Newsletter #5

Carissime e carissimi,
vorrei iniziare dedicando un pensiero alle vittime della tragica notte alla discoteca Lanterna Azzurrra, ai morti e ai feriti colpiti dal piombo islamista a Strasburgo, alla famiglia del giornalista italiano Antonio Megalizzi, che sta vivendo delle ore d’angoscia.
Prevenire, non minacciare

Ancora una volta si deve parlare di morti, di giovani vite stroncate durante un momento di festa, del sangue di persone comuni sparso mentre passeggiano tra le bancarelle di Natale. Non diventiamo insensibili a questo dolore, non smettiamo di ribellarci a ciò che non è inevitabile.
Un sottile filo rosso collega questi episodi, e si chiama prevenzione. La prevenzione che va sotto l’aspetto del rispetto delle normative di sicurezza che regolano l’accesso ai luoghi pubblici, come le discoteche. E la prevenzione che deve essere esercitata dalle forze di intelligence e di polizia, a fronte della presenza accertata di terroristi islamici in Europa: non serve a niente minacciare i profughi e poi lasciar circolare i criminali.
Manovra 2019: un viaggio verso il buio

In queste ore siamo arrivati allo show-down. Vediamo finalmente i numeri che la maggioranza M5S-Lega porta nella manovra, e scopriamo innanzitutto due cose.
L’immagine di Di Maio che balla sul balcone di palazzo Chigi rimarrà come una delle pagine più squallide della cronaca italiana: nella più schietta tradizione della sceneggiata napoletana, hanno fatto la faccia feroce, hanno gonfiato il petto davanti alla Commissione europea e poi, quando la partita è diventata seria, sono andati a cuccia e hanno mandato Conte a ingoiarsi il taglio del deficit.
E poi, in mezzo a minacce e trionfalismi di cartone, si fa strada la verità: le promesse che hanno fatto la differenza in campagna elettorale, il reddito di cittadinanza e la flat tax, nella manovra non ci sono. Perché non ci sono i soldi per finanziarle. Salvini e Di Maio (chi più, chi meno) ne sono consapevoli e si affannano ad alzar polvere con altre operazioni di facciata come lo “spazzacorrotti” o il “decreto sicurezza”. Purtroppo, governa ora la malafede, ora l’incompetenza.
Il Parlamento imbavagliato Molti emendamenti, spesso proposti per dare risposte concrete ai cittadini, sono stati bocciati per puro spirito di contraddizione e volontà punitiva verso le opposizioni. Ci sono bocciature che hanno del clamoroso. Ma il dato più eclatante è che ci hanno fatto discutere su un testo “fantasma”, destinato a essere stravolto al Senato, dove peraltro stanno aspettando di sapere su quali saldi può contare la manovra, visto che è ancora in corso la trattativa con Bruxelles per evitare la procedura d’infrazione: stiamo parlando, ma non si può decidere nulla. Prima c’erano i “numerini”, la “letterina”, adesso c’è la paura del baratro.
Un muro contro esodati e vittime d’amianto
Così si alzato il muro contro due temi delicatissimi come quello degli esodati e delle vittime dell’amianto: su questo M5S e Lega dovranno rispondere agli italiani, a quelli che per Salvini dovrebbero venire “prima” e che invece arrivano “dopo” i loro interessi di bottega del partito.
In commissione Bilancio hanno respinto gli emendamenti del Pd che rispondevano alle necessità di persone in serie difficoltà economiche perché rimasti ancora senza copertura pensionistica a causa della riforma Fornero: ce la gettano in faccia continuamente e quando proviamo a correggerla ci sbarrano la strada.
A Di Maio che aveva aperto uno spiraglio e poi lo ha chiuso, chiediamo: perché dire “no” all’intervento di salvaguardia per seimila lavoratori rimasti senza tutele? Il Governo di centrosinistra aveva pur fatto altre otto salvaguardie nella scorsa legislatura.
