ponendo la fiducia su questo decreto.
Ovviamente, quando la fiducia la poneva il Governo di centrosinistra, dai banchi dell’opposizione la senatrice Taverna balzava in piedi urlando alla dittatura. Perché solo loro hanno l’investitura popolare, solo loro sono portatori della Verità, e quindi hanno sempre ragione. Come si diceva di un presidente del Consiglio italiano, in carica fino al 1943.
Amianto: l’impegno continua in commissione e in Aula
Sto continuando ad occuparmi della problematica dei lavoratori esposti all’amianto. Oltre alla risoluzione presentata a luglio (http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=7/00010&ramo=CAMERA&leg=18), nelle scorse settimane ho depositato due proposte di legge

– “Rideterminazione della prestazione assistenziale in favore dei malati di mesotelioma di origine non professionale o degli eredi per gli anni 2019 e 2020 nonché integrazione delle prestazioni erogate negli anni dal 2015 al 2018” (1296)
http://www.camera.it/leg18/126?tab=1&leg=18&idDocumento=1296&sede=&tipo=;
– “Disposizioni concernenti i benefìci previdenziali in favore dei lavoratori che sono stati esposti all’amianto e i termini per l’accesso ai medesimi benefìci” (1297)
http://www.camera.it/leg18/126?tab=&leg=18&idDocumento=1297&sede=&tipo=​.

4 Novembre: un messaggio di Pace dal presidente Mattarella

Il 4 novembre scorso abbiamo celebrato i 100 anni dalla fine della Grande Guerra.

Nel giorno dell’Unità nazionale e delle Forze armate, siamo stati a Trieste accanto al Capo dello Stato, che ha pronunciato un messaggio di pace e di speranza, ricordando gli umili e i coraggiosi, i soldati, le donne e anche il contributo dei volontari ebrei, protagonisti di una missione collettiva che ha portato alla Vittoria. L’Unità del Paese rimane un bene che le Istituzioni devono sempre custodire e mai permettere sia incrinato da interessi di parte.

Qui potete riascoltare e rivedere il discorso del nostro Presidente:

https://www.quirinale.it/elementi/18659

Il giorno prima, sempre a Trieste, i neofascisti di CasaPound avevano organizzato una manifestazione nazionale per celebrare a modo loro – così recitava il loro comunicato – la vittoria.
Tutte le forze democratiche si sono espresse contro questa parata neofascista, e il corteo che ha sfilato pacificamente attraverso le vie di Trieste ha testimoniato che la destra intollerante non è padrona della piazza e non diventerà padrona delle nostre vite. Dietro lo striscione del Partito democratico, assieme a tanti militanti, ho testimoniato l’adesione ai valori della nostra Repubblica.

Il pensiero di novembre: grazie Sami

Il pensiero di questo mese lo dedico a Sami Modiano e Tatana Bucci, due deportati che ci hanno accompagnato durante viaggio della memoria fatto nel campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau per rendere omaggio alle vittime della Shoah.

Ascoltare in prima persona i racconti sofferti di due vittime dell’orrore nazista è stata un’esperienza molto coinvolgente e dolorosa. Voglio ringraziarli per la grande lezione di vita che ci hanno dato, facendo del loro corpo e del loro cuore pietre d’inciampo viventi, che scuotono le nostre coscienze e ci obbligano a confrontarci con il male, quello passato e quello che tenta di risorgere. Educare ai valori della pace e della tolleranza è un compito da cui non possiamo abdicare, se davero vogliamo che ciò che è accaduto non si ripeta mai più.

La testimonianza di Sami:
https://www.facebook.com/serracchiani/videos/887516141451548/

La testimonianza di Tati:
https://www.facebook.com/serracchiani/videos/485092875344183/

Vi ringrazio per i messaggi di affetto e di stima, per gli spunti, gli stimoli e anche le critiche che mi state mandando in queste settimane. Come sempre provo a rispondere ai tanti messaggi, ma anche se talvolta non riesco a farlo compiutamente, sappiate che vi leggo sempre

Newsletter #2

Carissime e carissimi,

dopo la pausa estiva, torno a inviarvi riflessioni sull’attualità e aggiornamenti sull’attività alla Camera dei Deputati e nei territori. Confido possano essere utili.

