La politica regionale che vorrei: ambiente regionale e qualità

La nostra regione è collocata ad alti livelli dal punto di vista economico e della qualità della vita, pur in presenza di fasce disagiate e marginali. L’obiettivo è mantenere e possibilmente migliorare questi livelli. È prioritario dare risposte concrete e veloci alle persone, ai territori e alle categorie in difficoltà e superare quegli elementi di inefficienza che ancora oggi non corrispondono sempre ai bisogni dei cittadini e sono altresì fonti di spreco.

Occorre garantire la qualità complessiva del sistema regionale nei settori della cultura, dell’ambiente e del turismo, valorizzando tutti quegli elementi, dai grandi centri di attrazione turistica ai presidi slow-food, che abbinano le potenzialità economiche alla difesa dell’eccellenza. Bisogna salvaguardare i terreni agricoli e la promozione di una politica di filiera alimentare di qualità e progettare una nuova urbanistica che non punti esclusivamente sull‘espansione ulteriore dei centri abitati.

Già oggi iniziative culturali in atto nella nostra regione, dal “Mittelfest”, a “Vicini e Lontano”, da “Pordenonelegge” a “èStoria”, a “Fest” (iniziativa che va ripristinata), tanto per citarne alcune, rappresentano un punto di riferimento e di attrazione nazionale ed internazionale. Né va ignorato il fatto che alcuni grandi eventi di spettacolo e grandi congressi di professionisti internazionali e manifestazioni sportive scelgono la nostra regione per la qualità che offre e per la collocazione geografica.

La qualità deve essere condizione ordinaria del profilo della regione, delle sue azioni politiche e dell’azione amministrativa dei suoi enti. Un sistema complesso di qualità dell’ambiente dove si vive bene e possano essere attratte come valore aggiunto varie attività imprenditoriali.

Idee per l’ambiente

Terza priorità, l’ambiente: servono lo sviluppo delle energie rinnovabili e provvedimenti più incisivi per la tutela del clima, fondamentale per la salute e la qualità dell’aria. Occorre preservare e valorizzare il nostro patrimonio naturale montano e paesaggistico, risorsa preziosa per il turismo.

Lo sviluppo deve essere sostenibile: non dobbiamo essere costretti a scegliere tra difesa dell’occupazione e delle condizioni ambientali di vita. La Comunità europea (CEE) era nata per l’energia; quella spinta iniziale va rinnovata. Per l’Italia si tratta di recuperare un ritardo accumulato negli anni di governo del centro-destra. La sfida dell’ambiente si incrocia in particolare con quelle dell’innovazione e della qualità, fondamentali per la competitività della nostra economia, e vede nella vitalità delle nostre imprese un importante strumento.

L’ambiente da proteggere deve essere anche quello delle fabbriche, dei cantieri. Troppi sono i lavoratori che perdono la vita sul posto di lavoro. Chi va a lavorare deve andarci senza preoccupazioni per la propria incolumità. Occorrono, quindi, misure efficaci di prevenzione del rischio, controlli più affidabili, e leggi più severe per chi non rispetta le norme di sicurezza.