C’erano emendamenti che si rivolgevano a coloro che si sono ammalati di un mesotelioma di origine non professionale: anche a questi Di Maio e Salvini hanno detto di arrangiarsi. E ancora: hanno deciso di non riaprire i termini per la presentazione delle domande per il riconoscimento delle prestazioni pensionistiche per quei lavoratori vittime dell’amianto che devono ricostruire la propria carriera lavorativa. Con quale faccia?
Non c’è risposta a queste domande, né a tante altre. Servono almeno a conoscere meglio chi ha in mano l’Italia.
Passa APE sociale: gialloverdi distratti?
Dal momento che la loro propaganda elettorale si accompagna sempre al nulla legislativo, sembra dovuta a una svista o a un errore l’intenzione manifestata dai gialloverdi di confermare alcuni provvedimenti già avviati nella legislatura a guida Pd.
E’ il caso dell’APE sociale, ovvero la misura di uscita anticipata dal lavoro che consente il pensionamento a partire dai 63 anni di età e dai 30-36 anni di contribuzione a seconda del peculiare disagio del lavoratore.
Allarme Servizio civile
Sta suonando un campanello d’allarme per il Servizio civile nazionale, che rischia di vedersi dimezzati i fondi. Anche in questo caso, abbiamo tentato di correre ai ripari e il gruppo del Pd ha presentato un emendamento per evitare il dimezzamento delle risorse. Risultato: il nostro emendamento è stato bocciato mentre il M5S, che ne aveva presentato uno, lo ha ritirato con ammirevole tempismo.
Global Compact: il Conte dimezzato e l’Italia umiliataIl Global Compact per l’immigrazione promosso dalle Nazioni Unite, recentemente approvato da 164 Governi, non è un “porte aperte” gridato alle masse pronte a mettersi in marcia verso la speranza. E’ invece il primo documento dedicato a migliorare la cooperazione globale sulla migrazione e, tra l’altro, offre agli Stati una serie di misure per lavorare insieme nel garantire la protezione dei bambini migranti vulnerabili. L’obiettivo è favorire una migrazione sicura, ordinata e regolare, facendo una netta distinzione tra migranti e rifugiati. Il Global Compact non è nemmeno vincolante in quanto non è un trattato internazionale. In compenso include molte delle istanze di cui l’Italia si fa da sempre promotrice in ambito europeo: meccanismi di ricerca, soccorso e sbarco; contrasto all’immigrazione irregolare e alla tratta; condivisione delle responsabilità tra tutti i Paesi coinvolti.
Qui il Governo italiano ha dato il suo peggio: prima Conte è andato all’Onu ad annunciare il “sì” dell’Italia ma poi, su ordine di Salvini, Conte non va a Marrakech e l’Italia resta fuori, in compagnia di Orban e Trump. La prova definitiva che Conte è un burattino e che la credibilità dell’Italia sul piano internazionale vale quanto la parola del nostro premier.
Una squadra per il PD, assieme a Maurizio Martina e Matteo Richetti
In questa campagna per #CongressoPD ho deciso di prendere una posizione molto netta: ho scelto di stare dalla parte del “NOI” e della squadra, di contribuire a fare somma, non divisione. Il nostro percorso per il Congresso PD è partito da #Bologna insieme a tanti amici che credono nell’impegno in politica per un Partito Democratico plurale e che lavora #fiancoafianco, #diversamente per un’Italia migliore.
Contiamo su ognuno di voi, le porte sono e saranno sempre aperte.
Come di consueto, di seguito vi lascio alcuni link con le mie interrogazioni: 
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/01833&ramo=CAMERA&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/01653&ramo=CAMERA&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/01033&ramo=CAMERA&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/00943&ramo=CAMERA&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/00969&ramo=CAMERA&leg=18


Le vergognose risposte negative del Governo agli emendamenti del PD: 
https://www.facebook.com/serracchiani/videos/2220705831540323/
Referendum abrogativo per il #decretoinsicurezza: https://www.facebook.com/serracchiani/videos/1581985515234828/