Innanzitutto vi invito a segnarvi in agenda la data del 30 settembre. Stiamo organizzando una manifestazione nazionale straordinaria a Roma, in cui il Pd farà sentire le ragioni e le voci di un Paese azzittito dalla propaganda e dall’arroganza di questo Governo.

La Camera dei Deputati ha ripreso i lavori questa settimana con l’informativa da parte del Governo sul disastro di Genova.

Genova, i lupi e gli urlatori

Il crollo avvenuto a metà agosto a Genova non ha giustificazioni: chi ha colpe o responsabilità dovrà rispondere. È quindi fondamentale che la magistratura lavori e faccia rapidamente chiarezza sull’accaduto.

Anche le Amministrazioni locali e la politica nazionale devono fare ciò che spetta loro, cioè permettere immediatamente alla città e ai genovesi di risollevarsi dal colpo. Nessuno dovrebbe tenere in stallo una città e un’intera regione solo per far segnare un punto alla propria fazione. 

Purtroppo è quello che hanno subito fatto Lega e 5Stelle, come sempre: prima ancora di pensare a come risolvere un problema, si getta la colpa addosso a chi c’era prima. Bersaglio prediletto, il Pd. 

Così è stato nel caso “concessioni autostradali”, dove i 5Stelle si sono gettati come lupi sul Pd accusandolo di accordi innominabili “contro il popolo” in combutta con i soliti “poteri forti”. Bugie, dato che nell’unico atto che è stato negoziato dal Governo di centrosinistra con l’Europa i tassi di remunerazione delle concessioni sono stati per la prima volta adeguati a quelli medi europei, e in particolare, la remunerazione della Società Autostrade è stata diminuita e Autostrade per l’Italia ha dovuto impegnarsi sulla Gronda di Genova.

Un urlatore di prima fila è stato Matteo Salvini. Proprio lui, che nel 2008 votò a favore del cosiddetto “Salva Benetton”, che diede al gruppo le concessioni molto vantaggiose per Autostrade, mentre il Pd votò in blocco contro questo decreto. Salvini governava con Berlusconi: LINK

Scandaloso il ministro Toninelli, che in Aula ha detto di aver ricevuto “pressioni” per non rendere pubbliche le concessioni autostradali, ha dovuto poi ammettere che quegli interventi indebiti risalivano a gennaio scorso e che erano rivolti al ministro Delrio, il quale non ne tenne alcun conto.

Lo scippo del “Bando periferie”

Il Bando Periferie è un progetto voluto e attuato dal Governo di centrosinistra: oltre 2,5 miliardi di euro di fondi pubblici destinati al recupero strutturale delle periferie del nostro Paese, capaci di diventare un moltiplicatore di investimenti da parte dei privati, per un flusso totale di circa 9 miliardi di euro.

La prima tranche di 500 milioni è stata distribuita lo scorso anno, finanziando i primi 24 progetti. I restanti progetti avrebbero dovuto essere finanziati quest’anno ma a fine luglio il Senato ha votato un emendamento della maggioranza, che di fatto ha bloccato questi fondi e quindi tutti e 96 i progetti.

Per tentare di evitare questo scippo ai danni dei Comuni, il gruppo Pd alla Camera ha depositato un emendamento specifico per ogni Comune che aveva ottenuto un finanziamento nell’ambito del ‘Bando periferie’, oltre a un emendamento di carattere generale contro la sospensione degli effetti del decreto Milleproroghe. Assieme al vicepresidente Ettore Rosato ho firmato gli emendamenti a favore dei Comuni di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone.

In particolare, lo scorso lunedì a Udine c’è stato un incontro dei parlamentari di tutte le forze politiche convocato dal Sindaco Fontanini, durante il quale abbiamo condiviso la necessità di fare gioco di squadra per permettere ai comuni del Friuli Venezia Giulia di conservare quelle risorse.

Qui il video della mia dichiarazione dopo l’incontro: LINK

I risparmiatori traditi due volte

Capitolo sempre dolente quello dei risparmiatori travolti dal crack delle banche venete.

Il Governo Gentiloni aveva fissato al 31 marzo il termine per l’emanazione del decreto del Ministero dell’Economia e Finanze che avrebbe dovuto disciplinare concretamente l’accesso al Fondo di ristoro dei risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie, tra cui vi sono molti cittadini del Friuli Venezia Giulia. Dopo le elezioni del 4 marzo il Governo M5S-Lega ha spostato il termine per l’emanazione del decreto al 31 ottobre 2018, e adesso dalla Commissione Bilancio è uscito un testo in cui si parla di un ulteriore rinvio al 31 gennaio 2019. Questi continui rinvii suonano beffa ai risparmiatori che hanno creduto alle promesse dei 5Stelle e che rischiano di essere traditi due volte.

Perciò il Partito Democratico, con un emendamento al Dl Milleproroghe, propone di anticipare al 30 settembre il termine per l’emanazione del decreto del Mef e, a fronte dei 100 milioni stanziati nell’ultima legge di bilancio, si chiede anche di portare la dotazione del fondo a 175 milioni.

La foto della settimana 

Con l’avvicinarsi della chiusura della Festa nazionale de l’Unità a Ravenna il nostro primo ringraziamento deve andare alle migliaia di volontari PD che in tutta Italia hanno messo cuore, braccia ed entusiasmo nell’impeccabile organizzazione delle nostre Feste.Vi ricordo che domenica 9 settembre alle ore 17:00 il nostro Segretario nazionale Martina chiuderà la Festa nazionale di Ravenna.
Un abbraccio! 
Debora 

Newsletter #1

Carissime e Carissimi, bentrovati!

Questa è la mia prima newsletter dopo tanto tempo perché avverto forte l’esigenza di mantenere un rapporto sempre più saldo con voi e per aggiornarvi rispetto a quello che succede alla Camera, ed in particolare in Commissione Lavoro, dove sono stata nominata capogruppo per il PD.

Il Jobs Act che si doveva abolire, superare, cambiare, alla fine resta com’è e dov’è. E neppure l’art 18 viene reintrodotto, come promesso, anzi la maggioranza ha platealmente votato contro.

Di Maio e Salvini hanno mentito per fini elettorali, ma soprattutto con questo decreto ingannano le lavoratrici e i lavoratori italiani. Non ci dividono certo i principi: chi non sarebbe d’accordo nel dichiarare guerra al precariato e alle delocalizzazioni selvagge? E chi non sarebbe pronto a combattere gli effetti terribili del gioco d’azzardo? La realtà però è altra cosa rispetto alla propaganda e il decreto #dimaio, al di là degli annunci, offre soluzioni sterili se non dannose.
Governo e maggioranza con questo decreto intervengono in una fase delicata della nostra economia complicando il funzionamento del mercato del lavoro, fanno costare di più il contratto a termine, senza far costare di meno quello a tempo indeterminato, confondono il precariato con la flessibilità del contratto di somministrazione, definiscono in modo generico ed incerto il concetto di “delocalizzazione” attraverso norme che saranno di complessa attuazione e che costituiscono un freno agli investimenti, dichiarano guerra al gioco d’azzardo ma anche no, legiferano sulla scuola con norme che produrranno disoccupati e contenziosi. Esattamente il contrario di quello che serve a questo Paese che sta tentando con difficoltà di crescere e rilanciare la propria economia.

Nel corso del dibattito, sia in commissione che in aula, il silenzio della maggioranza ė stato incomprensibile. Non una risposta, non un argomento, non un confronto sulle rispettive ragioni. Il Parlamento ė stato privato della sua funzione di luogo dedicato al confronto delle idee

Ciononostante, siamo riusciti in Commissione Lavoro a:

– far cambiare radicalmente parere sul pagamento del contributo aggiuntivo per i datori di lavoro di colf, badanti e baby sitter. Al lavoro domestico quindi non si applicherà il decreto #dimaio. Un risultato importante e non scontato, che premia la nostra ostinazione a tutela delle famiglie e di chi lavora. Viene così eliminata una norma ingiusta che penalizzava il lavoro domestico, con pesanti costi aggiuntivi sulle famiglie italiane;

– sottolineare l’incongruenza del decreto che se da una parte aumentava l’indennità di licenziamento illegittimo nel suo minimo e nel suo massimo, dall’altra lasciava inalterata l’indennità nel caso della conciliazione. Abbiamo quindi fatto notare che il datore con il precedente regime poteva essere condannato a pagare fino a 24 mensilità, che il decreto #dimaio ne prometteva 36, ma che il datore di lavoro in sede di conciliazione ed evitando la causa avrebbe potuto staccare un assegno di sole 18 mensilità al lavoratore. Anche l’indennità di conciliazione, dunque, con il nostro intervento è stata aumentata. Dato che non si è intervenuti sui coefficienti fissi che prevedono che l’indennità ammonti a due mensilità per ogni anno di lavoro, inoltre, la promessa di 36 mensilità si potrà avverare solo dal 2027, e cioè solo nel caso in cui il lavoratore assunto nel 2015 (data in cui è entrato in vigore il decreto Poletti), venga licenziato dopo aver lavorato più di 12 anni… insomma chi vivrà, vedrà.  

Avevano promesso che avrebbero subito reintrodotto l’art 18. E invece hanno platealmente votato contro la reintroduzione dell’art 18, qui il video del mio intervento:

Video Facebook

 Qui invece il mio intervento -completo- in Aula come capogruppo Pd, durante la discussione del decreto Di Maio:

Video camera

Le tragedie di Bologna e di Foggia: 

Nello stesso giorno l’Italia è stata colpita da due terribili e tragici incidenti, a Bologna e a Lesina. Il mio primo pensiero va alle vittime ed ai loro familiari. Inoltre un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine ed ai soccorritori intervenuti, grazie al loro lavoro ed al loro pronto intervento. 

Una bella pagina di sport per il FVG: 

Congratulazioni a Mara Navarria, friulana, che da poco è campionessa del mondo di spada, dopo aver superato Ana Maria Popescu per 13-9, in finale. Una bella pagina per lo sport italiano! 

Per il momento è tutto, potete rispondere a questa mail se volete scrivere le vostre riflessioni, che sarò lieta di leggervi! 


Un abbraccio! 


Debora 

Semplicemente Democratici

franceschini-sassoli-serracchiani

Roma 24.09.09 – presentazione “Semplicemente Democratici”

Inserito originariamente da Dario Franceschini 09

Roma 24 settembre 2009: Presentazione Nazionale della lista SEMPLICEMENTE DEMOCRATICI a sostegno di Dario Franceschini.

Foto credit: Cristian Umbro, aggiunto su Flickr da Dario Franceschini 09.

Addio Disqus e benvenuto IntenseDebate

Come molti di voi avranno potuto constatare, da ieri sera questo blog presenta un nuovo sistema di gestione dei commenti, IntenseDebate, che fa parte della grande famiglia di WordPress. IntenseDebate dovrebbe offrire maggiori garanzie di efficienza e affidabilità rispetto a Disqus, che già da tempo aveva creato qualche problema nell’inserimento e nella visualizzazione dei commenti.

Nelle ultime settimane i problemi erano aumentati, provocando disagio soprattutto ai commentatori più “affezionati”. Nella maggior parte dei casi, infatti, i commenti venivano automaticamente contrassegnati come “spam” e resi invisibili dal sistema stesso. Grazie alle numerose segnalazioni, siamo riusciti a ripristinare manualmente i commenti mancanti, ma il sistema continuava a “fare le bizze”. Ieri sera abbiamo “tagliato la testa al toro” operando la migrazione da Disqus al nuovo sistema IntenseDebate.

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